Neorealismo, cinema d’autore e di denuncia: scoprire un secolo di cinema italiano gratis su RaiPlay

Raiplay è uno scrigno che racchiude un secolo di cinema italiano: i titoli imperdibili.

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RaiPlay, la piattaforma streaming gratuita della Rai, non è soltanto un luogo di intrattenimento: è un archivio prezioso che permette di riscoprire il grande cinema italiano del Novecento. In un’epoca in cui i cataloghi digitali sono spesso dominati da produzioni internazionali e da serie televisive di consumo rapido, RaiPlay si distingue per la sua vocazione culturale, offrendo gratuitamente capolavori che hanno segnato la storia del cinema mondiale.

Questa disponibilità non è soltanto un’occasione per gli appassionati, ma rappresenta una vera e propria risorsa didattica e critica. Studenti, ricercatori, giornalisti e semplici curiosi possono accedere a opere che hanno plasmato l’immaginario collettivo italiano, dal neorealismo alla commedia all’italiana, dal cinema d’autore alle pellicole di denuncia sociale. Ogni film diventa una finestra su un’epoca, un documento vivo che racconta trasformazioni storiche, estetiche e culturali.

Raiplay è uno scrigno: i film che hanno fatto la storia del cinema nostrano gratis

Il valore di questo catalogo sta proprio nella sua capacità di unire memoria e accessibilità: non serve alcun abbonamento, basta una connessione per immergersi in un secolo di cinema. La piattaforma della Rai ci offre l'occasione di scoprire, in tutta la sua magnificenza, di partire dal Neorealismo italiano in questo viaggio tra arte e identità. Il primi titoli infatti sono i capolavori che hanno raccontato l'Italia uscita dilaniata dalla Seconda Guerra Mondiale. Roma città aperta, di Roberto Rossellini e del 1945, è a tutti gli effetti il manifesto del Neorealismo, girato subito dopo la liberazione di Roma e racconta la Resistenza con crudezza e poesia, una fusione tra cronaca e dramma umano, con Anna Magnani indimenticabile.

Impossibile non menzionare Paisà, dello stesso Roberto Rossellini di un anno dopo. Sei episodi che narrano l’avanzata degli Alleati in Italia, con Rossellini che sperimenta un linguaggio frammentato e realistico, dando voce a soldati e civili. È un film che mostra la guerra dal basso, con un impatto universale. Infine, per chiudere il viaggio nel Neorealismo, La ciociara di Vittorio De Sica, del 1960. Tratto dal romanzo di Moravia, racconta la tragedia delle violenze sui civili delle truppe alleate in Italia, attraverso la figura di Cesira (Sophia Loren). È neorealismo maturo, capace di unire denuncia sociale e intensità emotiva. Loren vinse l’Oscar, consacrando il film a livello mondiale.

Credits Images: screenshots from films available on RaiPlay.

Il grande cinema d'autore, tra gli anni '60 e '70, racconta l'evoluzione del cinema italiano, che consegna alla storia alcune delle pellicole più emozionanti di sempre. Si parte con La notte di Michelangelo Antonioni, 1961, lavoro in cui il regista esplora il vuoto esistenziale della borghesia milanese. Con Jeanne Moreau e Marcello Mastroianni, il film diventa un’indagine sul silenzio e sull’incomunicabilità, simbolo del cinema moderno. Continuiamo con Il Gattopardo di Luchino Visconti (1963), un affresco storico sul Risorgimento siciliano, con Burt Lancaster, Alain Delon e Claudia Cardinale. La celebre scena del ballo è una metafora della fine della nobiltà. Palma d’Oro a Cannes, è un capolavoro di estetica e riflessione storica.

Pellicola rara, e grazie a mamma Rai per averla inserita nel catalogo, è La strategia del ragno di Bernardo Bertolucci del 1970. Ispirato a Borges, racconta la memoria e il mito della Resistenza. Bertolucci riflette sul rapporto tra verità e leggenda, con uno stile visionario che segna il cinema d’autore degli anni ’70. Concludiamo il nostro viaggio con Francesco Rosi e il suo Cristo si è fermato a Eboli, del 1979. Dal libro di Carlo Levi, narra l’esilio in Lucania e la scoperta di un’Italia dimenticata. È cinema d’autore e politico insieme, capace di trasformare la marginalità in metafora nazionale. A detta dei critici, la miglior interpretazione di Gianmaria Volontè. E con modestia condividiamo.

Credits Images: screenshots from films available on RaiPlay

Il cinema di denuncia trova spazio nel catalogo di Raiplay con due grandi pellicole: la prima è Il Generale della Rovere di Roberto Rossellini (1959). Tratto dall'opera di Indro Montanelli, racconta la trasformazione di un truffatore in eroe della Resistenza. Vittorio De Sica offre una prova magistrale. Leone d’Oro a Venezia, è un film sulla redenzione morale e sulla dignità. Il secondo è Il caso Mattei di Francesco Rosi del 1972: l'indagine sulla morte di Enrico Mattei, presidente dell’ENI. Rosi usa il linguaggio dell’inchiesta cinematografica, mescolando documentario e finzione. È un esempio di cinema civile che denuncia poteri occulti e contraddizioni politiche.

Non manca, infine, la grande commedia. Segnaliamo due grandi capolavori: Miseria e nobiltà, di Mario Mattoli, 1954, con Totò protagonista, una delle commedie più amate. Tratta dall’opera teatrale di Scarpetta, racconta con ironia la fame e la dignità dei poveri. È un classico che unisce comicità e critica sociale. E poi Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) di Ettore Scola del 1970. Con Mastroianni, Vitti e Giannini, è una commedia amara che riflette sulle passioni e sulle contraddizioni della società italiana. Scola mescola ironia e tragedia, tipico della commedia all’italiana matura.

Il catalogo di RaiPlay permette di attraversare un secolo di cinema italiano, dai primi passi del neorealismo fino alle commedie satiriche degli anni ’70. Ogni film è un tassello di un mosaico culturale che racconta l’Italia nelle sue trasformazioni storiche, sociali e artistiche. Studiare questi capolavori significa comprendere non solo la storia del cinema, ma anche la storia del Paese.

Credits Images: screenshots from films available on RaiPlay

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