Minions & Monsters è il re dell'estate: il nuovo film della saga conquista i cinema italiani
Minions & Monsters debutta al primo posto del box office italiano con 457.775 euro, ma i dati rivelano un crollo del 45% rispetto al 2025 e un mercato in crisi.
Il mercoledì 1 luglio ha segnato l'arrivo nelle sale italiane di Minions & Monsters, nuovo capitolo del fortunato franchise Illumination Entertainment che vede protagoniste le iconiche creature gialle. Il film debutta immediatamente al primo posto del box office, ma dietro i numeri apparentemente trionfali si nasconde una fotografia del mercato cinematografico italiano molto più complessa e preoccupante di quanto potrebbe sembrare a prima vista.
Minions & Monsters apre con 457.775 euro e 60.212 spettatori distribuiti su 460 schermi. Un risultato che garantisce la vetta della classifica, ma che impallidisce drammaticamente se confrontato con i precedenti capitoli del franchise. Minions 2 - Come Gru Diventa Cattivissimo aveva esordito con ben 1.550.122 euro, mentre Cattivissimo Me 4 aveva debuttato con 1.419.362 euro. Anche Super Mario Galaxy - Il Film, altra produzione Illumination, aveva aperto con 1.281.108 euro al primo giorno.
La differenza è abissale e racconta una storia che va ben oltre le prestazioni di un singolo titolo. Il mercato complessivo del mercoledì registra infatti 827.475 euro e 116.542 spettatori su 2.171 schermi monitorati da Cinetel. Sebbene il dato rappresenti una crescita del 19% rispetto alla settimana precedente, il confronto con lo stesso giorno del 2025 è impietoso: il calo è del 45,47%, con il botteghino che dodici mesi fa aveva superato quota 1,5 milioni di euro.
Dietro Minions & Monsters si consolida la performance di Toy Story 5, che scende al secondo posto dopo aver dominato la classifica per oltre una settimana. Il film Pixar-Disney raccoglie 146.710 euro con 22.059 spettatori, ma porta a casa un traguardo significativo: con un totale di 6.470.508 euro supera infatti il risultato italiano di Toy Story 4, che nel 2019 si era fermato a 6.377.513 euro. Un risultato che conferma il legame profondo del pubblico italiano con il franchise creato da John Lasseter e che dimostra come, nonostante le difficoltà generali del mercato, alcuni titoli continuino a catalizzare l'interesse delle famiglie.
La terza posizione va a Supergirl, che guadagna una posizione rispetto al giorno precedente con 44.485 euro e 6.832 spettatori. Il cinecomic DC raggiunge così 822.011 euro di incasso complessivo, confermandosi tra i titoli più solidi del momento nonostante la concorrenza agguerrita nel segmento supereroistico e considerando che il film, di per sé, si sta dimostrando un flop in tutto il mondo. Scivola al quarto posto Disclosure Day, thriller fantascientifico che raccoglie 39.733 euro e 5.615 spettatori per un totale di 4.239.931 euro. Il film perde terreno ma mantiene una presenza costante nelle sale, beneficiando di un pubblico fedele al genere.
Obsession, horror d'esordio che aveva sorpreso nelle settimane precedenti, scende in quinta posizione con 19.129 euro e 2.536 spettatori. Il totale sale a 4.804.357 euro, risultato ragguardevole per una produzione del genere che ha saputo ritagliarsi uno spazio nel panorama dominato dai blockbuster hollywoodiani.
Nelle restanti posizioni troviamo Scary Movie con 10.764 euro e 1.372 spettatori, Jackass: Best and Last con 8.052 euro e 1.187 spettatori, Qual è il tuo ricordo più bello ovvero il capolavoro del 1998 del maestro giapponese Hirokazu Kore-eda e Backrooms che scivola di tre posizioni al nono posto con 6.936 euro e 1.032 spettatori. Chiude la top ten Michael, biopic dedicato al controverso cantante pop, che risale di due posizioni con 5.646 euro e 1.079 spettatori. Il film raggiunge l'impressionante cifra di 25.428.844 euro complessivi, confermandosi uno dei maggiori successi dell'anno.
I dati del box office italiano di questo mercoledì estivo raccontano un mercato in profonda trasformazione. L'arrivo di Minions & Monsters evidenzia come anche i franchise più consolidati fatichino a replicare i successi del passato in un contesto sempre più frammentato tra sala cinematografica, piattaforme streaming e nuove forme di intrattenimento. Il crollo del 45% rispetto all'anno precedente non può essere liquidato come semplice fluttuazione stagionale, ma rappresenta un campanello d'allarme per l'intera industria cinematografica nazionale.