TV

Perché Mauro Repetto lasciò gli 883 all’apice del successo? Dietro quella scelta c’era un altro sogno

Mauro Repetto torna sulla scelta che sorprese tutti: lasciare gli 883 nel momento del successo per inseguire un sogno completamente diverso.

Condividi
TV

Per Mauro Repetto, lasciare gli 883 nel momento in cui il gruppo sembrava aver trovato la formula perfetta per conquistare l'Italia non è mai stato il grande errore che molti hanno immaginato. Mentre Max Pezzali continuava una carriera destinata a diventare ancora più grande, lui scelse infatti di inseguire un'altra idea di futuro, lontano da Pavia e soprattutto lontano dal ruolo che il successo sembrava avergli assegnato. Una scelta tornata inevitabilmente d'attualità con l'arrivo di Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883, seconda stagione della serie Sky Original diretta da Sydney Sibilia, disponibile dal 9 ottobre su Sky e NOW.

I nuovi episodi ripartono proprio dal 1993, quando il successo degli 883 è ormai esploso e Max e Mauro cominciano lentamente a immaginare due futuri differenti. La serie porterà infatti i protagonisti da Pavia fino a Los Angeles, raccontando in forma romanzata quel momento decisivo della loro storia. Ed è proprio osservando sullo schermo quella versione più giovane di se stesso che Repetto ha ritrovato qualcosa che pensava fosse molto difficile riprodurre. L'ex 883 ha raccontato di aver assistito alle riprese di una scena ambientata a Los Angeles, nella quale il suo alter ego interpretato da Matteo Oscar Giuggioli si confronta con un produttore.

A sorprenderlo non sarebbe stata soltanto la somiglianza o la ricostruzione dell'epoca, ma alcuni gesti dell'attore, talmente vicini ai suoi da restituirgli la sensazione di rivedere davvero il ragazzo che era più di trent'anni fa. Repetto ha descritto quella versione di sé come un ragazzo profondamente legato alla provincia pavese anche una volta arrivato dall'altra parte dell'oceano: pieno di energia, disposto a buttarsi nelle situazioni con una certa faccia tosta e sospeso, usando una delle immagini che gli sono più care, tra Johnny Depp e Fantozzi.

Mauro Repetto e Max Pezzali, fonte: YouTube

Dietro quella battuta si nasconde in realtà molto della storia di Repetto, visto che negli anni degli 883, mentre Pezzali diventava sempre più naturalmente il volto e la voce del gruppo, Mauro iniziò a sentire che il percorso che stavano seguendo non coincideva più con quello che desiderava per se stesso. Il successo c'era, ed era enorme, ma il suo sogno nel frattempo era cambiato. Lo aveva raccontato chiaramente anche parlando di una delle canzoni più amate di Pezzali, Gli anni. Il verso “stessa storia, stesso posto, stesso bar” aveva finito per rappresentare quasi l'opposto di ciò che desiderava in quel momento: Repetto non voleva più la stessa storia, lo stesso posto e lo stesso bar. Con la testa era già altrove.

Così, nel 1994, arrivò la decisione che per molti sembrava incomprensibile: lasciare gli 883 proprio quando gli 883 erano diventati uno dei più grandi fenomeni musicali italiani. Persino suo padre, come Repetto ha ricordato in passato, gli fece notare che stava abbandonando quella che sembrava essere la proverbiale gallina dalle uova d'oro. Lui, però, era convinto che nella vita potessero essercene più di una. La destinazione era Los Angeles. Repetto voleva tentare la strada dello spettacolo negli Stati Uniti, immaginandosi come sceneggiatore e attore.

Negli anni successivi il suo percorso sarebbe diventato molto diverso da quello di Pezzali: dagli Stati Uniti alla Francia, fino al lavoro a Disneyland Paris e a una vita lontana dai riflettori italiani che contribuì anche alla nascita di numerose leggende sulla sua scomparsa dalle scene. Repetto ha sempre respinto però l'idea di essere semplicemente “scappato” dal successo, ed in passato ha spiegato di non considerare quella scelta né una fuga né un gesto particolarmente coraggioso: per lui, in quel momento, inseguire Los Angeles era semplicemente la cosa più naturale da fare. Quando cambia il sogno, aveva spiegato, si finisce per seguire quello nuovo.

Ed è probabilmente questo uno degli aspetti che rende ancora più curioso vedere oggi quella storia trasformata in una serie televisiva. La seconda stagione non pretende infatti di essere una ricostruzione biografica perfettamente fedele: Sydney Sibilia ha sottolineato che Nord Sud Ovest Est continua a raccontare la “leggendaria storia degli 883”, concedendosi libertà narrative per trasformare la vicenda di Max e Mauro in una storia più universale sull'amicizia, sul successo e sulla nostalgia. Ma per Repetto, almeno una parte di quel Mauro televisivo sembra essere sorprendentemente autentica.

Vedere Giuggioli muoversi nella Los Angeles della serie gli avrebbe restituito proprio quell'atteggiamento da ragazzo di provincia catapultato dentro qualcosa di enormemente più grande di lui. Repetto ha poi parlato del suo rapporto con Max Pezzali, sottolineando la sincerità che ancora oggi li lega e soffermandosi anche sulla possibilità di eventuali nuovi progetti insieme:

"Se viene fuori qualcosa fra noi non è mai a tavolino, non abbiamo bisogno di marketing". - Mauro Repetto

A distanza di oltre trent'anni, quindi, la decisione che sembrava averlo portato lontanissimo dagli 883 torna paradossalmente al centro della loro storia. Repetto lasciò uno dei gruppi più famosi d'Italia perché il suo sogno era ormai da un'altra parte e, pochi giorni fa, lui e Max Pezzali si sono ritrovati fianco a fianco proprio alla presentazione della seconda stagione della serie, tornando a scherzare e raccontare insieme quegli anni davanti al pubblico. Un'immagine che rende ancora più particolare il cerchio che si è chiuso: oggi è proprio quella scelta, forse la più incomprensibile della carriera di Repetto, a diventare uno dei capitoli centrali della leggenda degli 883.

Continua a leggere su BadTaste