FILM

Odissea, Nolan difende le sue scelte su dialoghi e armature criticate dai fan: “Per me era inevitabile”

Dopo le tante polemiche che hanno infiammato le reti nei mesi scorsi, Christopher Nolan spiega perché in Odissea gli eroi parlano inglese moderno e difende una delle scelte più discusse del film.

Condividi

Christopher Nolan sapeva che la sua scelta avrebbe scatenato un putiferio e quando i primi trailer di Odissea hanno iniziato a circolare, rivelando che gli eroi dell'antica Grecia parlano un inglese contemporaneo con accenti prevalentemente americani, i social media si sono trasformati in un'arena di dibattito furioso. Ma il regista britannico, fresco di Oscar per Oppenheimer, non sembra pentito della sua decisione ed anzi la definisce "inevitabile", ammettendo però candidamente che "forse sono stato ingenuo, potrebbe mordermi il sedere".

Intervistato dal Los Angeles Times a pochi giorni dall'uscita nelle sale del suo kolossal da 250 milioni di dollari, Nolan spiega la filosofia che ha guidato la sua sceneggiatura. Come autore del copione oltre che regista, il cineasta ha scelto di privilegiare "un linguaggio che abbia un significato emotivo, non intellettuale, per il pubblico". Una decisione che rappresenta una frattura netta con le aspettative: niente versi di Omero, niente tentativi di ricostruire dialoghi arcaici o formali, ma solo una storia diretta, terrena, accessibile.

"Volevo una narrativa terrena. Per me era ovvio", dichiara Nolan con la sicurezza che ha caratterizzato tutta la sua carriera. Il regista di Inception e Interstellar non stava cercando di creare un qualcosa di difficile comprensione, ma di rendere l'Odissea contemporanea quanto lo era per gli ascoltatori di Omero tremila anni fa. Quando il poeta cieco recitava i suoi versi nelle piazze dell'antica Grecia, usava il linguaggio quotidiano della sua epoca, e Nolan vuole fare sostanzialmente la stessa cosa oggi.

Oltre alla scelta linguistica, Nolan ha utilizzato un cast stellare in Odissea: Matt Damon interpreta Ulisse, Anne Hathaway è Penelope, Tom Holland veste i panni di Telemaco. Accanto a loro, volti iconici come Charlize Theron, Robert Pattinson, Lupita Nyong'o, Jon Bernthal e Zendaya. Un ensemble che raramente si vede riunito in un singolo progetto. Anche qui, Nolan ha una spiegazione precisa: "Questi sono personaggi mitologici, iconici per certi versi. Volevo un cast importante, riunire il miglior gruppo di attori possibile", perché i loro volti familiari aiutano il pubblico contemporaneo a sentirsi a casa in un mondo altrimenti lontanissimo.

È la stessa logica che ha guidato Martin Scorsese quando ha fatto parlare Gesù Cristo con accento americano ne L'ultima tentazione di Cristo, o Ridley Scott quando ha riempito il Gladiatore di accenti britannici, cerando in questo modo di raggiungere la più ampia fetta di pubblico. Nolan vuole che gli spettatori si immergano nella storia senza filtri, senza la distanza che creerebbe un linguaggio arcaico.

Ma le controversie linguistiche non sono state l'unica tempesta che Odissea ha dovuto affrontare prima dell'uscita. Le armature mostrate nei trailer hanno sollevato un vespaio di critiche sui social media, con molti utenti che le hanno paragonate al costume di Batman, notando la somiglianza con il Batsuit moderno piuttosto che con le protezioni dell'età del bronzo. Nolan, che ha già diretto la trilogia del Cavaliere Oscuro, ha risposto con precisione archeologica in un'intervista a Time Magazine.

"Esistono pugnali micenei in bronzo annerito. La teoria è che potessero annerire il bronzo già a quei tempi. Prendi il bronzo, aggiungi più oro e argento e poi usi lo zolfo". - Christopher Nolan

Matt Damon in Odissea, fonte: Universal Pictures

Con Agamennone, prosegue Nolan, la costumista Ellen Mirojnick ha cercato di comunicare quanto fosse elevato rispetto agli altri attraverso materiali che sarebbero stati costosissimi all'epoca. Un'altra scelta che ha fatto discutere è stata la presenza del rapper Travis Scott nel ruolo di un bardo. La sua apparizione in uno dei primi trailer ha colto molti di sorpresa, ma ancora una volta Nolan ha una logica ben precisa: "L'ho scelto perché volevo alludere all'idea che questa storia sia stata tramandata come poesia orale, che è analoga al rap".

Comunque Odissea rappresenta per Nolan quello che nel gergo hollywoodiano viene chiamato un "passion project", un progetto del cuore reso possibile dal successo straordinario del film precedente. "Succede al cento per cento", conferma il regista quando gli viene chiesto del fenomeno del "golden ticket".

"Ogni tanto, se sei davvero fortunato e qualcosa funziona davvero, se il tuo lavoro cavalca un'onda, accade. Dopo The Dark Knight siamo riusciti a fare Inception, e dopo che Oppenheimer ha avuto un successo ben oltre le nostre speranze, abbiamo avuto l'opportunità di fare Odissea". - Christopher Nolan

Ma perché proprio l'Odissea, un testo che ha quasi tremila anni? Nolan lo spiega con pragmatismo da filmmaker:

"Come regista, cerchi un vuoto nella cultura e questo sembrava importante da colmare. Quel mondo sembrava non essere stato affrontato". - Christopher Nolan

Robert Pattinson in Odissea, fonte: Universal Pictures

Nolan ha inoltre aggiunto di aver deciso di creare Odissea a causa dei temi principali della storia, in grado di risuonare in lui in modo particolare quando ha riletto L'Odissea da uomo di mezza età:

"Mi sono reso conto che ho raccontato questa storia in tutti i miei film per anni. È una storia di famiglia, una storia d'amore, una storia di vendetta, una storia di guerra, un coming-of-age. È un testo fondativo molto forte per me. Si legge in modo diverso. È più una storia d'amore di mezza età, parla di amore e perdita". - Christopher Nolan

Odissea arriverà nelle sale il 17 luglio, distribuito da Universal Pictures, e sarà finalmente il pubblico a stabilire se la visione di Christopher Nolan avrà colpito nel segno. Ma le premesse sembrano decisamente incoraggianti: le prime reazioni della stampa internazionale hanno accolto il film con grande entusiasmo, definendolo uno dei lavori più ambiziosi del regista e lodandone tanto la spettacolarità quanto la forza emotiva. Adesso resta da capire se anche gli spettatori sapranno andare oltre le polemiche che hanno accompagnato i trailer, dagli accenti moderni alle armature, per lasciarsi trasportare da una rilettura dell'Odissea che punta a rendere attuale un racconto scritto quasi tremila anni fa.

Continua a leggere su BadTaste