Oltre lo sguardo umano: Perché "Good Boy" è l'horror più originale dell'anno.
Arriva in Italia "Good Boy": l'horror dove il cane è l'eroe della storia. Scopri la trama, la scelta stilistica del regista Ben Leonberg e perché non devi temere per il protagonista peloso.
Nel panorama del cinema horror contemporaneo, dove sembra sempre più difficile inventare qualcosa di veramente nuovo, arriva un titolo che promette di scuotere le fondamenta del genere cambiando semplicemente la prospettiva. Si tratta di Good Boy, l’opera d'esordio del regista Ben Leonberg, che ha scelto di raccontare una classica storia di case infestate e presenze oscure interamente dal punto di vista di un cane.
"Good Boy": L'horror che ribalta tutto e ci fa guardare il male con gli occhi di un cane
La vera rivoluzione di Good Boy non sta tanto nella trama, quanto nella sua messa in scena. La macchina da presa resta per quasi tutta la durata del film (circa 72 minuti) a pochi centimetri da terra, adottando l'altezza e lo sguardo di Indy, uno splendido Nova Scotia Duck Tolling Retriever (che nella realtà è proprio il cane del regista).
Questo spostamento del punto di vista trasforma oggetti quotidiani in ostacoli minacciosi e rumori ambientali in presagi di sventura. Gli umani — tra cui il padrone Todd, interpretato da Shane Jensen — appaiono spesso fuori fuoco, parzialmente inquadrati o distanti, sottolineando come la vera barriera tra il mondo dei vivi e quello delle ombre sia percepita chiaramente solo dall'animale.La storia segue Todd, un giovane che, dopo aver subito un grave lutto, decide di trasferirsi con il suo fedele Indy in un’isolata casa di campagna appartenuta al nonno. Mentre Todd cerca di ricostruire la sua stabilità mentale, Indy inizia a percepire una presenza malevola che corrode le fondamenta della casa e la mente del suo padrone.
Quello che per un essere umano potrebbe essere un semplice scricchiolio o un'ombra passeggera, per Indy è una minaccia concreta. Il film gioca magistralmente sull'impotenza dell'animale: Indy vede il pericolo, cerca di avvertire il padrone, ma resta inascoltato, diventando l'unico baluardo tra Todd e una forza oscura che vuole trascinarlo nell'oblio.
Nonostante la premessa inquietante, Good Boy è stato descritto dalla critica come un film capace di colpire duramente i dotti lacrimali. È una storia che parla di malattia, perdita e, soprattutto, di un amore incondizionato. La tensione non nasce dai classici "jump scare", ma dalla costante apprensione per il destino di questo eroe a quattro zampe, la cui unica missione è proteggere la sua "persona".
E per chi ha il terrore dei cliché del genere: i produttori e il regista hanno confermato che il film rispetta la regola d'oro amata dal pubblico dei social: "il cane non muore".
Dopo aver riscosso un grande successo in festival prestigiosi come Sitges e la sezione Alice nella Città alla Festa del Cinema di Roma, Good Boy si prepara a debuttare in Italia. La distribuzione è affidata a Midnight Factory, l'etichetta di punta per il cinema di genere, e arriverà prossimamente in streaming e in home video.
Immagine in evidenza: courtesy of The Midnight Factory