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Quentin Tarantino, nuove informazioni sul suo prossimo film "Sarà qualcosa di nuovo"

Robert Richardson aggiorna sul decimo film di Quentin Tarantino: riprese forse nel 2027 e addio definitivo a The Movie Critic.

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Sono passati sette anni dall’uscita di Once Upon a Time in Hollywood e il decimo film di Quentin Tarantino continua a essere uno dei progetti più attesi del cinema. Il regista ha ribadito più volte l’intenzione di concludere la propria carriera dopo aver diretto dieci lungometraggi e, ora, arrivano finalmente nuovi aggiornamenti su quando potrebbe iniziare la lavorazione del suo ultimo film.

A fornire le novità è stato Robert Richardson, storico direttore della fotografia di Tarantino, con cui ha collaborato in cinque film (considerando i due volumi di Kill Bill come un’unica opera). Intervistato da Screen Daily durante il Karlovy Vary International Film Festival 2026, Richardson ha spiegato che le riprese potrebbero partire nell’estate del 2027, anche se tutto dipenderà dall’esito del nuovo progetto teatrale del regista.

Una scena di The Hateful Eight (fonte 01 Distribution)

All’inizio del 2027, infatti, Tarantino debutterà nel West End di Londra con The Popinjay Cavalier, la sua prima opera teatrale scritta e diretta. Solo dopo aver concluso quell’esperienza deciderà quando dedicarsi completamente al suo ultimo film.

L’intenzione è di lavorare di nuovo con Tarantino”, ha dichiarato Richardson al festival. “Non parlerà di dove sta andando con il prossimo film; sarà qualche momento del prossimo anno, l’esatta tempistica non è ancora fissata. Potrebbe essere in preparazione nell’estate, dipende da come andrà lo spettacolo teatrale e dove porterà.

Oltre alle possibili tempistiche, Richardson ha lasciato intendere che il progetto prenderà una direzione completamente diversa rispetto a quanto ipotizzato negli ultimi anni. “Il prossimo film sarà un Quentin molto fresco. Si allontanerà da The Movie Critic e dal sequel di Once Upon a Time in Hollywood. Questo prossimo capitolo sarà qualcosa di nuovo.

Il riferimento a The Movie Critic non è casuale. Il film avrebbe dovuto rappresentare il decimo e ultimo lungometraggio del regista, tanto che nel 2024 la produzione era già entrata nella fase di pre-produzione, con Brad Pitt tra i principali candidati al ruolo da protagonista. Poco prima dell’inizio delle riprese, però, Tarantino cambiò idea, decidendo di accantonare completamente il progetto perché non lo riteneva il finale giusto per la sua carriera.

La scelta colse di sorpresa anche Richardson, che aveva perfino rinunciato a lavorare al biopic su Michael Jackson diretto da Antoine Fuqua dopo essere stato contattato personalmente da Tarantino. Il regista gli aveva chiesto di liberarsi dagli impegni perché convinto che The Movie Critic sarebbe stato il loro prossimo film insieme. La cancellazione del progetto dimostra quanto Tarantino sia deciso a trovare la storia perfetta con cui chiudere la propria filmografia.

Una scena di Bastardi senza Gloria (fonte: Universal)

Quello tra Tarantino e Richardson è uno dei sodalizi artistici più importanti del cinema contemporaneo. Insieme hanno realizzato alcuni dei film più apprezzati del regista e ottenuto tre candidature all’Oscar per la Miglior Fotografia con Bastardi senza gloria, Django Unchained e The Hateful Eight, contribuendo a definire lo stile visivo che ha caratterizzato la sua fase più matura.

Se le riprese dovessero davvero iniziare nell’estate del 2027, il film potrebbe arrivare nelle sale tra la fine del 2028 e il 2029, considerando i lunghi tempi di lavorazione e post-produzione che caratterizzano le opere di Tarantino.

Dal debutto con Le iene nel 1992 fino a C'era una volta a... Hollywood, il regista ha diretto nove lungometraggi e conquistato due Oscar per la Miglior Sceneggiatura Originale. Da anni sostiene di voler lasciare la regia dopo il decimo film, convinto che molti grandi autori abbiano realizzato le loro opere meno riuscite nella parte finale della carriera. Per questo motivo continua a prendersi tutto il tempo necessario: l’obiettivo è chiudere il proprio percorso cinematografico con un’opera all’altezza della sua eredità artistica.

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