Pirati dei Caraibi 6, il produttore rompe il silenzio: ecco cosa sappiamo sul sequel

Jerry Bruckheimer conferma progressi su Pirati dei Caraibi 6. Focus sul figlio di Jack Sparrow o reboot con Margot Robbie? Tutti i dettagli sul sesto capitolo.

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Dopo quasi un decennio di silenzio, voci contraddittorie e speculazioni infinite, finalmente arrivano notizie concrete su Pirati dei Caraibi 6. A parlare è Jerry Bruckheimer, il produttore che ha guidato tutti e cinque i film precedenti e che rimane saldamente al timone del sesto capitolo. La sua dichiarazione a Entertainment Tonight è tanto breve quanto significativa: "Ci sono vicini su parte di esso. È tutto quello che vi dirò". Poche parole che però confermano una cosa fondamentale: il progetto non è morto, anzi, è più vicino che mai a diventare realtà.

Ma cosa significa esattamente questa affermazione criptica? Da anni circolano due voci persistenti che Bruckheimer non ha né confermato né smentito con questa dichiarazione. La prima riguarda Margot Robbie, stella hollywoodiana la cui partecipazione al franchise è stata annunciata nel 2018 come parte di un reboot, per poi essere dichiarata morta dalla stessa attrice nel 2022. La seconda voce, ancora più intrigante, suggerisce che al centro della storia potrebbe esserci il figlio di Jack Sparrow, il che completerebbe il passaggio generazionale già iniziato nel quinto film.

La situazione è complicata da anni di incertezza legati principalmente alla figura di Johnny Depp. L'attore che ha incarnato Jack Sparrow rendendolo un'icona culturale si è trovato invischiato in una battaglia legale con Amber Heard che ha portato Disney a tagliare pubblicamente i ponti con lui nel 2018. Da allora, Depp ha più volte espresso riluttanza a lavorare nuovamente con lo studio, nonostante i fan continuino a chiederne il ritorno a gran voce. Il quinto capitolo uscì nel 2017 incassando 795 milioni di dollari a fronte di un budget di 230 milioni, dimostrando che il franchise mantiene intatto il suo appeal commerciale.

Pirati dei Caraibi - The Walt Disney Company



L'ipotesi del figlio di Jack Sparrow seguirebbe la strada narrativa già tracciata proprio nell'ultimo sequel. Quel film spostò infatti gran parte del focus su Henry Turner, figlio di Elizabeth Swann e Will Turner interpretato da Brenton Thwaites, e su Carina Smyth, rivelata essere la figlia di Hector Barbossa. Introdurre il figlio di Sparrow completerebbe il quadro della "nuova generazione", dando continuità ai personaggi originali attraverso i loro eredi. Questa scelta permetterebbe anche di aggirare parzialmente la questione Depp, offrendo un protagonista giovane che possa portare avanti il franchise per anni.

Ma Margot Robbie rimane comunque un nome pesantissimo sul tavolo. Dal 2018 a oggi la carriera dell'attrice australiana ha toccato vette stratosferiche con Barbie, fenomeno da 1,4 miliardi di dollari al box office, e ha continuato a interpretare Harley Quinn in Birds of Prey e The Suicide Squad di James Gunn. Certo, non sono mancati i passi falsi commerciali e critici come Babylon, Amsterdam e A Big Bold Beautiful Journey, ma il suo star power resta indiscutibile. Il suo ultimo progetto è l'adattamento di Cime tempestose diretto da Emerald Fennell, dove recita accanto a Jacob Elordi. Per Disney, una figura come Robbie potrebbe rappresentare l'asso nella manica per rinnovare il franchise e attirare un pubblico più giovane.

La domanda che tutti si pongono è: questi due filoni narrativi sono destinati a coesistere o si tratta di progetti alternativi? La dichiarazione di Bruckheimer non chiarisce questo punto cruciale. "Ci sono vicini su parte di esso" potrebbe significare che uno dei due approcci sta prendendo forma concreta, oppure che stanno trovando un modo per integrarli entrambi. Non sarebbe la prima volta che Hollywood cerca di avere la botte piena e la moglie ubriaca, tentando di soddisfare contemporaneamente i fan storici e un nuovo pubblico.

C'è poi il capitolo dei possibili ritorni. Keira Knightley e Orlando Bloom potrebbero riprendere i ruoli di Elizabeth e Will dopo la loro reunion con Henry alla fine del quinto film. La scena post-credits di La vendetta di Salazar aveva anche stuzzicato un potenziale ritorno di Davey Jones, interpretato da Bill Nighy, lasciando aperta una porta narrativa che molti sperano venga attraversata. Questi ritorni sarebbero oro colato per i fan della prima trilogia, quella che ha definito l'identità del franchise tra il 2003 e il 2007.

Il tempo gioca a favore e contro il progetto. Sono passati quasi dieci anni dall'ultimo film, un'eternità nel mondo dei blockbuster moderni dove i franchise vengono spremuti con cadenza quasi annuale. Da un lato questo ha permesso di far sedimentare le controversie e di lasciar maturare nuove idee creative. Dall'altro, il rischio è che il pubblico abbia voltato pagina, soprattutto considerando quanto il panorama del cinema d'intrattenimento sia cambiato dal 2017 a oggi, con l'esplosione dello streaming e la riconfigurazione delle abitudini di consumo.

Quello che è certo è che Pirati dei Caraibi 6 non è un progetto abbandonato in un cassetto polveroso. La conferma di Bruckheimer arriva da chi ha il polso della situazione e la credibilità per parlare. Se davvero sono "vicini" a definire almeno parte della storia, potremmo essere più prossimi di quanto pensiamo a vedere Jack Sparrow o il suo erede solcare nuovamente i mari in computer grafica. O magari entrambi. Nel mondo dei pirati, dopotutto, nulla è mai come sembra.

Fonte / ETOnline.com
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