Perché gli 883 si chiamano così? Dietro il nome di Max Pezzali e Mauro Repetto si nasconde un sogno
Perché Max Pezzali e Mauro Repetto scelsero il nome 883? La risposta nasconde una passione, un sogno e un curioso retroscena con Claudio Cecchetto.
Ci sono nomi che diventano talmente famosi da perdere quasi completamente il loro significato originale. 883 è uno di questi: tre numeri che per milioni di italiani evocano immediatamente le canzoni di Max Pezzali e Mauro Repetto, gli anni Novanta, le prime storie d'amore e quella provincia raccontata attraverso brani diventati autentici classici della musica italiana. Eppure, dietro la scelta di chiamare così il gruppo, si nasconde una storia che non ha nulla a che vedere con la musica, ma che racconta molto dei sogni dei due ragazzi di Pavia.
Il nome 883 deriva dalla Harley-Davidson Sportster 883, una delle motociclette più celebri della casa americana. Il numero indica la cilindrata del motore, pari a circa 883 centimetri cubici, e rappresentava per Pezzali e Repetto molto più di una semplice caratteristica tecnica, visto che quella moto era uno dei loro grandi sogni, il simbolo di una libertà che sembrava lontanissima dalla quotidianità della provincia pavese.
La passione per le Harley-Davidson, soprattutto per Max Pezzali, non è mai stata un segreto e, prima ancora di diventare un cantante famoso, il futuro leader degli 883 trascorreva parte del proprio tempo osservando le motociclette nelle vetrine dei concessionari, immaginando il giorno in cui avrebbe potuto permettersene una. A raccontarlo è stato proprio Pezzali in una vecchia intervista concessa a Dueruote nel 2003, nella quale spiegò quanto la Sportster avesse rappresentato per lui e per Mauro Repetto durante l'adolescenza:
“Io ed il mio socio, Mauro Repetto, da ragazzini avevamo proprio questo sogno: lo Sportster. Perché era l'Harley più accessibile in un mondo di moto francamente inaccessibili.” - Max Pezzali
Quando cominciarono a scrivere le prime canzoni insieme, Pezzali e Repetto avevano scelto il nome I Pop, un progetto musicale che guardava soprattutto alla scena internazionale e che precedette la svolta rappresentata dall'incontro con Claudio Cecchetto. Fu proprio durante la preparazione di una cassetta destinata al produttore che arrivò l'intuizione decisiva. I due ragazzi avevano registrato Non me la menare, ma quando si trattò di scrivere il nome del gruppo sull'etichetta si trovarono davanti a un problema decisamente banale: non c'era abbastanza spazio.
Pezzali ha ricostruito quell'episodio spiegando che il titolo della canzone occupava quasi tutta l'etichetta della musicassetta. Serviva quindi un nome corto, immediato e possibilmente riconoscibile. Le alternative non convincevano, finché non venne in mente proprio il numero della loro Harley-Davidson preferita. Tre cifre, pochissimo spazio occupato e un riferimento che per entrambi aveva un significato speciale. Fu così che nacquero gli 883, un nome destinato a diventare uno dei più riconoscibili della musica italiana.
Eppure, anche quando la popolarità degli 883 raggiunse livelli impensabili, Max Pezzali non abbandonò mai la passione per le motociclette. Al contrario, il legame con il mondo Harley-Davidson divenne una parte sempre più importante della sua vita, tanto da portarlo negli anni a essere coinvolto anche nell'attività di una concessionaria autorizzata a Pavia. Il cantante ha spesso raccontato le proprie esperienze in sella, trasformando i viaggi in moto in un modo per allontanarsi dagli impegni professionali e ritrovare quella sensazione di libertà che lo affascinava fin da ragazzo. Una passione raccontata anche nel programma televisivo Le strade di Max, andato in onda nel 2013.
Il rapporto tra gli 883 e il mondo dei motori è tornato inoltre al centro dell'attenzione grazie alla serie televisiva diretta da Sydney Sibilia. Proprio il regista, parlando della seconda stagione con La Gazzetta dello Sport, ha ricordato quanto questa passione abbia influenzato la ricostruzione dell'universo di Max Pezzali. Nella serie, infatti, automobili e motociclette non rappresentano soltanto semplici elementi di ambientazione, ma contribuiscono a raccontare i desideri e le aspirazioni dei protagonisti. Tra i veicoli più importanti compare anche la vecchia Volkswagen Golf di Max, presenza ricorrente nelle due stagioni e simbolo di una quotidianità ancora lontana dal successo.
Ma per capire davvero l'origine del loro successo bisogna tornare a quando tutto era ancora da costruire: due ragazzi di Pavia, una musicassetta da consegnare a Claudio Cecchetto e il sogno di una motocicletta americana che sembrava impossibile da raggiungere. Una storia che oggi assume un significato ancora più speciale, considerando che Max Pezzali e Mauro Repetto si sono recentemente ritrovati insieme sul palco, a oltre trent'anni dalla loro separazione artistica, in occasione della presentazione di Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883.
Un incontro accompagnato da un abbraccio che ha emozionato i fan e riportato alla memoria gli anni in cui tutto ebbe inizio. Perché prima di diventare il nome di un gruppo capace di segnare un'intera generazione, 883 era semplicemente il numero di un sogno. Un sogno che, a distanza di oltre trent'anni, continua a unire Max e Mauro, anche se le loro strade artistiche hanno preso direzioni diverse.