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“Chi critica il film non sa ancora cos'è”: Christopher Nolan risponde alla campagna d'odio contro Odissea

Christopher Nolan commenta per la prima volta la campagna d'odio contro Odissea, difendendo le sue scelte creative e spiegando perché considera irrilevanti le critiche che hanno colpito il film.

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Cosa succede quando uno degli uomini di Hollywood più lontani dalla cultura dei social viene chiamato a commentare una campagna d'odio online contro il suo ultimo film? La risposta è arrivata in una recente intervista a Christopher Nolan, a pochi giorni dall'uscita di Odissea, l'attesissima trasposizione cinematografica del poema omerico che sta dividendo la rete ancor prima di arrivare nelle sale.

Nolan, che notoriamente non possiede nemmeno uno smartphone e riceve solo le informazioni che ritiene rilevanti senza mai connettersi personalmente, è perfettamente consapevole del movimento di protesta online che sta prendendo di mira il suo film. Intervistato da The Telegraph, il regista britannico ha liquidato le critiche con la lucidità che lo contraddistingue:

"Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film". - Christopher Nolan

Ed è proprio questo il punto centrale della questione, visto che al momento, le uniche opinioni disponibili su Odissea provengono dai critici che hanno effettivamente visto la pellicola in anteprima, e le reazioni sui social media sono state unanimemente molto positive. Ovviamente qualche giudizio negativo si trova anche, ma un'indagine più approfondita ha rivelato che in più di un'occasione utenti anonimi hanno rubato foto delle premiere mondiali scattate da veri critici, spacciandole per proprie e accompagnandole con opinioni negative basate su un film che non hanno mai visto. Solo un altro tassello nella campagna d'odio diretta contro la pellicola.

Odissea, fonte: Universal Pictures

Ma di cosa si tratta esattamente? Basta scorrere i commenti sotto l'intervista del Telegraph per farsi un'idea delle accuse. Il film viene bollato come "spazzatura woke", con la lamentela ricorrente legata alla scelta di affidare il ruolo di Elena a Lupita Nyong'o, attrice nera, e quello di un giovane guerriero greco all'attore Elliot Page, che molti, erroneamente, credono interpreti Achille. Ci sono commenti che definiscono il film offensivo per il popolo greco perché non utilizza attori greci, mentre altre critiche, forse più fondate sul piano del dibattito cinematografico, riguardano il design dei costumi e l'uso di dialoghi moderni, aspetto che Nolan ha affrontato direttamente in un'intervista con Channel 4.

"Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico". - Christopher Nolan

Il motivo è semplice: per Nolan adattare un'opera non significa riprodurla in maniera letterale, ma trovare un punto di equilibrio tra rispetto del testo originale e una visione autoriale:

“Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento.” – Christopher Nolan

Agamennone in Odissea, fonte: Universal Pictures

Non è la prima volta che Nolan si trova ad affrontare polemiche ancora prima dell'uscita di un suo film. Il regista ha ricordato di aver vissuto una situazione molto simile quando accettò di rilanciare Batman sul grande schermo, un personaggio con decenni di storia alle spalle e milioni di fan pronti a discutere ogni scelta.

“Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su Batman Begins, sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.” – Christopher Nolan

In un'intervista separata con il Los Angeles Times, Nolan ha alzato le spalle ammettendo: "Forse sono stato ingenuo, potrebbe ritorcermisi contro, ma volevo una narrazione terrena. Per me era una scelta ovvia". Il regista ha anche difeso alcune delle scelte relative ai costumi, entrando nel dettaglio del concetto di "bronzo annerito" e del suo potenziale utilizzo in un'era caratterizzata da "testimonianze archeologiche frammentarie".

Molti tra coloro che alimentano la campagna di boicottaggio credono che tutto questo si tradurrà in un fallimento al botteghino per Odissea. Ma in realtà i primi dati di tracking e le recensioni positive di chi ha effettivamente visto il film raccontano una storia completamente diversa. Dal 2006 Nolan ha realizzato un solo film che ha incassato meno di 500 milioni di dollari. La sua capacità di combinare ambizione autoriale e successo commerciale è ormai cosa nota e, quantomeno per il momento, nulla lascia presagire che Odissea possa rappresentare un'eccezione.

Odissea, fonte: Universal Pictures

Il paradosso è tutto qui: un regista che vive volontariamente disconnesso dal flusso incessante di informazioni digitali si trova al centro di una tempesta mediatica che esiste solo online, alimentata da persone che non hanno ancora visto ciò che criticano. Nolan costruisce mondi cinematografici complessi, stratificati, che richiedono visione e riflessione. Pretendere di giudicarli sulla base di trailer, foto rubate e indiscrezioni è esattamente il tipo di superficialità che il suo cinema ha sempre rifiutato.

Tra una settimana, quando Odissea arriverà finalmente nelle sale, il dibattito potrà spostarsi dalle polemiche al film vero e proprio. Infatti fino a questo momento, le uniche persone ad averlo visto sono i critici presenti alle anteprime internazionali, con molti che parlano già di uno dei lavori più ambiziosi e riusciti della carriera di Nolan. Solo allora anche il pubblico potrà giudicare ciò che vedrà sullo schermo, e non trailer, indiscrezioni o campagne social. Se Nolan abbia avuto ragione lo diranno gli spettatori, ma una cosa è certa: da quel momento in poi conterà soltanto il film.

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