Resident Evil, Zach Cregger svela perché è stato lui a voler dirigere il film (e non Sony a cercarlo)
Il regista di Barbarian e Weapons racconta il suo approccio al reboot di Resident Evil, spiegando perché ha voluto personalmente dirigere il film e come intende ricreare le sensazioni dei videogiochi.
Dopo il successo clamoroso di Barbarian e Weapons, due degli horror più acclamati e discussi degli ultimi anni, Zach Cregger avrebbe potuto scegliere qualsiasi progetto. Studio e produttori si sarebbero messi in fila per accaparrarselo, ma quando è arrivato il momento di decidere il suo terzo film da regista, Cregger ha fatto una mossa inaspettata: è stato lui a bussare alla porta di Sony per proporre la sua visione di Resident Evil.
Non è stata una chiamata ricevuta, ma una scelta voluta, visto che il regista, fan sfegatato della saga videoludica Capcom, desiderava sviluppare una storia originale ambientata nell'universo di Resident Evil, con personaggi completamente nuovi e ambientazioni inedite. E quando i detentori dei diritti hanno ascoltato la sua pitch, hanno dato via libera a quello che promette di essere l'adattamento più particolare del franchise.Cregger ha affermato quanto segue nel corso di una nuova intervista con Empire:
"Sono stati abbastanza gentili da ascoltarmi e lasciarmi correre con l'idea. È davvero un film di Zach Cregger che capita di essere un film di Resident Evil. Il concetto qui è che stiamo seguendo un idiota. Non che sia stupido, ma non è il tuo tipico personaggio da videogioco, senza alcuna abilità di combattimento e completamente inetto nella sopravvivenza. È un po' come Frodo che va a Mordor." - Zack Cregger
Quindi non si tratta di un semplice adattamento, ma un'opera d'autore che respira dentro un franchise iconico, mantenendo intatta la voce distintiva del regista che ci ha regalato la follia architettonica di Barbarian e l'inquietudine di Weapons. E proprio in tal senso, il regista ha precisato che il protagonista potrebbe rappresentare il vero colpo di scena, visto che a differenza di Chris Redfield, Leon Kennedy o Jill Valentine, il nuovo Resident Evil segue Bryan, interpretato da Austin Abrams, è un corriere medico qualunque.
Bryan è un uomo comune che si ritrova improvvisamente gravato da una missione, apparentemente impossibile, che lo porterà nel cuore dell'orrore. Questa scelta narrativa rappresenta una rottura radicale con tutto ciò che conosciamo del franchise. Difatti come sa molto bene ogni fan della serie, Resident Evil, sia nei giochi che nei film precedenti, ha sempre messo in scena protagonisti capaci, addestrati, pronti all'azione. Nel nuovo film invece abbiamo qualcuno che probabilmente non sa nemmeno come ricaricare una pistola, catapultato in un incubo survival horror senza rete di sicurezza.Secondo Cregger, il nuovo Resident Evil sarà costruito per trasmettere la stessa sensazione di tensione dei videogiochi, spiegando che il film partirà praticamente subito e manterrà un ritmo serrato fino ai titoli di coda, con il personaggio costretto ad affrontare una lunga serie di pericoli e ambientazioni diverse, proprio come accade nei capitoli della saga. Il regista ha ribadito che il suo obiettivo non è realizzare una semplice trasposizione del videogioco, ma catturarne le sensazioni.
"Quello che amo dei giochi è che ti muovi da un set-piece all'altro. Ogni location ha una sfida unica. Mi sono ispirato direttamente a quel ritmo, dove continui semplicemente a correre attraverso una serie ininterrotta di prove." - Zach Gregger
Pur proponendo una storia completamente originale e nuovi personaggi, il regista ha ribadito di voler realizzare un adattamento capace di ricreare la tensione, il senso di vulnerabilità con una sensazione di escalation continua, tipica della serie. Sono dichiarazioni quindi che faranno sicuramente piacere ai fan di Resident Evil 4, soprattutto dopo le recenti indiscrezioni secondo cui il film prenderà ispirazione proprio dall'atmosfera e dal ritmo, capitolo molto amato dai fan, con protagonista l'iconico Leon Kennedy.