Nuovo Cinema Paradiso, cosa fa oggi Totò Cascio
Dall’infanzia sul grande schermo ad una vita con una grande sfida: la storia sorprendente dell’attore che ha emozionato il mondo
Nuovo Cinema Paradiso, il capolavoro del 1988 scritto e diretto da Giuseppe Tornatore, che ha incantato il mondo intero è indissolubilmente legato all’immagine del piccolo Totò che osserva la magia della pellicola illuminare il buio del cinema. Un personaggio che ha fatto breccia nel cuore del pubblico e che oggi a distanza di 37 anni si chiede che fine abbia fatto.
Quando un film ha così grande presa sulle persone, la curiosità cresce, ma si arriva anche alla consapevolezza che al di là del mito cinematografico, c’è l’uomo. E la vita di Totò, dopo l’Oscar vinto dal film nel 1990, ha seguito strade nuove e difficili. Mentre il mondo continuava ad associare il suo nome al capolavoro ambientato a Giancaldo, Cascio affrontava sfide difficili e lontane dai riflettori, immerso in un percorso che l’ha riportato solo successivamente davanti alla macchina da presa.Ex enfant prodige, oggi Salvatore Cascio, classe 1979 è un uomo che ha trasformato il suo destino in un motore di rinascita artistica e personale. Una storia fatta di passi indietro, cadute, silenzi, ma anche di scelte coraggiose e ritorni inattesi.
L’infanzia davanti alla cinepresa
Nato nel 1979 a Palazzo Adriano, Totò Cascio entra nel cuore del pubblico giovanissimo. Il provino che gli cambia la vita arriva grazie a Tornatore, che lo scopre tra i bambini delle scuole siciliane. A soli 9 anni diventa il protagonista di Nuovo Cinema Paradiso, interpretando Salvatore Di Vita bambino. Il successo è immediato: premi internazionali, ospitate televisive, popolarità. Il cinema gli apre le porte e Tornatore lo richiama anche per Stanno tutti bene, confermandolo come una promessa.
Negli anni successivi recita in altre pellicole e perfino incide un brano musicale insieme a Fabrizio Frizzi. Ma, a differenza di molti coetanei catapultati nel mondo dello spettacolo, Cascio non rincorre una carriera a tutti i costi. A ostacolare la sua crescita artistica è una diagnosi inaspettata: retinite pigmentosa, una patologia degenerativa che gli causa la perdita progressiva della vista. Una sfida dura, che lo spinge a proteggersi dal mondo, a rallentare, a ritirarsi nella sua Sicilia. "All’inizio la prova non l’ho accettata. Speravo nella scienza, nei microchip, nei miracoli. Intanto gli anni passavano. Alla fine ho capito che l’unico rimedio era accettare". Ha confessato poco tempo fa al Corriere della Sera. Per anni Cascio è rimasto lontano dai set, cercando di trovare un equilibrio nella quotidianità e sperando in un miglioramento che fatica ad arrivare.
La svolta arriva grazie a un incontro importante: Andrea Bocelli. Il tenore lo sprona ad affrontare la disabilità senza vergogna, spingendolo ad accettarsi e a non rinunciare alla vita pubblica. Un sostegno determinante, tanto che Bocelli firma la prefazione della sua autobiografia La gloria e la prova, uscita nel 2022. Da quel momento Cascio ritrova equilibrio e motivazione: comincia a partecipare a eventi, incontra il pubblico e torna sul set. Parallelamente porta in giro la sua storia, condividendo il suo percorso di rinascita con un pubblico che non lo ha mai dimenticato.
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