Minimarket: Kevin Spacey nel cast di una serie TV tutta italiana (targata RaiPlay), disponibile dal prossimo 26 dicembre

Kevin Spacey torna in tv come co-protagonista di Minimarket, sitcom italiana su RaiPlay dal 26 dicembre. Una commedia surreale ambientata in un minimarket romano.

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Dopo Whoopi Goldberg nel daily drama più longevo della televisione italiana, il panorama seriale tricolore regala un'altra combinazione che sembra uscita da un generatore casuale di notizie improbabili. Eppure è tutto vero: Kevin Spacey, due volte premio Oscar, volto iconico di American Beauty e I soliti sospetti, ex protagonista di House of Cards, arriva su RaiPlay come co-protagonista di Minimarket, una sitcom italiana ambientata in un minimarket romano. Se qualcuno avesse ipotizzato questo scenario anche solo un anno fa, sarebbe stato tacciato di fantascienza televisiva.

L'annuncio è arrivato durante la presentazione dei palinsesti Rai 2025-2026 a Napoli, generando quel tipo di silenzio sospeso che precede le grandi sorprese. Non un cameo, non una partecipazione straordinaria: Spacey è parte integrante del progetto, interpretando una versione di sé stesso che diventa amico immaginario e mentore del protagonista. Un ritorno sul piccolo schermo che arriva dopo anni complessi per l'attore, segnati dalle accuse di molestie sessuali dalle quali è stato assolto, e che passa significativamente dall'Italia, paese con cui ha sempre mantenuto un legame profondo.

Minimarket - RaiPlay



Minimarket debutterà su RaiPlay venerdì 26 dicembre con i primi cinque episodi, mentre il secondo blocco di cinque puntate sarà disponibile dal 9 gennaio. Una programmazione da binge-watching natalizio perfetta per chi cerca qualcosa di completamente diverso dal solito menù festivo. La serie è una produzione Rai Contenuti Digitali e Transmediali, ideata e interpretata da Filippo Laganà, giovane attore e autore classe 1994 che con questo progetto firma un esperimento audace di metanarrazione televisiva.

La premessa narrativa gioca su più livelli. Il minimarket del titolo esiste davvero: è stracolmo di prodotti accatastati e si trova proprio di fronte alla sede Rai di Roma, crocevia quotidiano di vip, artisti, tecnici e aspiranti celebrità. Un luogo di passaggio che diventa hub narrativo, spazio liminale tra il mondo ordinario e quello dello spettacolo. Qui lavora Manlio Viganò, interpretato dallo stesso Laganà: laureato in legge ma totalmente disinteressato a toga e tribunali, passa le giornate alla cassa vendendo yogurt e lenticchie mentre coltiva un unico, ossessivo sogno. Diventare la star di un grande show televisivo.

Il copione è già scritto, nella sua testa è tutto pronto, ma la realtà quotidiana continua a scorrere tra scontrini e clienti occasionali. A complicare e arricchire questo limbo arriva Kevin, versione immaginaria di Kevin Spacey che funziona come coscienza artistica, mentore imprevedibile e presenza costantemente ingombrante. Il loro rapporto diventa il motore comico ed emotivo della serie: da una parte l'esperienza di chi ha calcato i set più importanti del mondo, dall'altra l'incoscienza di chi non si rende pienamente conto di avere un premio Oscar al fianco.

Minimarket - RaiPlay



Litigi, incomprensioni, lezioni di recitazione improvvisate e prese in giro reciproche costruiscono una dinamica che ricorda certi buddy movie ma con un twist meta-narrativo: Kevin non esiste, o meglio, esiste solo per Manlio. È una proiezione dei suoi desideri, delle sue paure, della distanza siderale tra dove si trova e dove vorrebbe essere. Una scelta narrativa che permette alla serie di giocare con il confine tra realtà e immaginazione, tra aspirazione e delusione, senza mai scivolare nel cinismo.

Proprio questa alternanza tra quotidianità caotica e visioni oniriche rappresenta uno degli elementi più interessanti della serie. Il minimarket non è solo un'ambientazione fisica ma uno spazio mentale, un rifugio in cui Manlio può sopravvivere mentre costruisce nella sua testa il palcoscenico che ancora non ha. È una metafora potente della precarietà creativa contemporanea, di quella generazione che scrive copioni mentre scannerizza prodotti, che sogna Emmy mentre sistema scaffali.

Alla regia c'è Sergio Colabona, mentre dietro le quinte figura anche Duccio Forzano, veterano con quasi quarant'anni di esperienza nel settore, reclutato via Instagram. Non è un dettaglio marginale: racconta un metodo di lavoro che guarda al presente, che sceglie competenze e visione prima di curriculum e contatti consolidati. Minimarket si presenta così come un esperimento di linguaggio che prova a parlare a chi è cresciuto tra serie tv, meme e storytelling frammentato, ma senza rinunciare alla struttura classica della sitcom.

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