Paleopatologia e un triangolo amoroso che si riapre dopo anni: 8 episodi da non perdere (gratis su RaiPlay)
Costanza Macallè su RaiPlay: la paleopatologa che indaga su misteri medievali e ritrova l'ex dopo sette anni. Serie tratta dai romanzi di Alessia Gazzola.
Ci sono professioni che portano con sé un fascino particolare, quasi cinematografico. La paleopatologia è una di queste: studiare resti umani antichi, cercare tracce di malattie dimenticate, ricostruire vite spente da secoli attraverso ossa, ferite, segni lasciati dal tempo. È un lavoro che fa dialogare scienza e narrazione, rigore e immaginazione. Ed è proprio questa la professione di Costanza Macallè, protagonista dell'omonima serie disponibile su RaiPlay, tratta dal romanzo "Questione di Costanza" di Alessia Gazzola.
Otto episodi diretti da Fabrizio Costa che intrecciano mistero, sentimenti e scoperte scientifiche in una formula narrativa capace di tenere incollati allo schermo. La serie è andata in onda su Rai 1 tra il 30 marzo e il 13 aprile 2025, ma resta fruibile sulla piattaforma streaming per chi volesse recuperarla o rivederla. E considerando che è già in produzione la seconda stagione, con riprese in corso tra Verona e Soave, il momento di recuperare è adesso.
Costanza è siciliana, madre single di Flora, una bambina che rappresenta il centro gravitazionale della sua esistenza. Quando vince una borsa di ricerca, si trova costretta a lasciare la Sicilia per trasferirsi a Verona. Non è una scelta semplice: cambiare città, ricostruire equilibri, trovare nuovi punti di riferimento. Ma il lavoro la chiama, e con esso la possibilità di investigare su un mistero affascinante legato a Selvaggia di Staufen, figlia illegittima di Federico II di Svevia, i cui resti sono stati ritrovati nei pressi del Castello di Montorio.
Il trasferimento a Verona però non riapre solo archivi polverosi, ma anche un capitolo della vita privata di Costanza che credeva archiviato: Marco, il padre di Flora, vive proprio lì. Sette anni sono passati dalla loro separazione, sette anni in cui lui ha costruito un'altra vita, con un'altra donna, Federica, e si sta preparando al matrimonio. L'incontro tra i due non può che essere complicato, carico di non detti, aspettative tradite, silenzi mai colmati. C'è una bambina da riconoscere, una paternità da definire, sentimenti che riemergono quando meno te lo aspetti.
Il cuore pulsante della serie è Miriam Dalmazio, scelta per dare volto e voce a Costanza. Un personaggio che vive di contraddizioni, brillante sul lavoro ma spesso travolta nella vita privata, ironica ma vulnerabile, determinata ma insicura. Non è una donna perfetta, e proprio per questo risulta credibile, riconoscibile. Costanza non ha tutte le risposte, a volte sbaglia, altre volte si perde. Ma non si arrende. E questa Costanza, con la c maiuscola, diventa la sua cifra distintiva.
La serie si muove su due binari paralleli che si intrecciano continuamente. Da una parte c'è il piano personale: la gestione della maternità, il confronto con Marco, la presenza della sorella Toni interpretata da Eleonora De Luca, che porta una ventata di vivacità e leggerezza familiare. Dall'altra c'è il lavoro nel laboratorio di paleopatologia, dove Costanza indaga su un antico mistero legato a Biancofiore. Le sue scoperte vengono raccontate anche attraverso un podcast, elemento contemporaneo che aggancia la narrazione al presente e permette di dare voce al passato attraverso i linguaggi di oggi.
La formula funziona perché mescola generi diversi senza tradirne nessuno. C'è il legal drama scientifico, c'è il romance, c'è il mystery storico, c'è la commedia di situazione familiare. Otto episodi che scorrono veloci, sorretti da una scrittura che alterna momenti leggeri ad altri più riflessivi, senza mai prendersi troppo sul serio ma senza scadere nel banale.
E ora che la seconda stagione è in lavorazione, c'è da scommettere che Costanza tornerà con nuovi misteri da svelare, nuove ossa da studiare, nuovi sentimenti da metabolizzare. Perché se c'è una cosa che abbiamo imparato in questi otto episodi è che la Costanza, quella con la lettera maiuscola, è una risorsa preziosa.