Non erano film di Natale, eppure lo sono diventati: il paradosso dei cult natalizi che accompagnano le nostre feste
Tra abitudini televisive e immaginario collettivo, questi film sono diventati cult natalizi, pur essendo nati con tutt’altro spirito.
In Italia esiste una tradizione silenziosa, quasi rituale, che ogni anno si rinnova senza bisogno di essere dichiarata: guardare film insieme durante le feste.
È un gesto che appartiene alla memoria familiare, un’abitudine che attraversa generazioni e che non richiede grandi preparativi.Non parlano del Natale ma sono diventati dei cult natalizi
Basta accendere la TV, lasciarsi avvolgere dal tepore del salotto e ritrovare storie che conosciamo a memoria. Alcuni film sono diventati appuntamenti fissi, altri si sono trasformati in veri e propri cult natalizi pur non essendo nati per raccontare il Natale. È il pubblico, più che l’industria, ad averli adottati, trasformandoli in simboli delle feste attraverso la ripetizione, l’affetto e la forza dell’immaginario collettivo.
Una poltrona per due (1983)Satira corrosiva sul capitalismo degli anni ’80, racconta l’esperimento crudele di due magnati che giocano con la vita di un broker e di un senzatetto. Protagonisti Eddie Murphy e Dan Aykroyd, affiancati da una brillante Jamie Lee Curtis. Il suo spirito originario è tutt’altro che natalizio: è una critica feroce alle disuguaglianze e al potere del denaro. In Italia è diventato un cult natalizio grazie (o a causa) della TV italiana, che lo ha trasformato in un appuntamento fisso della Vigilia, creando un rito collettivo che supera il contenuto stesso del film.
Il principe cerca moglie (1988)
La storia del principe Akeem, interpretato da Eddie Murphy, in fuga da un matrimonio combinato per cercare l’amore vero a New York, è una commedia romantica piena di vitalità. Accanto a lui Arsenio Hall, che interpreta più personaggi come Murphy stesso. Il film nasce come racconto di emancipazione personale e scontro culturale, non come storia natalizia. Molte gag sono improvvisate da Murphy, e il trucco che trasforma i due attori in decine di personaggi è diventato iconico. Oggi è un classico delle feste grazie alla sua atmosfera calda e rassicurante, perfetta per i pomeriggi in famiglia.
Mrs. Doubtfire (1993)
Un padre disperato si traveste da governante per restare vicino ai suoi figli dopo il divorzio: una storia tenera e comica insieme. Protagonista assoluto Robin Williams, affiancato da Sally Field e Pierce Brosnan. Il significato originario è quello della riconciliazione familiare e dell’identità, con toni anche malinconici. Molte scene sono frutto di improvvisazioni di Williams, tanto che sul set venivano girate versioni PG, R e persino NC‑17 della stessa scena. È diventato un film delle feste perché unisce risate e dolcezza, trasformandosi in un comfort movie ideale per il periodo natalizio.
Mamma, ho perso l’aereo (1990)
Kevin, interpretato da un giovanissimo Macaulay Culkin, dimenticato a casa dalla sua famiglia, affronta due ladri pasticcioni interpretati da Joe Pesci e Daniel Stern con trappole degne di un cartone animato. La trama è una commedia slapstick, più vicina al cinema fisico di Buster Keaton che ai racconti natalizi. Joe Pesci, abituato ai ruoli violenti, sul set doveva continuamente ricordarsi di non imprecare. È diventato un cult delle feste perché l’ambientazione invernale, la musica e la programmazione costante lo hanno reso un simbolo del Natale pop.
Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato (1971)
La fiaba surreale di Roald Dahl prende vita in un mondo di colori, dolci e inquietudini, guidato da un enigmatico Willy Wonka interpretato da Gene Wilder, in una delle sue performance più amate. Il film nasce come racconto morale sulla crescita, la tentazione e la purezza d’animo, non come storia natalizia. Wilder accettò il ruolo solo a condizione di poter fare l’ingresso con il celebre “finto claudicante”, diventato iconico. È diventato un classico delle feste grazie alla sua magia visiva e al senso di meraviglia infantile che evoca ogni volta.
Gremlins (1984)
Un ragazzo riceve un tenero mogwai che, se bagnato o nutrito dopo mezzanotte, genera mostriciattoli caotici e distruttivi. Protagonisti Zach Galligan e Phoebe Cates. Il film è un horror‑fantasy con momenti sorprendentemente dark, più vicino alla satira che alla fiaba. Il personaggio di Gizmo doveva inizialmente trasformarsi nel Gremlin cattivo, ma fu mantenuto “buono” perché troppo adorabile. È diventato un cult natalizio proprio per il contrasto tra luci di Natale e caos mostruoso, perfetto per chi cerca un’alternativa al sentimentalismo.
The Family Man (2000)
Un uomo di successo si risveglia in una vita alternativa, scoprendo cosa sarebbe accaduto se avesse scelto l’amore invece della carriera. Protagonista Nicolas Cage, affiancato da Téa Leoni. Il significato originario è una riflessione sulle seconde possibilità e sul valore delle relazioni, con toni più drammatici che festivi. Iil film è ispirato liberamente a La vita è meravigliosa, ma con un taglio più moderno e meno fiabesco. È diventato un film delle feste perché parla di ciò che il Natale spesso ci spinge a considerare: ciò che conta davvero.
Love Actually (2003)
Una Londra invernale fa da sfondo a una serie di storie d’amore che si intrecciano tra ironia, malinconia e romanticismo. Cast corale: Hugh Grant, Emma Thompson, Colin Firth, Keira Knightley, Liam Neeson e molti altri. Il film nasce come commedia corale, non come racconto natalizio, anche se l’ambientazione lo sfiora. La scena del cartello “To me, you are perfect” è diventata una delle più imitate e parodiate della storia del cinema. È diventato un cult globale delle feste grazie alla sua struttura episodica e alla capacità di evocare un’atmosfera emotiva riconoscibile.
Il diario di Bridget Jones (2001)
Bridget attraversa un anno di disastri sentimentali, autoironia e rinascite, tra maglioni improbabili e amori complicati. Protagonista Renée Zellweger, affiancata da Hugh Grant e Colin Firth. Il film non è natalizio, ma usa il Natale come cornice simbolica di inizio e fine, come un ciclo che si chiude e si riapre. Zellweger ingrassò davvero per il ruolo e lavorò in incognito come assistente in un ufficio londinese per prepararsi. È diventato un classico delle feste perché è un film “coccola”, perfetto per il bisogno di leggerezza di fine anno.
La storia infinita (1984)
Il giovane Bastian entra nel mondo di Fantàsia, un universo minacciato dal Nulla, in un viaggio che parla di immaginazione e coraggio. Protagonisti Barret Oliver, Noah Hathaway e Tami Stronach. Il film nasce come racconto di formazione e fuga dalla realtà, senza alcun legame con il Natale. La produzione fu una delle più costose d’Europa all’epoca, e la creatura Falkor divenne un’icona pop. È diventato un film delle feste grazie alla sua dimensione fiabesca e nostalgica, che si sposa perfettamente con il tempo sospeso delle vacanze.
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