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Resident Evil come Il Signore degli Anelli: il regista paragona il film con il cult di Peter Jackson

Il nuovo film di Resident Evil con regia di Zach Cregger presenta un protagonista inesperto che non sa usare le armi. Uscita prevista per settembre 2026.

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Dimenticate Leon S. Kennedy e le sue acrobazie da action hero. Dimenticate Jill Valentine e la sua precisione chirurgica mentre spara agli zombie. Il nuovo film di Resident Evil, in arrivo nelle sale il 18 settembre 2026, prende una direzione così radicale da risultare quasi sovversiva: il protagonista è un uomo comune, Bryan, che non solo non ha alcun addestramento militare, ma è fondamentalmente incompetente quando si tratta di sopravvivenza. E il regista Zach Cregger, mente dietro il clamoroso successo horror Barbarian, non ha paura di dirlo apertamente: stiamo seguendo un idiota.

Non è un'offesa, sia chiaro. È una scelta narrativa precisa, quasi provocatoria. In un'intervista rilasciata a Empire, Cregger ha spiegato che Bryan, interpretato da Austin Abrams, non è stupido in senso assoluto, ma è semplicemente la persona sbagliata nel posto sbagliato al momento sbagliato. Zero abilità di combattimento, zero esperienza con le armi, zero senso pratico per la sopravvivenza in un mondo devastato da un'epidemia virale. È l'antitesi perfetta dei personaggi che hanno popolato i videogiochi Capcom per decenni.

E qui arriva il paragone stravagante che nessuno si sarebbe mai aspettato: Cregger ha paragonato il viaggio di Bryan attraverso l'inferno di Raccoon City a quello di Frodo Baggins verso Mordor ne Il Signore degli Anelli. Non un guerriero esperto, non un eroe nato, ma un uomo qualunque gravato da una missione sacra che lo porterà nel cuore dell'apocalisse zombie. È come se Peter Jackson avesse deciso di raccontare la Guerra dell'Anello dal punto di vista dello hobbit più improbabile della Contea, quello che a malapena sa maneggiare una spada.



Il regista, che da poco ha rivelato il suo nuovo progetto, ha rivelato che il film inizierà relativamente tranquillo, ma dopo circa cinque minuti le cose esploderanno letteralmente. Da quel momento in poi, sarà una sequenza unica e gigantesca, un gauntlet continuo di situazioni letali che si susseguono senza sosta. Cregger ha confessato di voler catturare il ritmo dei videogiochi Resident Evil, dove i giocatori si muovono da un set-piece all'altro, ogni location presenta una sfida unica, ogni corridoio nasconde un nuovo incubo.

La scelta di utilizzare personaggi completamente originali, slegati dalla continuity dei giochi, ha deluso alcuni fan puristi che speravano in un adattamento più fedele. Ma Cregger ha spiegato in precedenti interviste di non essere interessato a ripercorrere terreni già esplorati dai videogiochi e dai film precedenti. La sua versione di Raccoon City esiste in un universo parallelo rispetto ai giochi, anche se naturalmente ci saranno easter egg e riferimenti per i fan più attenti. Chi conosce la differenza tra uno Spencer e un Ashford troverà pane per i suoi denti. Ma il film è stato concepito per funzionare anche per chi non ha mai toccato un controller.

Il protagonista di Resident Evil, fonte: Sony Pictures Italia



Il cast include anche Paul Walter Hauser nel ruolo di Carl, Kali Reis come Pauline e Zach Cherry in un ruolo non ancora specificato. La sceneggiatura è firmata dallo stesso Cregger insieme a Shay Hatten, sceneggiatore noto per il suo lavoro sulla serie John Wick. La produzione è curata da pesi massimi come Asad Qizilbash, Carter Swan, Miri Yoon, Robert Kulzer e Roy Lee.

L'idea di seguire un protagonista fondamentalmente inadeguato in un mondo popolato da creature orribili e situazioni impossibili riporta alla mente non solo Frodo, ma anche altri classici dell'horror dove la sopravvivenza dipende più dalla fortuna e dalla determinazione che dall'abilità. È un ritorno alle radici del genere survival horror, dove "survival" non è una formalità ma una lotta costante contro probabilità schiaccianti. L'appuntamento è fissato per il 18 settembre 2026. Quella data, Bryan inizierà il suo viaggio verso l'inferno. Come Frodo prima di lui, partirà impreparato, spaventato, inadeguato. Ma è proprio questo che potrebbe rendere il suo viaggio indimenticabile.

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