"Ricco di possibilità": Mike Flanagan aggiorna sul nuovo adattamento del libro "più lovecraftiano" di Stephen King
Dopo aver rifatto Carrie, Mike Flanagan è al lavoro su un nuovo adattamento di The Mist, racconto di Stephen King già adattato nel 2008, promettendo una versione più "lovecraftiana".
Mike Flanagan sta per tornare nell'universo di Stephen King, e questa volta ha messo gli occhi su uno dei racconti più iconici e terrificanti del maestro dell'horror: The Mist. Il regista, fresco del successo con la serie Carrie, ha rilasciato dichiarazioni esclusive a ScreenRant durante il New York Comic Con, svelando quale sarà il suo approccio per portare sul grande schermo una nuova versione della nebbia più spaventosa della letteratura horror.
"Amo il film di Frank Darabont, ha fatto un lavoro incredibile. Non ha senso rifare ciò che è già stato fatto. Il mondo del terrore lovecraftiano che King ha creato con The Mist, secondo me, è davvero ricco di possibilità. Quindi, sì, giocare con la natura dei mostri, giocare con la claustrofobia della situazione, senza cercare di entrare nell’ombra di Frank, è una delle cose più divertenti che posso fare con questa storia."- Mike Flanagan a ScreenRant
Il rispetto per il collega è evidente, e il regista di Midnight Mass e The Haunting of Hill House non ha intenzione di calpestare l'eredità del film del 2007 e ora la sfida, quindi, è fare qualcosa di nuovo, di diverso, di inaspettato.
La scelta di enfatizzare l'aspetto lovecraftiano non è casuale. Stephen King, pur avendo uno stile distintivo e riconoscibilissimo, ha sempre dimostrato una profonda ammirazione per H.P. Lovecraft, e The Mist è forse l'opera dove questo tributo è più evidente. Le creature che emergono dalla nebbia non sono semplici mostri: rappresentano l'orrore cosmico, l'esistenza di dimensioni parallele e di entità così aliene da sfidare la comprensione umana. È la paura dell'ignoto nella sua forma più pura, quella che paralizza i protagonisti del racconto, costringendoli a restare barricati nel supermercato non tanto per i mostri visibili, ma per ciò che potrebbero incontrare là fuori.
Il progetto è ancora nelle sue fasi iniziali, come ha ammesso lo stesso Flanagan. Ma le premesse sono intriganti. L'idea di espandere il bestiario delle creature, di approfondire la natura della dimensione da cui provengono, di giocare ancora di più con la claustrofobia e l'isolamento, potrebbe regalare al pubblico una versione di The Mist che dialoga con il film di Darabont senza replicarlo, onorando King mentre porta la sua visione in territori ancora inesplorati.
In un'epoca in cui i remake sono all'ordine del giorno, spesso giustificati solo da logiche commerciali, l'approccio di Flanagan sembra genuinamente motivato dalla passione e dal rispetto per il materiale originale. Il regista ha dimostrato più volte di saper reinterpretare classici con sensibilità e intelligenza, come ha fatto con il recente Carrie, dove ha cercato di sovvertire le aspettative mantenendo intatta l'essenza di ciò che rende speciale l'originale.