Morte di Matthew Perry, condanna per la “ketamine queen”: la sentenza scuote tutti
A Los Angeles è stata condannata a 15 anni di carcere la donna soprannominata “ketamine queen”, una delle responsabili della morte di Matthew Perry.
La morte di Matthew Perry torna al centro dell’attenzione dopo una sentenza che ha scosso l’opinione pubblica. A Los Angeles è stata condannata a 15 anni di carcere la donna soprannominata “ketamine queen”, ritenuta una figura chiave nella catena di distribuzione della droga che ha portato alla tragedia. Un caso che non riguarda solo una singola responsabilità, ma un sistema più ampio fatto di forniture illegali e sfruttamento della vulnerabilità. Le decisioni del tribunale hanno riaperto il dibattito su dipendenze, responsabilità e ruolo di chi fornisce sostanze pericolose, mostrando quanto le conseguenze possano essere profonde e durature.
La donna condannata è Jasveen Sangha, 42 anni, che aveva già ammesso la propria colpevolezza per diversi capi d’accusa, tra cui la distribuzione di ketamina con esiti letali. Il tribunale federale di Los Angeles, presieduto dal giudice Sherilyn Peace Garnett, ha stabilito una pena di 15 anni, inferiore al massimo possibile di 65 anni ma comunque significativa per la gravità del caso.Secondo le indagini, Sangha gestiva una vera e propria rete di spaccio dalla sua abitazione, descritta come uno “emporio” di sostanze illegali. Durante le perquisizioni sono state trovate fiale di ketamina e migliaia di pillole di droghe diverse, tra cui metanfetamine, cocaina e farmaci. Le autorità hanno ricostruito come queste sostanze venissero distribuite anche a persone legate all’attore, contribuendo a un contesto che ha portato alla sua morte.
Matthew Perry è stato trovato senza vita il 28 ottobre 2023 nella sua casa di Los Angeles. Gli accertamenti hanno stabilito che la causa del decesso sono stati gli effetti acuti della ketamina, un anestetico che può avere effetti allucinogeni e che dovrebbe essere utilizzato solo sotto stretto controllo medico.
Il caso non coinvolge una sola persona. In totale, cinque individui sono stati perseguiti per il loro ruolo nella vicenda. Tra questi figura il medico Salvador Plasencia, condannato a 30 mesi di carcere per aver fornito la sostanza nelle settimane precedenti alla morte dell’attore. Altri soggetti, tra cui intermediari e collaboratori, hanno ammesso responsabilità o sono ancora in attesa di sentenza. Le indagini hanno evidenziato come più persone abbiano approfittato della fragilità dell’attore, noto per il ruolo di Chandler Bing nella serie Friends, per ottenere guadagni.Un elemento particolarmente rilevante emerso durante il processo è la consapevolezza del rischio. Sangha ha ammesso di sapere che la ketamina distribuita poteva essere destinata a Perry, e in un altro episodio aveva già venduto la stessa sostanza a una persona morta poche ore dopo. Questo ha rafforzato la gravità delle accuse e il peso della condanna. Le dichiarazioni della famiglia dell’attore hanno contribuito a sottolineare l’impatto umano della vicenda. I familiari hanno parlato di “danni irreversibili” e hanno accusato gli imputati di aver sfruttato una situazione di vulnerabilità, chiedendo pene severe per evitare che altri casi simili possano ripetersi.