Mike Flanagan punta su La Torre Nera, ma c'è una regola di Stephen King che non vuole ignorare
Mike Flanagan prepara la serie La Torre Nera rispettando la visione di Stephen King: scopri la scelta narrativa che guiderà l'adattamento.
L'universo di Stephen King si prepara a una nuova trasposizione televisiva ambiziosa, affidata a uno dei registi più apprezzati del panorama horror contemporaneo. Mike Flanagan ha chiarito quale strada intende seguire per portare sul piccolo schermo The Dark Tower, la saga letteraria che rappresenta uno dei progetti più complessi della sua carriera. La scelta riguarda soprattutto l'ordine della narrazione e il modo in cui accompagnare gli spettatori alla scoperta di questo mondo. L'obiettivo è rispettare l'impianto originale dei romanzi, senza rinunciare agli adattamenti necessari per la televisione. Resta però un passaggio fondamentale, la serie non ha ancora ottenuto il via libera ufficiale alla produzione.
La decisione comporta un adattamento che procederà in sequenza, dal primo romanzo fino al volume conclusivo. La saga comprende sette romanzi principali, ai quali si aggiunge La leggenda del vento (The Wind Through the Keyhole), pubblicato nel 2012 e collocato cronologicamente tra il quarto e il quinto libro. Il volume viene spesso considerato il quarto e mezzo, mentre nell'ordine di pubblicazione è l'ottavo della raccolta. Questo dettaglio è importante per comprendere la struttura dell'opera, seguire i libri in successione non significa necessariamente trasformare ogni volume in una singola stagione. Flanagan ha confermato la propria intenzione di rispettare l'ordine narrativo, ma non ha annunciato un numero preciso di stagioni o una corrispondenza uno a uno tra romanzi ed episodi.
Il progetto si distingue anche per la volontà di non ripetere gli errori attribuiti al precedente tentativo cinematografico. Nel 2017 La Torre Nera arrivò al cinema con Idris Elba nel ruolo di Roland Deschain e Matthew McConaughey in quello dell'Uomo in Nero. Il film incassò circa 113 milioni di dollari in tutto il mondo a fronte di un budget stimato di 66 milioni, ma ricevette recensioni prevalentemente negative e non diede origine al seguito inizialmente ipotizzato. Tra le critiche rivolte alla pellicola figuravano le differenze rispetto alla complessità dei romanzi. Flanagan, al contrario, descrive la propria visione come sostanzialmente fedele al materiale di partenza, alcune modifiche saranno inevitabili per adattare la storia al linguaggio televisivo, ma l'intenzione è preservare la struttura ideata da King.