Oltre Rosemary's Baby: Birth è il suo erede ed è "grottesco e terrificante"
La gravidanza diventa un incubo biologico in Birth, l'atteso body horror estone di Oskar Lehemaa
La vera rivoluzione del genere horror oggi striscia silenziosa tra le foreste del Nord Europa.
Una storia da brividi
La sinossi è (apparentemente) classica: una coppia stremata da anni di tentativi falliti decide di affidarsi a una clinica per la fertilità isolata nei boschi estoni, un’ultima spiaggia prima di arrendersi alla fecondazione in vitro. Peccato che i trattamenti della struttura abbiano ben poco di scientifico e molto di sacrificale. Ma dove Birth promette di scartare rispetto ai cliché del genere è nella sua radice geografica e culturale.
Lehemaa, già applaudito al Sundance per il folgorante cortometraggio Bad Hair, usa la foresta come un organismo vivo, pulsante e mostruoso. Nelle terre baltiche, la natura primaverile non è bucolica; è un formicaio di linfa, insetti e decomposizione che dialoga direttamente con le mutazioni del corpo umano.
Prodotto da Stellar Film, il progetto sta già stringendo legami strategici con Scandinavia e Irlanda, puntando dritto ai festival di prima fascia e a una distribuzione globale. Il cinema di genere europeo dimostra ancora una volta di avere il coraggio di osare dove le major americane preferiscono applicare filtri rassicuranti (anche se le nuove generazioni di cineasti americani sembrano promettere bene...)