Michael 2 è ufficiale: Lionsgate conferma il sequel e rivela quando potrebbero partire le riprese
Dopo il successo da quasi un miliardo di dollari, Michael avrà un sequel: Lionsgate prepara il ritorno del Re del Pop con materiale mai visto.
Il successo planetario di Michael era con ogni probabilità prevedibile, ma forse nemmeno Lionsgate immaginava di arrivare a sfiorare il miliardo di dollari al botteghino globale. Eppure è successo, e quando un film biografico sul Re del Pop diventa un fenomeno culturale di questa portata, il sequel non è più una possibilità: è una certezza. Durante la conference call sugli utili del secondo trimestre 2026, Adam Fogelson, responsabile della divisione cinema di Lionsgate, ha confermato ufficialmente che Michael 2 è in lavorazione e che le riprese potrebbero iniziare già verso la fine del 2026 o all'inizio del 2027.
Il primo Michael, diretto da Antoine Fuqua e interpretato da Jaafar Jackson, nipote del leggendario cantante, ha raccontato l'ascesa vertiginosa di Michael Jackson: dai tempi dei Jackson 5 fino al trionfo del Bad World Tour del 1987. Il film si chiude proprio con quelle iconiche immagini, ma l'ultima schermata lascia poco spazio all'immaginazione: "His Story Continues", la sua storia continua. Un finale aperto che ora assume tutto un altro significato.
Resta da capire quale periodo della vita di Jackson coprirà il secondo capitolo. Gli anni successivi al Bad tour sono stati tra i più intensi e complessi della carriera del cantante: l'album Dangerous, i tour mondiali sempre più spettacolari, ma anche l'inizio di quella spirale di accuse e controversie che avrebbero segnato per sempre la sua immagine pubblica. Le multiple accuse di abusi su minori hanno inseguito Jackson per il resto della sua vita, diventando un elemento impossibile da ignorare in qualsiasi racconto biografico onesto e completo.
Ma quei tagli non significano necessariamente materiale perduto. Fogelson ha lasciato intendere che alcune delle sequenze rimosse dal primo film potrebbero essere recuperate e utilizzate nel sequel, a patto che le questioni legali vengano risolte. Una prospettiva affascinante che solleva interrogativi non da poco: il secondo capitolo riuscirà finalmente a confrontarsi con gli anni più oscuri e dibattuti della vita di Jackson, oppure anche questa volta si opterà per una narrazione più prudente.
La sfida per Lionsgate è duplice. Da un lato c'è la pressione del successo: dopo aver incassato un miliardo, le aspettative del pubblico sono altissime. Dall'altro c'è la responsabilità artistica e morale di raccontare una storia completa, senza cadere nell'agiografia ma nemmeno nel sensazionalismo. Fogelson lo ha detto chiaramente: l'obiettivo è realizzare "il sequel più grande e migliore possibile, al giusto prezzo". Il pubblico si aspetta uno spettacolo all'altezza dell'esperienza che ha avuto con il primo film, e lo studio sa di non poter deludere.
Quello che è certo è che Michael 2 non sarà un semplice seguito commerciale. Con un miliardo in tasca e una storia così ricca e complessa da raccontare, Lionsgate ha l'opportunità di realizzare un biopic che non si limita a celebrare un'icona, ma prova a comprenderla nella sua interezza, luci e ombre incluse. La vera domanda non è se il film si farà, ma quanto in profondità avrà il coraggio di scavare.