Ponies: la serie con Emilia Clarke potrebbe avere una seconda stagione, ecco cosa hanno rivelato i creatori
Ponies con Emilia Clarke avrà una stagione 2? I creatori rivelano i piani per il futuro della serie spy thriller di Peacock e anticipano nuove location e colpi di scena.
Quando una serie debutta con un cliffhanger mozzafiato e conquista immediatamente il secondo posto nelle classifiche di streaming, la domanda che tutti si pongono è una sola: ci sarà una continuazione. Per Ponies, il thriller spionistico di Peacock con Emilia Clarke che ha fatto parlare di sé come degno erede spirituale di Slow Horses, la risposta è incoraggiante, anche se non ancora definitiva.
Susanna Fogel e David Iserson, i creatori della serie, hanno confermato in un'intervista a Collider di essere attivamente al lavoro sulla pianificazione della seconda stagione. "Stiamo mettendo insieme tutto il necessario per realizzarla", ha dichiarato Iserson, specificando però che al momento non c'è ancora il via libera ufficiale da parte di Peacock. Un limbo che potrebbe sembrare frustrante, ma che i numeri della piattaforma potrebbero presto sciogliere a favore del pubblico.
"Non abbiamo mai considerato un finale che chiudesse tutto", ha spiegato Iserson. "Quando abbiamo proposto questa serie a Peacock, abbiamo presentato l'intera storia articolata su più stagioni. Anche quando abbiamo parlato con gli attori, sapevano di firmare potenzialmente per sette anni, forse anche dodici. È una serie pensata per durare, e ci sono elementi della storia originale che porteremo avanti dall'inizio alla fine".
Ma cosa possiamo aspettarci da una potenziale seconda stagione? Fogel e Iserson hanno lasciato cadere alcuni indizi succulenti durante l'intervista. Innanzitutto, la serie potrebbe espandersi geograficamente. "Ci sono tanti modi per mantenere la serie fresca anche all'interno del genere spionistico", ha spiegato Fogel. "Abbiamo fatto molti colpi di scena legati alla Guerra Fredda e al KGB. Dove potrebbero andare adesso queste donne? Le loro missioni sono internazionali, quindi abbiamo parlato di episodi ambientati fuori dalla Russia".
Queste rivelazioni alimenteranno quella che Fogel definisce "l'espansione delle lealtà complicate". "Abbiamo tessuto una rete il più intricata possibile, e ora vogliamo continuare a intrecciarla rendendola ancora più complessa. All'inizio abbiamo posto una domanda in modo semplice: queste donne sono in missione per i loro mariti e per un mistero, ma alla fine si tratta di empowerment, di trovare se stesse e la capacità di connettersi con un'altra persona da cui possono imparare. Poi questa domanda è stata capovolta più e più volte durante la stagione, e vogliamo continuare a farlo".
E poi c'è l'accenno più intrigante di tutti: "Ci saranno più baci", ha promesso Iserson con un sorriso. Un dettaglio che potrebbe sembrare secondario, ma che in realtà suggerisce che, nonostante le minacce di morte e le complesse trame geopolitiche, la serie non dimenticherà la dimensione umana e romantica dei suoi personaggi. In una spy story ambientata durante la Guerra Fredda, dove ogni relazione può essere una copertura e ogni sentimento un'arma, l'intimità diventa un atto quasi sovversivo.
I creatori hanno dimostrato di avere una visione chiara del futuro della serie, con archi narrativi già pianificati e la disponibilità degli attori già assicurata per eventuali stagioni successive. Ora spetta a Peacock decidere se investire in quella che potrebbe diventare una delle sue serie di punta, capace di competere con le produzioni prestigiose di Apple TV, Netflix e HBO.