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Otto episodi per otto desideri: il futuro di Obsession potrebbe essere una serie tv (e sarebbe la scelta perfetta)

Il regista Curry Barker vuole trasformare Obsession in una serie antologica di 8 episodi. Ogni puntata esplorerebbe un desiderio diverso con conseguenze horror.

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Nel panorama dell'horror contemporaneo, pochi errori sono più comuni di quello di forzare un sequel dove non serve. Un film funziona, il pubblico risponde con entusiasmo, e immediatamente parte la macchina produttiva: budget più alto, mitologia espansa, posta in gioco amplificata. A volte funziona. Altre volte, l'ambizione di fare più grande finisce per diluire esattamente ciò che aveva reso speciale l'originale.

Obsession, il film horror indipendente scritto e diretto da Curry Barker, si trova in una posizione decisamente unica. La pellicola ruota attorno a un concetto ingannevolmente semplice: un misterioso servizio che esaudisce desideri, capace di dare alle persone esattamente ciò che pensano di volere. L'horror non nasce da un killer mascherato o da una creatura soprannaturale che insegue le vittime. Nasce dal desiderio stesso. Ogni desiderio esaudito porta conseguenze, e ogni tentativo di prendere scorciatoie verso la felicità genera nuovi problemi e incubi.

Questa premessa regala a Obsession qualcosa che molti film horror non riescono mai a ottenere: una struttura narrativa capace di sostenere infinite storie. E Curry Barker lo ha capito perfettamente. In una recente intervista, il regista ha rivelato di avere già diverse idee su dove potrebbe espandersi questo universo. Ha menzionato un concept per un sequel tradizionale, ma ha anche condiviso un'idea ancora più stimolante: Barker vorrebbe creare una serie televisiva di otto episodi ambientata nello stesso mondo, con ogni episodio centrato su un desiderio diverso. E per Obsession, questa sarebbe la scelta perfetta.

Ciò che emerge con maggiore chiarezza dalle parole di Barker è quanto profondamente comprenda l'appeal della sua stessa creazione. "Ho un'idea davvero interessante per il sequel, che sarebbe fondamentalmente un altro desiderio andato male con lo stesso meccanismo del One Wish Willow", ha spiegato il regista. "Ma anche, e queste sono solo idee, non c'è nulla di confermato, mai. Mi piacerebbe molto l'idea di uno show televisivo di otto episodi. Ogni episodio è un desiderio".

Quella distinzione è fondamentale. La vera protagonista di Obsession non è un personaggio specifico, è il desiderio stesso. Ogni persona affronta il desiderio in modo diverso. Ogni persona crede di sapere cosa la renderà felice. Ogni persona porta con sé difetti, paure e punti ciechi diversi nel momento della scelta. Questo significa che la premessa non dipende dal seguire un singolo protagonista per sempre. Può invece introdurre persone completamente nuove esplorando lo stesso tema centrale da angolazioni differenti. Un episodio potrebbe concentrarsi su qualcuno disperato per la fama, mentre un altro potrebbe centrare su una persona in cerca di vendetta. Qualcun altro potrebbe desiderare ricchezza, giovinezza, amore o successo.

Le possibilità sembrano praticamente infinite perché la fonte dell'horror è universale: tutti vogliono qualcosa. Quella tensione tra desiderio e conseguenza è antica quanto la narrazione stessa, eppure rimane eternamente rilevante perché tocca una verità fondamentale dell'esperienza umana. Crediamo sempre di sapere cosa ci serve per essere felici, ma raramente consideriamo il vero costo di ottenerlo. Il formato antologico permetterebbe a Barker di esplorare questa dinamica attraverso una varietà di personaggi, contesti e tipi di desiderio.

Potrebbe giocare con generi diversi all'interno della struttura horror: un episodio potrebbe essere un thriller psicologico, un altro potrebbe virare verso il body horror, un terzo potrebbe essere un dramma familiare con elementi soprannaturali. Quella flessibilità narrativa è precisamente ciò che distingue Obsession dai franchise horror tradizionali. Non c'è bisogno di inventare spiegazioni sempre più elaborate su come il mostro sia sopravvissuto, o perché il killer sia tornato un'altra volta.

Il meccanismo del desiderio esaudito è intrinsecamente ripetibile perché è radicato nella natura umana, non in un singolo antagonista che deve essere continuamente resuscitato. Questa comprensione del proprio materiale rappresenta una maturità creativa rara. Barker sembra riconoscere che il vero potere di Obsession risiede nella sua premessa concettuale, non in elementi specifici che devono essere trascinati avanti film dopo film.

L'horror, genere che Curry Barker ha dichiarato di amare, ha sempre funzionato meglio quando esplora ansie umane fondamentali attraverso metafore soprannaturali. Obsession ha toccato qualcosa di profondamente riconoscibile: l'idea che i nostri desideri potrebbero distruggerci, che ottenere ciò che vogliamo potrebbe rivelarsi la cosa peggiore che ci possa capitare. Otto episodi. Otto desideri. Otto modi diversi in cui quella verità potrebbe manifestarsi. L'approccio di Curry Barker potrebbe trasformare un buon film horror in qualcosa di molto più duraturo: una riflessione continua su cosa significhi volere qualcosa, e su quale prezzo siamo disposti a pagare per ottenerlo.

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