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Quarant'anni di Grandi Magazzini, quel rifiuto di Alberto Sordi che cambiò il destino di Nino Manfredi

A 40 anni da Grandi magazzini, riemerge il retroscena sul rifiuto di Alberto Sordi: una battuta che cambiò il ruolo poi affidato a Nino Manfredi.

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Il 30 ottobre 1986 arrivava nelle sale italiane Grandi magazzini, la commedia diretta da Castellano e Pipolo che avrebbe riunito alcuni dei volti più amati dello spettacolo italiano. A quarant'anni dall'uscita, il film continua a essere ricordato per il suo cast ricchissimo e per le numerose situazioni comiche ambientate all'interno di un grande punto vendita. Dietro una delle interpretazioni più particolari della pellicola si nasconde un retroscena che coinvolge Alberto Sordi. L'attore romano era stato inizialmente contattato per una parte poi affidata a Nino Manfredi. Il motivo del suo rifiuto è legato proprio alla natura del personaggio, protagonista di uno degli episodi più curiosi del film.

La commedia firmata da Castellano e Pipolo racconta le vicende di numerosi personaggi che si incontrano all'interno di un grande magazzino. La struttura corale permette di seguire storie differenti, tra equivoci, tentativi di truffa e situazioni surreali. C'è l'addetto alle pulizie scambiato per il figlio del proprietario, ci sono due truffatori alle prese con i loro piani e un addetto alle consegne coinvolto in una serie di disavventure.

Tra gli altri protagonisti figurano un vincitore di un concorso, un mendicante e una cliente miope che perde le lenti a contatto e fatica a ritrovare la strada di casa. A fare da filo conduttore è proprio l'ambiente del grande magazzino, nel quale si alternano le vicende dei dipendenti e quelle dei clienti, insieme a diverse parodie degli spot pubblicitari dell'epoca. Uno degli episodi più interessanti riguarda Marco Salviati, interpretato da Nino Manfredi. Si tratta di un attore ormai in declino, alcolizzato e in difficoltà economiche, che accetta di partecipare alla realizzazione di uno spot pubblicitario. Il ruolo non era stato pensato inizialmente per Manfredi, ma per Alberto Sordi.

A ricostruire l'episodio è stato Pipolo, uno dei due registi, raccontando che sarebbe dovuto essere Castellano a convincere l'attore romano ad accettare la parte. Per descrivergli il personaggio, gli parlò di un interprete ubriaco e ormai al tramonto, aggiungendo che, in caso di rifiuto, il ruolo sarebbe stato assegnato a Nino Manfredi. La risposta di Sordi fu immediata: "Parla di un attore al tramonto? No grazie, fatela fare a lui". Manfredi, che inizialmente avrebbe dovuto interpretare un altro personaggio, venne scelto per vestire i panni di Salviati. Un cambiamento che modificò i piani iniziali dei registi e consegnò all'attore una parte rimasta tra le curiosità della sua carriera.

Il film rappresenta un'importante fotografia della comicità italiana degli anni Ottanta, grazie a un cast particolarmente ricco. Accanto a Nino Manfredi recitano, tra gli altri, Lino Banfi, Enrico Montesano, Michele Placido, Paolo Villaggio, Ornella Muti, Laura Antonelli, Renato Pozzetto, Teo Teocoli, Massimo Boldi, Heather Parisi, Christian De Sica e Leo Gullotta. Alessandro Haber completa il gruppo degli interpreti principali. La presenza di tanti attori provenienti da esperienze artistiche differenti contribuisce alla varietà degli episodi e delle situazioni rappresentate. Non si tratta di una storia affidata a un solo protagonista, ma di un racconto collettivo nel quale ciascun interprete porta sullo schermo un personaggio con caratteristiche e vicende proprie.

Un altro particolare riguarda la durata del film, del quale esistono due versioni differenti. Quella destinata alle sale cinematografiche dura un'ora e cinquanta minuti, mentre il montaggio televisivo arriva a due ore e ventisei minuti. La differenza è legata alla lavorazione della pellicola, durante le riprese il produttore Vittorio Cecchi Gori continuò a inserire nuovi attori. Per contenere la durata del film destinato al cinema, Castellano e Pipolo furono costretti a eliminare alcune sequenze, successivamente recuperate nella versione televisiva.

Anche le location rappresentano una curiosità per gli appassionati. La facciata dei grandi magazzini corrisponde all'edificio dell'hotel Ibis Styles nel Centro Direzionale Colleoni di Agrate Brianza, mentre altre scene furono girate nella zona EUR di Roma, negli ex magazzini Okay di Viterbo, nell'allora Euromercato di Paderno Dugnano, oggi Carrefour, nel carcere minorile San Michele a Roma e nel centro residenziale Castel De Ceveri a Formello. A quarant'anni dall'uscita, Grandi magazzini conserva numerosi retroscena che permettono di riscoprire non soltanto il suo cast, ma anche le scelte e i cambiamenti che hanno accompagnato la realizzazione della commedia.

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