Oceania debutta molto sotto le attese: il remake live-action rischia già di essere un flop per Disney
Il live-action di Oceania apre con una cifra molto deludente nel mondo, ben al di sotto delle stime. Ecco perché il remake rischia di diventare un nuovo caso Disney.
Quando Disney ha deciso di trasformare Oceania in un remake live-action, le aspettative erano altissime, visto che il film animato del 2016 aveva conquistato il pubblico globale, il sequel del 2024 aveva superato il miliardo di dollari al botteghino. Sulla carta, tutto sembrava perfetto, ma nella realtà dei cinema, il risultato è stato catastrofico. Difatti il weekend di debutto internazionale si è chiuso con appena 52 milioni di dollari da 50 mercati, mentre il Nord America ha contribuito con soli 43 milioni.
Totale globale: 95 milioni di dollari. Un disastro se consideriamo che il film è costato 250 milioni di dollari da produrre, senza contare i costi di marketing e distribuzione che potrebbero facilmente raggiungere altri 100 milioni. Le proiezioni interne di Disney parlavano di 75 milioni dall'estero e tra 130 e 140 milioni complessivi, ma la realtà ha fatto molto più male. Per capire la portata del fallimento basta guardare i singoli territori, con l'Australia, solitamente generosa con i prodotti Disney, che si è fermata a 5,3 milioni.La Francia a 5,2 milioni e la Corea del Sud a 3,8 milioni. Ma il dato più preoccupante arriva dalla Cina: appena 1,2 milioni di dollari, un risultato che definire imbarazzante sarebbe un eufemismo per un blockbuster di questa portata. Oceania si inserisce così nella peggiore categoria dei remake live-action Disney, quella dei flop conclamati. L'unico precedente paragonabile è Biancaneve del 2025, che aveva raccolto 44 milioni all'estero e 87 milioni globalmente nel weekend di esordio. All'epoca gli analisti avevano puntato il dito contro l'età della proprietà intellettuale: un film del 1937 non avrebbe più la stessa risonanza culturale con il pubblico contemporaneo.
C'è poi un'altra ipotesi che nelle ultime ore sta prendendo sempre più piede tra analisti e addetti ai lavori: Disney potrebbe aver semplicemente corso troppo. Difatti a differenza dei remake di Il Re Leone, La Bella e la Bestia o Aladdin, arrivati dopo oltre vent'anni e sostenuti dall'effetto nostalgia, Oceania è approdato in live-action appena dieci anni dopo il film d'animazione e a meno di due anni dal miliardario Moana 2.
Per molti spettatori, la storia è ancora fin troppo fresca nella memoria ed il risultato è che il remake ha faticato a trasmettere quella sensazione di "evento" che aveva accompagnato i maggiori successi Disney degli ultimi anni. Quando il ricordo dell'originale è ancora vivido e il sequel è appena passato nelle sale, convincere il pubblico a pagare un nuovo biglietto per rivedere praticamente la stessa avventura diventa una sfida molto più complicata.Passando agli altri film, Toy Story 5, alla quarta settimana di programmazione, ha raccolto altri 45 milioni da 50 mercati internazionali. Il totale globale ha raggiunto 879,1 milioni di dollari, di cui 475,3 milioni dall'estero e 403,8 milioni dal Nord America. È in rotta per superare il miliardo e diventare il capitolo di maggior successo di una franchise lunga 31 anni, superando i 1,07 miliardi di Toy Story 4 del 2019.
Minions & Monsters ha aggiunto 39 milioni nel secondo weekend da 79 territori, con un calo del 44 per cento rispetto al debutto. Finora ha totalizzato 171 milioni all'estero e 280 milioni globalmente. Anche se si candida a essere l'entrata meno redditizia del franchise Despicable Me, con un budget di produzione di soli 85 milioni il film genererà profitti sostanziosi per Universal. Un'altra new entry del weekend, Evil Dead Burn, non ha fatto molto meglio con 13,3 milioni internazionali e 13,7 milioni dal Nord America, per un totale di 27 milioni.
Numeri inferiori al precedente capitolo Evil Dead Rise del 2023, anche se il budget modesto di 20 milioni significa che il film raggiungerà comunque il pareggio. Sony gestisce la distribuzione internazionale mentre Warner Bros. si occupa del mercato domestico. Questo sesto capitolo della saga iniziata con il cult a basso budget di Sam Raimi del 1981 ha già annunciato un settimo film, Evil Dead Wrath, previsto per il 2028.
La nota positiva del weekend arriva da Michael, il biopic musicale che ha superato la soglia del miliardo di dollari al botteghino globale. È il secondo film del 2026 a raggiungere questo traguardo dopo Super Mario Galaxy Il Film, e il primo biopic nella storia del cinema a oltrepassare questa barriera psicologica. Universal, che ha distribuito entrambi i film a livello internazionale, può celebrare un anno straordinario.
Al di là dei numeri, il debutto di Oceania sembra raccontare una storia più ampia delle singole polemiche che hanno accompagnato il film. Nelle scorse ore, il live-action ha fatto discutere soprattutto per il look di Dwayne Johnson nei panni di Maui, con il redesign del personaggio e la rimozione dei celebri capezzoli che avevano acceso il dibattito tra i fan. Ma il box office suggerisce che il vero problema sia un altro. Più che le controversie online, ad aver pesato potrebbe essere la sensazione che questo remake sia arrivato troppo presto. In un mercato sempre più competitivo, convincere il pubblico a tornare in sala per rivedere una storia uscita appena dieci anni fa si è rivelato molto più difficile del previsto.