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Questo action su Prime Video contiene la migliore scena di combattimento con coltelli di sempre

In questo film su Prime Video, Gareth Evans ha trasformato uno spazio aperto in un duello claustrofobico indimenticabile.

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Quando si parla di cinema d'azione contemporaneo, pochi film hanno lasciato un segno indelebile come The Raid 2, disponibile su Prime Video. Il sequel del folgorante The Raid: Redemption del 2012 ha portato sugli schermi di tutto il mondo la bellezza letale del Pencak Silat, l'arte marziale indonesiana, trasformando Iko Uwais in una leggenda vivente del genere. Ma c'è un dettaglio nella scena finale del film che molti spettatori hanno apprezzato senza comprenderne appieno l'ingegnosa strategia registica. Il duello conclusivo di The Raid 2 mette di fronte Rama, il poliziotto interpretato da Uwais, e un assassino senza nome interpretato da Cecep Arif Rahman. La battaglia si svolge in una cucina, uno spazio decisamente aperto rispetto ad altri set piece del film.

Inizia come un combattimento a mani nude, con i due fighters che si mantengono a una distanza media, studiandosi, calibrando colpi e schivate. Poi accade qualcosa che trasforma radicalmente la natura dello scontro. Rahman estrae una coppia di kerambit, lame tradizionali indonesiane caratterizzate da una forma ricurva e da dimensioni ridotte. In quel momento, tutto cambia. Il regista Gareth Evans, nel commentario audio presente nelle edizioni home video del film, ha svelato il ragionamento dietro questa scelta apparentemente semplice ma profondamente efficace. La natura stessa dell'arma, con la sua lama corta, costringe i combattenti a rimanere vicinissimi tra loro affinché il kerambit possa diventare davvero letale.

Ecco il trucco geniale: nonostante lo spazio ampio della cucina, la dinamica del combattimento si trasforma istantaneamente in qualcosa di claustrofobico. Rama deve costantemente mantenere le distanze dal suo avversario per evitare i fendenti mortali, ma quando riesce a disarmare uno dei due kerambit, la battaglia si sposta nuovamente su un range cortissimo, con entrambi i contendenti che cercano di piazzare il taglio decisivo sull'altro. L'ironia sta proprio in questo paradosso: The Raid 2 apre con una delle sue sequenze più spettacolari ambientata in uno spazio angusto, un bagno del carcere dove Rama affronta una rivolta detenuti tenendoli a bada due alla volta in uno stallo strettissimo, una situazione che ricorda i film di Ip Man con Donnie Yen. Il finale, pur svolgendosi in un ambiente decisamente più spazioso, ricrea quella stessa sensazione di oppressione e pericolo immediato semplicemente attraverso la scelta dell'arma.

I grandi maestri delle arti marziali cinematografiche e i registi del genere sono sempre stati abili nello sfruttare creativamente gli ambienti circostanti per costruire le loro coreografie. A volte questo porta a scene mozzafiato in spazi ristretti, altre volte in location ampie e spettacolari. The Raid 2 ha fatto qualcosa di particolarmente astuto: ha dato a Rama e all'assassino tutto lo spazio necessario per muoversi, ma li ha costretti a combattere a distanza ravvicinata grazie all'uso strategico del kerambit. Questa intuizione trasforma una potenziale debolezza in un punto di forza narrativo e visivo. The Raid 2 è uscito nel 2014 e continua la storia di Rama, inviato sotto copertura per smantellare il crimine organizzato che ha infiltrato la polizia di Giacarta.

Come il suo predecessore, The Raid 2 si è affermato come uno dei migliori action movie moderni, contribuendo in modo significativo a portare il Pencak Silat all'attenzione del pubblico mondiale e a consolidare la reputazione di Iko Uwais come uno dei più grandi talenti marziali del cinema contemporaneo. Il kerambit, con la sua forma distintiva e la sua eredità culturale, non è solo un'arma: è diventato un simbolo dell'approccio innovativo di Evans alla regia d'azione, dove ogni elemento tecnico è pensato per servire non solo lo spettacolo visivo, ma anche la logica interna del combattimento. La prossima volta che rivedrete quella scena finale, osservate come lo spazio si contrae e si espande in base alla presenza o assenza delle lame. È cinema d'azione al suo livello più raffinato.

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