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Per Disclosure Day, Spielberg dimostra di aver studiato bene X-Files (e in particolare, un episodio sottovalutato)

Spielberg si ispira all'episodio Nisei di X-Files per Disclosure Day. Analisi dei legami tra il nuovo thriller alieno e la serie cult degli anni '90.

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Steven Spielberg torna dietro la macchina da presa dopo cinque anni di assenza con Disclosure Day, un thriller fantascientifico che debutta oggi nelle sale italiane. Il film, interpretato da Josh O'Connor ed Emily Blunt, racconta la storia di due persone che scoprono la verità su UFO e attività extraterrestri sulla Terra, in un intreccio di cospirazioni governative e segreti sepolti. Se la trama vi suona familiare, non è un caso.

La struttura narrativa di Disclosure Day richiama fortemente l'arco principale di X-Files, la serie cult degli anni Novanta che ha riportato le teorie del complotto alieno al centro dell'attenzione pubblica. La formula è collaudata: un agente dell'FBI cerca prove per dimostrare che il governo degli Stati Uniti nasconde l'esistenza di vita extraterrestre. Nel corso di nove stagioni, The X-Files ha esplorato questa premessa attraverso episodi memorabili, ma uno in particolare emerge come punto di riferimento diretto per il nuovo lavoro di Spielberg.

Si tratta di Nisei, settimo episodio della terza stagione, andato in onda nel novembre 1995. L'episodio segue la scoperta di un video che mostra un'autopsia aliena condotta dal governo, una prova definitiva che Fox Mulder ha sempre cercato per dimostrare le sue teorie. La sceneggiatura di David Koepp per Disclosure Day sembra aver attinto a piene mani da questa storia, considerata ancora oggi una delle narrazioni aliene più sottovalutate dell'intera serie.

Nisei rappresenta uno degli episodi canonici della mitologia principale di The X-Files. Gli alieni sono protagonisti assoluti, e l'influenza dell'incidente di Roswell del 1947 è palpabile in ogni inquadratura. Il design delle creature riprende l'iconografia classica dell'evento: volti grigi, occhi neri enormi, quella silhouette che è entrata nell'immaginario collettivo come l'archetipo dell'alieno.

Ma Nisei non è solo una storia di alieni. È un magistrale esempio di costruzione della suspense. X-Files, cult che avrà un reboot del regista premio Oscar Ryan Coogler (che ha già scelto i suoi protagonisti), ha sempre mescolato generi diversi: commedia, dramma, horror, thriller. Questo episodio abbraccia tutti questi elementi, ma il thriller prevale, con una narrazione ad alta tensione che tiene incollati allo schermo.

L'atmosfera è sempre stata il vero punto di forza di The X-Files. Anche nelle stagioni successive, generalmente considerate più deboli nella scrittura, l'atmosfera rimane un elemento distintivo. È un merito di Chris Carter, creatore della serie, e del suo team, che hanno costruito un'identità visiva e tonale riconoscibile in ogni episodio.

L'ultimo trailer del film di Spielberg ha mostrato per la prima volta gli alieni della pellicola, e il loro design è quasi identico a quello visto in Nisei. L'estetica si basa fortemente sull'arte popolare nata dopo l'incidente di Roswell, e sebbene questo design sia stato spesso usato in chiave comica negli ultimi anni, Disclosure Day sembra intenzionato a restituirgli serietà e inquietudine.

Anche l'atmosfera generale appare molto simile a quella di X-Files, e di Nisei in particolare. I trailer di Disclosure Day sono pieni di ombre, luci abbaglianti e immagini cariche di tensione, tutti elementi che hanno contribuito a trasmettere il senso di mistero nelle migliori puntate della serie. Le inquadrature mostrano corridoi bui illuminati da fasci di luce innaturale, volti parzialmente nascosti, quella sensazione di essere osservati che pervadeva ogni episodio della mitologia aliena di Mulder e Scully.

Se Nisei ha insegnato qualcosa, è che le migliori storie aliene non riguardano solo gli extraterrestri. Riguardano cosa significa cercare la verità in un mondo dove il potere ha interesse a mantenerla nascosta e il coraggio di continuare a fare domande quando le risposte potrebbero costarti tutto. Ma soprattutto, attengono a quella tensione irrisolvibile tra ciò che vogliamo credere e ciò che possiamo provare.

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