Paramount-Warner Bros., gli Ellison accusati di un patto con Trump: azionista chiede lo stop alla fusione
Un azionista di Paramount ha presentato una causa per fermare la fusione con Warner Bros. Discovery, accusando David e Larry Ellison di aver ottenuto l'approvazione governativa con mezzi illeciti.
Un azionista di Paramount ha depositato una causa che potrebbe cambiare le sorti della più grande acquisizione nella storia dei media americani. David Ellison, amministratore delegato di Paramount Skydance, e suo padre Larry Ellison, il miliardario fondatore di Oracle, sono finiti nel mirino legale con accuse pesantissime: avrebbero stretto un accordo illegale con il presidente Donald Trump per ottenere l'approvazione governativa all'acquisizione di Warner Bros Discovery, un'operazione da 111 miliardi di dollari.
Non solo: gli Ellison avrebbero garantito che determinati anchorman di CNN, quelli che il presidente non gradisce, sarebbero stati licenziati dopo il completamento dell'acquisizione. È una narrazione che suona come un thriller politico, ma che secondo l'attore Paul Robbins, l'azionista che ha intentato la causa rappresentato da Thomas Law, Public Integrity Project e Freedom of the Press Foundation, si basa su comportamenti documentabili e su una serie di eventi che, messi insieme, compongono un quadro allarmante.
Da quando l'accordo tra Paramount e Skydance si è chiuso nell'agosto 2025, sostiene la causa, "gli Ellison hanno proceduto a rifare CBS a immagine del presidente, hanno acquistato proprietà che gli piacevano e hanno persino ospitato eventi in suo onore". Azioni che avrebbero aiutato gli Ellison nei loro rapporti con il potere, ma che sembrano aver danneggiato Paramount. I riferimenti alle difficoltà di CBS non sono casuali: la rete starebbe perdendo spettatori, secondo la causa, proprio a causa di questa trasformazione editoriale imposta dall'alto. Ricordiamo inoltre che Larry Ellison non è un semplice osservatore in questa partita.
Una decisione che, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, sarebbe arrivata contro il parere degli avvocati di rango inferiore del dipartimento, che erano invece inclini a contestare l'operazione. Dopo che Trump aveva manifestato la sua preferenza per l'acquisizione di WBD da parte di Paramount – rispetto all'offerta concorrente di Netflix per acquistare le divisioni streaming e studios di Warner Bros – i regolatori federali avrebbero adottato un approccio sorprendentemente morbido nella revisione dell'operazione. Troppo morbido, secondo la causa.
La causa solleva anche un'altra questione, visto che secondo i querelanti, l'operazione non sarebbe stata sottoposta al vaglio del Committee on Foreign Investment in the United States (CFIUS), nonostante Paramount abbia ottenuto circa 24 miliardi di dollari dai fondi sovrani di Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti. In base ai documenti presentati dalla società, questi investitori arriverebbero a detenere il 38,5% della nuova Paramount-Warner Bros. Discovery.
L'azione legale arriva inoltre in un momento già particolarmente delicato per la fusione. Solo il giorno precedente, infatti, dodici procuratori generali democratici avevano presentato una causa federale per bloccare l'operazione per presunte violazioni delle norme antitrust. Anche la Writers Guild of America ha avviato un procedimento contro la fusione, sostenendo che potrebbe avere effetti negativi sull'occupazione e sulle retribuzioni degli sceneggiatori.
Tra le organizzazioni che sostengono il ricorso c'è anche la Freedom of the Press Foundation. Il responsabile dell'advocacy, Seth Stern, ha criticato duramente l'operazione, sostenendo che, secondo quanto riportato nella causa, gli impegni che gli Ellison avrebbero assunto nei confronti di Trump rischierebbero di compromettere l'indipendenza editoriale di CNN e CBS, con possibili ripercussioni sia sugli ascolti sia sulla qualità dell'informazione.
Resta ora da capire quale sarà l'esito della battaglia legale. Le accuse dovranno essere esaminate dal tribunale e, allo stato attuale, non rappresentano fatti accertati, ma quello che è certo è che la fusione tra Paramount Skydance e Warner Bros. Discovery, già al centro di diverse contestazioni, si trova ora ad affrontare un ulteriore e delicato ostacolo giudiziario.