Pierce Brosnan stufo di James Bond: "Non me ne frega niente, basta domande su 007"
Pierce Brosnan parla del suo rapporto con James Bond e rivela dettagli della sua interpretazione.
Pierce Brosnan ha deciso di chiudere definitivamente i conti con James Bond. O almeno, di smettere di parlarne. L'attore irlandese, che ha interpretato l'agente segreto più famoso del cinema in quattro film tra il 1995 e il 2002, ha recentemente tagliato corto durante un'intervista quando il discorso è scivolato sul celebre 007. Una reazione che ha sorpreso molti, ma che in realtà rivela un disagio condiviso da diversi attori che hanno indossato lo smoking dell'iconico personaggio creato da Ian Fleming.
L'episodio è avvenuto durante una conversazione con The Times. Il giornalista, probabilmente cercando un angolo leggero per la chiacchierata, ha chiesto a Brosnan se James Bond avrebbe apprezzato il Natale. La risposta iniziale è stata cortese: "Certo che apprezzerebbe il Natale". Ma quando è arrivata la domanda di approfondimento, che suggeriva come la personalità distaccata di Bond potrebbe in realtà portarlo a evitare le festività, l'attore ha alzato un muro invalicabile.
"Non voglio davvero rispondere alla domanda, e non risponderò alla domanda. Perché non me ne frega un accidente", ha dichiarato Brosnan con una franchezza che lascia poco spazio all'interpretazione. "Perché dovrei sprecare il mio tempo a pensare a dove James Bond trascorrerebbe il Natale?". Una risposta che suona come un grido di liberazione, l'insofferenza di chi per decenni è stato identificato con un singolo ruolo, per quanto prestigioso.
Brosnan si è poi scusato con il giornalista per la sua schiettezza, spiegando che è semplicemente stanco di essere costantemente interrogato su un personaggio che ha interpretato più di vent'anni fa. "Mi dispiace di non poterti aiutare con James Bond. È qualcosa che continuerà fino al giorno della mia morte", ha aggiunto, con un tono che mescola rassegnazione e fastidio. Una condanna a vita, potremmo dire: una volta Bond, sempre Bond, almeno agli occhi del pubblico e dei media.
Nonostante la frustrazione personale, Brosnan ha voluto sottolineare il suo rispetto per gli altri attori che hanno portato sullo schermo l'agente segreto. Ha elogiato le performance di Daniel Craig, Roger Moore e Tim Dalton, dimostrando che la sua insofferenza non è rivolta al personaggio in sé o alla qualità del franchise, ma piuttosto all'impossibilità di essere visto oltre quel ruolo. "Sono emozionato come chiunque altro di scoprire chi interpreterà di nuovo quel ruolo. È sempre emozionante. Amavo Sean, amavo Roger, Daniel è straordinario, e anche Tim Dalton lo era", ha dichiarato.
La sua reazione, per quanto brusca, è anche liberatoria. In un'industria dove le pubbliche relazioni sono spesso curate con maniacale attenzione, vedere un attore dire semplicemente "non me ne frega niente" è quasi rinfrescante. È un promemoria che dietro le interviste patinate e le conferenze stampa ci sono persone reali, con frustrazioni reali e limiti alla loro pazienza.