Perché Jacob Elordi è stato ricoverato per ustioni mentre girava Cime Tempestose

Un brutto incidente per Jacob Elordi durante le riprese di Cime Tempestose

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Altro che metodo Strasberg! A volte, per entrare nel personaggio più che una tempesta shakespeariana serve una...doccia a vapore difettosa. Jacob Elordi, il volto nuovo del cinema che non disdegna il rischio, ha scoperto a sue spese che sfidare il fantasma di Daniel Day-Lewis può essere assai doloroso.

L’astro nascente, già avvezzo a interpretare tormenti generazionali e mascelle volitive, si è ritrovato a vivere un paradosso degno di una commedia nera di serie A proprio mentre cercava di dare un corpo all’affascinante Heathcliff di Emerald Fennell in Cime Tempestose.

Tutto è iniziato, come spesso accade nelle migliori tragedie, con una battuta di spirito e un eccesso di zelo. Tra una sessione di trucco e l’altra, la truccatrice Siân Miller ha lanciato il guanto di sfida: "Se Daniel Day-Lewis fosse Heathcliff, si presenterebbe sul set con le cicatrici vere". Elordi, con la baldanza di chi non teme il confronto col mostro sacro del triple-Oscar, ha replicato: "Bene, mi mutilerò nel weekend per dimostrarti chi sono". Detto, fatto. O quasi.

Che male, Jacob!

Altro che brughiere gelide o un amori non corrisposti, la nemesi di Elordi è stata una ben più prosaica manopola di ottone in una doccia a vapore. Nel tentativo di lavare via i residui di "rogna e sporcizia" del suo personaggio (una nobile intenzione di igiene personale che Heathcliff probabilmente avrebbe disapprovato) l'attore si è appoggiato accidentalmente alla fonte del vapore. E se n’è uscito con un urlo che Kevin McCallister levati e un ricovero d'urgenza con ustioni di secondo grado.

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Emerald Fennell ha raccontato di aver ricevuto l'allarmante messaggio "Jacob è in ospedale" durante la prima settimana di riprese. In un primo, doloroso momento ha pensato a incidente d'auto, ma la verità è presto emersa in tutta la sua ironica crudeltà. Elordi era diventato Heathcliff, sì, ma per colpa di un impianto idraulico difettoso. "Era il vero Daniel Day-Lewis. Sotto la doccia", ha scherzato l'attore, il cui senso dell'umorismo, se non altro, è rimasto intatto.

E mentre il buon Elordi si medicava le ferite, il vero "monarca" della recitazione immersiva, Daniel Day-Lewis, tornava a difendere la sua visione dell'arte. Durante la promozione di Anemone, il tre volte premio Oscar ha ribadito che il suo Metodo è "un modo per liberarsi e avere la spontaneità necessaria davanti alla macchina da presa".

Certo, c’è una differenza sostanziale tra vivere mesi in un bosco e scottarsi la schiena per una distrazione sotto la doccia, ma il fascino della sofferenza fisica come lasciapassare per l'eccellenza resta un pilastro della Hollywood contemporanea. E se ha senso o no, alla fine, è una questione soggettiva...

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