"Può accadere di nuovo": Lilli Gruber e Corrado Augias, l'allarme prima della serie su Mussolini
M. Il figlio del secolo debutta su La7 con Luca Marinelli nei panni di Mussolini. Lilli Gruber e Corrado Augias riflettono sui rischi per la democrazia.
La storia del fascismo torna in prima serata su La7 con M. Il figlio del secolo, la serie con Luca Marinelli nei panni di Benito Mussolini. Il debutto in chiaro della produzione, tratta dal romanzo di Antonio Scurati e diretta da Joe Wright, è stato accompagnato da una riflessione di Lilli Gruber e Corrado Augias che ha spostato l'attenzione oltre la ricostruzione storica, interrogando il pubblico sull'attualità del racconto.
Crisi economiche, povertà e paura, ha spiegato, possono alimentare un sentimento collettivo di disorientamento, creando terreno fertile per soluzioni autoritarie. Il suo intervento non si è limitato a ricordare quanto accaduto durante il fascismo. Il punto centrale è la possibilità che dinamiche simili possano ripresentarsi in forme diverse, soprattutto quando i cittadini smettono di riconoscere il valore delle istituzioni democratiche. Un avvertimento che trasforma la visione della serie in un'occasione di confronto sul presente, senza ridurre la complessità della storia a un semplice parallelismo con la contemporaneità.
Diretta, da Joe Wright, M. Il figlio del secolo porta sullo schermo il romanzo di Antonio Scurati vincitore del Premio Strega nel 2019. La narrazione ripercorre l'ascesa politica di Benito Mussolini, dalla fondazione dei Fasci italiani di combattimento nel 1919 fino al discorso del 3 gennaio 1925, con cui il dittatore assunse la responsabilità politica del delitto Matteotti. La serie si distingue per una rappresentazione del potere che mette al centro propaganda, violenza politica, consenso e trasformazioni della società italiana.
Il valore di M. Il figlio del secolo non risiede soltanto nella ricostruzione degli eventi, ma anche nella capacità di mostrare come un sistema democratico possa indebolirsi progressivamente. È proprio questo il punto evidenziato da Augias: i cambiamenti possono avvenire senza una rottura immediatamente riconoscibile, mentre paura e insicurezza rendono più seducenti le promesse di ordine e autorità. L'intervento di Gruber e Augias ha quindi offerto una chiave di lettura precisa per seguire la serie: conoscere il passato significa anche comprendere i meccanismi che hanno permesso l'affermazione del fascismo.
Il debutto in chiaro su La7 diventa così qualcosa di più di un appuntamento televisivo. È un invito a guardare alla storia senza considerarla distante o definitivamente archiviata, mantenendo viva l'attenzione sul ruolo delle istituzioni, sulla libertà e sulla responsabilità dei cittadini.