RAI, quali sono le conseguenze della pandemia sui vari rami dell'azienda
Un articolo sul prossimo numero di Bianco e Nero fa il punto sulle conseguenze economiche della pandemia sull'industria audiovisiva e parla della RAI
C’è però anche un paragrafo che inserisce in questo grande disegno anche il tassello della RAI, la grande major dell’audiovisivo italiana, con piedi sia nel cinema che nella televisione che nello streaming, dipendente dalla pubblicità in larga misura e soprattutto essenziale per la produzione cinematografica (Rai Cinema sostiene quasi tutto il cinema italiano anche se in percentuali e proporzioni sempre diverse).
Quel che sembra di capire è che questi andranno nella direzione di tagli alla fiction e di una riorganizzazione dei canali. In primis viene rinviata la creazione dei canali istituzionali e di quelli in inglese, ma poi ci sarà l’accorpamento di Rai 5 e Rai Storia e la cancellazione del canale Rai Sport.
Anche la distribuzione (01 Distribution) chiaramente è in negativo non essendo usciti film in sala o quasi, senza contare quanto il servizio pubblico televisivo dipenda da investimenti pubblicitari che sono crollati. Più in generale quindi tutto il settore RAI dovrebbe attraversare una spending review, i tagli alla produzione sono solo un esempio ma ce ne dovrebbero essere anche alle trasferte e tutto ciò che non è considerato essenziale.
La produzione sarà, cronologicamente, l’ultimo settore a risentire dell’ondata, molte hanno ancora dei film di cui rientrare perché non usciti o non sfruttati commercialmente, e diversi progetti già approvati e finanziati in fase di sviluppo. Sono semmai i nuovissimi arrivi a dover subire un rallentamento e un taglio. Nessuna produzione ne è contenta, ma sarà interessante vedere e capire questo taglio in che direzione andrà, cosa verrà considerato irrinunciabile, quali produzioni a budget più contenuto verranno varate e con quali esiti.
DISCLAIMER: L'autore dell'articolo ha contribuito alla realizzazione del numero di Bianco e Nero in questione