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Resident Evil faceva ridere troppo il pubblico, così Zach Cregger ha deciso di cambiare il film

Il nuovo Resident Evil faceva ridere troppo il pubblico dei test screening: Zach Cregger ha così deciso di eliminare quasi tutte le battute.

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Il nuovo Resident Evil di Zach Cregger è cambiato parecchio durante la post-produzione, e a suggerire al regista la direzione da prendere è stato proprio il pubblico. Le prime proiezioni di prova avevano infatti evidenziato un problema piuttosto insolito per un horror: il film faceva ridere troppo. Cregger, reduce dal successo di Barbarian e Weapons, non ha mai nascosto la propria passione per l'umorismo nero e per quei momenti apparentemente assurdi capaci di spezzare la tensione.

Ma nel caso di Resident Evil, l'equilibrio iniziale non avrebbe funzionato come sperato. Durante i test screening gli spettatori avevano apprezzato il film, ma una critica continuava a tornare: c'erano troppe battute. A raccontarlo è stato lo stesso regista, spiegando quanto le reazioni del pubblico abbiano influenzato il montaggio finale:

“Ho scoperto che il film piaceva molto alle persone, ma pensavano che fosse troppo divertente. Così, nel corso delle proiezioni di prova, ho eliminato quante più battute possibile”. - Zach Gregger

Una scelta tutt'altro che indolore sulla carta, considerando quanto l'umorismo faccia parte del cinema di Cregger. Eppure il regista si è accorto quasi immediatamente che Resident Evil funzionava meglio proprio quando smetteva di cercare la risata:

“Più battute eliminavo, più il film piaceva al pubblico. E sapete una cosa? Piaceva di più anche a me”. - Zach Gregger

Resident Evil, fonte: Sony Pictures

Cregger è arrivato così a una conclusione piuttosto netta sul rapporto tra horror e comicità. L'umorismo non è stato eliminato completamente dal film, ma adesso dovrebbe essere utilizzato con molta più parsimonia:

“Credo che in un film horror un po' di umorismo faccia molta strada. E non c'è una sola battuta che abbia tolto da questo film di cui senta la mancanza”. - Zach Gregger

Una correzione particolarmente interessante considerando le aspettative che circondano questo nuovo adattamento. Cregger ha scelto infatti di non riproporre semplicemente sul grande schermo la storia di uno dei videogiochi Capcom, ma di raccontare una vicenda originale ambientata nell'universo di Resident Evil. Il protagonista è Bryan, interpretato da Austin Abrams, già diretto da Cregger in Weapons.

Bryan è un corriere medico che, durante quella che dovrebbe essere una normale consegna, si ritrova coinvolto in un'epidemia e in una disperata lotta per sopravvivere. Cregger ha più volte chiarito di essere un grande appassionato della saga e di voler realizzare qualcosa che conservi le sensazioni dei videogiochi senza limitarsi a trasformarne uno in un film. Anche l'impostazione visiva nasce da questa idea: il regista si è lasciato ispirare dalla prospettiva in terza persona tipica di diversi Resident Evil, pur senza trasformarla in una regola assoluta.

“È prevalentemente in terza persona, ma ogni tanto passiamo alla prima persona e altre volte utilizziamo semplicemente un linguaggio cinematografico tradizionale”. - Zach Gregger

Resident Evil, fonte: Sony Pictures

Nel cast figurano anche Zach Cherry, Kali Reis e Paul Walter Hauser, mentre Cregger ha scritto la sceneggiatura insieme a Shay Hatten. Dietro il progetto ci sono TriStar Pictures, Constantin Film e Davis Films. E proprio le prime immagini mostrate alla stampa sembrano suggerire che il lavoro fatto dopo i test screening abbia lasciato il segno. Le prime reazioni hanno descritto un film cupo, inquietante e fortemente atmosferico, nel quale l'umorismo non è completamente scomparso ma sembra avere ora un ruolo molto più controllato.

Il nuovo Resident Evil, le cui riprese hanno riservato anche momenti tutt’altro che tranquilli, con il protagonista che ha rischiato la vita sul set, arriverà nei cinema statunitensi il 18 settembre 2026. Per capire quanto sia cambiato rispetto alla prima versione mostrata durante i test screening, invece, bisognerebbe recuperare tutte quelle battute che Cregger ha deciso di sacrificare. Ma almeno su questo il regista non sembra avere dubbi: non ne rivorrebbe indietro nemmeno una.

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