Millie Bobby Brown e quel provino fallito con Hugh Jackman che le spezzò il cuore
Prima di Stranger Things, il no che le spezzò il cuore: Millie Bobby Brown confessa il trauma del provino fallito con Hugh Jackman
Hollywood adora le storie di piccoli traumi infantili convertiti in assegni a sei zeri. Prendete Millie Bobby Brown: prima di colonizzare l'algoritmo di Netflix con lo sguardo magnetico di Undici, ha dovuto masticare il sapore amaro del rifiuto.
Aveva appena undici anni quando si presentò al cospetto di un monumentale Hugh Jackman, convinta di poter graffiare il paradiso mutante della Marvel, per poi uscirne emotivamente polverizzata. Oggi, a ventidue anni e con lo status di sovrana assoluta dello streaming, l'attrice ha riaperto quella vecchia ferita di guerra nel salotto di Entertainment Weekly, dimostrando che il cinismo da diva si impara presto, soprattutto se impastato con una sana dose di autoironia.Il duro 'no' a Millie Bobby Brown
Il contesto è quello classico delle confessioni tra colleghi di set, nello specifico, un Louis Partridge visibilmente divertito durante il tour di Enola Holmes 3. Brown ha rievocato lo spettro di quel provino per i "film di Wolverine", un depistaggio subito sgretolato dal collega, che ha giustamente ricondotto le date al capolavoro crepuscolare del 2017, Logan.
Uscire da quella stanza, per l'allora aspirante starlet britannica, fu molto dura: "Ero distrutta", ha ammesso senza giri di parole. La consapevolezza, immediata e bruciante, che da qualche parte nel mondo esisteva una bambina più adatta di lei a sguainare artigli retrattili e a ringhiare in faccia ai mercenari. Quella bambina era Dafne Keen, la cui interpretazione di X-23 sarebbe poi entrata di diritto nella storia recente del cinecomic, fino al recente e trionfale ritorno nel blockbuster Deadpool & Wolverine.
Vedere Millie Bobby Brown descriversi come "distrutta" per un rifiuto fa quasi sorridere, se letto con il senno di poi. La Marvel ha perso l'occasione di arruolarla prima del tempo, ma il colosso dello streaming Netflix ha prontamente ringraziato, raccogliendo i cocci di quella delusione per incollarli sul volto di Undici.Insomma, al posto della furia ferina di Wolverine, l'attrice ha ereditato il sangue dal naso e la telecinesi di Stranger Things, saga ormai cult conclusasi lo scorso Capodanno con un finale kolossal che ha commosso tutti (anche la Brown) tra streaming e sale cinematografiche. Che sia Undici o X-23, il destino della Brown sembrava comunque segnato da un codice identificativo governativo...