On This Day... 1776: per la sua serie, Darren Aronofsky fa uso dell'intelligenza artificiale e il web insorge
Darren Aronofsky crea una serie tv con l'intelligenza artificiale e scatena polemiche. On This Day... 1776 usa AI generativa e il web reagisce con critiche feroci.
Darren Aronofsky, il regista visionario dietro capolavori come Il cigno nero e The Whale, ha deciso di esplorare un territorio scivoloso e controverso: l'intelligenza artificiale applicata alla narrazione audiovisiva. Il risultato è On This Day... 1776, una serie web non-fiction generata tramite AI che ricostruisce momenti storici dell'anno della Dichiarazione d'Indipendenza americana. Il trailer e i primi due episodi sono stati pubblicati, e la reazione online è stata tutt'altro che entusiasta.
La produzione di On This Day... 1776 si è affidata a una varietà di strumenti di intelligenza artificiale generativa, tra cui Google DeepMind. Gli artisti hanno utilizzato questi software per "animare" la serie, mentre un team di post-produzione si è occupato di editing, mixaggio audio e color grading. Le voci dei personaggi sono interpretate da attori iscritti al sindacato SAG, un dettaglio che i produttori hanno tenuto a sottolineare per differenziare il progetto da altre produzioni completamente automatizzate. La colonna sonora originale è stata composta da Jordan Dykstra.
Ben Bitonti, presidente di TIME Studios, ha definito la serie come un esempio di "storytelling ambizioso e storicamente fondato", sostenendo che rappresenti l'evoluzione dello studio verso nuove frontiere narrative. Secondo Bitonti, il progetto dimostra come un uso creativo e consapevole dell'intelligenza artificiale, guidato da artisti, possa espandere le possibilità della narrazione senza sostituire la maestria artigianale, permettendo ai creativi di raggiungere territori altrimenti inaccessibili.
Il trailer ufficiale, della durata di 43 secondi, ha accumulato migliaia di visualizzazioni nelle ore successive alla pubblicazione, ma non nel senso che i produttori speravano. Il video mostra infatti tutti i sintomi tipici del contenuto generato da AI: movimenti di camera innaturali, primi piani esagerati, campi di battaglia popolati da soldati clonati e ripetuti, volti dall'aspetto plastico e innaturale. Quella sensazione inquietante conosciuta come "uncanny valley", lo stesso effetto straniante che aveva colpito lo spot natalizio di McDonald's realizzato con intelligenza artificiale e successivamente ritirato dopo le critiche.
La reazione del pubblico e dei professionisti del settore è stata immediata e feroce. I social media si sono riempiti di commenti che lamentano la transizione del regista da autore celebrato e rispettato a entusiasta di contenuti AI. La delusione della community cinematografica è palpabile: come può un filmmaker che ha dimostrato una sensibilità artistica così raffinata in opere come Requiem for a Dream o Mother affidarsi a una tecnologia che molti vedono come una minaccia esistenziale per il lavoro creativo?
La polemica si inserisce in un dibattito più ampio sul ruolo dell'intelligenza artificiale nell'industria dell'intrattenimento. Mentre alcuni sostengono che possa democratizzare la produzione audiovisiva e aprire nuove possibilità espressive, molti artisti e tecnici temono che possa svalutare il lavoro umano, ridurre le opportunità professionali e abbassare gli standard qualitativi. Gli scioperi di Hollywood del 2023, che hanno visto sceneggiatori e attori mobilitarsi proprio contro l'uso indiscriminato dell'AI, sono un ricordo ancora fresco.
La scelta di Aronofsky risulta particolarmente stridente considerando il suo pedigree artistico. Un regista noto per l'attenzione maniacale ai dettagli, per la direzione attoriale intensa e per la costruzione visiva meticolosa, ora associato a immagini generate algoritmicamente che mancano di quella profondità e autenticità che caratterizzano il suo cinema. È proprio questo contrasto a rendere la controversia così accesa: non si tratta di uno youtuber o di un content creator qualsiasi, ma di un nome rispettato dell'industria cinematografica.
On This Day... 1776 rappresenta un esperimento che solleva questioni fondamentali sul futuro della narrazione audiovisiva. Può l'intelligenza artificiale raccontare la storia in modo efficace, oppure esistono qualità intrinseche della creatività umana che nessun algoritmo potrà mai replicare? La risposta del pubblico sembra indicare che, almeno per ora, la tecnologia non è ancora pronta a sostituire l'occhio e la sensibilità di registi, animatori e artisti visivi.