Ricordi questo calciatore leggendario? Allora devi vedere questo documentario su Netflix (che sta già scalando la Top 10)

Netflix lancia la docuserie su Ronaldinho il 16 aprile 2026: tre episodi sulla carriera del campione brasiliano, dal Pallone d'Oro ai momenti più oscuri.

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C'è stato un tempo in cui il calcio era puro spettacolo. Un'epoca in cui il talento brasiliano inondava i campi europei con una leggerezza che sembrava sfidare la gravità. Tra la fine degli anni '90 e i primi Duemila, quella generazione di fuoriclasse verdeoro ha trasformato ogni partita in una celebrazione del jogo bonito. E tra tutti quei campioni, uno spiccava perché giocava sempre con il sorriso stampato sul volto, come se fosse ancora un ragazzino sui campetti polverosi di Porto Alegre.

Ronaldinho - all'anagrafe Ronaldo de Assis Moreira - non è stato semplicemente un grande calciatore. È stato un artista che ha usato il pallone come pennello, dipingendo capolavori che ancora oggi popolano le compilation su YouTube e alimentano i ricordi di chi ha avuto la fortuna di vederlo giocare. Ora Netflix gli dedica una miniserie evento dal titolo Ronaldinho: l'inimitabile, che va oltre la superficie dorata dei trofei per esplorare l'uomo dietro la leggenda.

La docuserie, composta da tre episodi, è approdata sulla piattaforma il 16 aprile 2026, con tutti gli episodi disponibili simultaneamente a livello globale e ha già dimostrato che c'è fame di belle storie che approfondiscono la vita di grandi leggende dello sport. Lo dicono i numeri, che hanno fatto scalare rapidamente la Top 10 della piattaforma alla serie documentario.



Il percorso inizia a Porto Alegre, dove il giovane Ronaldo cresce con il pallone tra i piedi e un talento che fin da subito appare fuori dal comune. Con la maglia del Grêmio incanta già da giovanissimo, attirando l'attenzione dei grandi club europei grazie a una tecnica che sembra appartenere a un'altra dimensione. Il salto nel calcio che conta arriva con il Paris Saint-Germain, ma è in Catalogna che la magia raggiunge il suo apice.

Al Barcellona, Ronaldinho diventa il simbolo di un calcio spettacolare e vincente, capace di riempire gli stadi e far sognare milioni di tifosi in tutto il mondo. Nel 2005 conquista il Pallone d'Oro, il riconoscimento più prestigioso per un giocatore, e trascina i blaugrana alla vittoria della Champions League con prestazioni che ancora oggi vengono studiate nelle accademie calcistiche. Ogni suo tocco di palla era un evento, ogni sua giocata poteva trasformarsi in un momento da antologia.

Ma la docuserie non si ferma agli anni d'oro. Con coraggio e onestà intellettuale, il racconto prosegue attraverso le stagioni successive, quelle del Milan e del ritorno in Brasile, fino ad arrivare ai momenti più controversi che hanno segnato la fase finale della sua carriera e gli anni post-ritiro. Vicende personali, scelte discutibili, battute d'arresto che hanno fatto discutere e che spesso vengono omesse dalle narrazioni ufficiali.

Il calciatore Ronaldinho in una scena del documentario, fonte: Netflix



A rendere particolarmente preziosa la miniserie sono le testimonianze esclusive di alcuni dei più grandi campioni del calcio mondiale. Lionel Messi, che proprio sotto l'ala protettiva di Ronaldinho ha mosso i primi passi al Barcellona, racconta il rapporto con il suo mentore. Neymar, erede naturale della tradizione brasiliana, offre la sua prospettiva su cosa significhi portare il peso di quel retaggio. Carles Puyol, compagno di squadra in quegli anni irripetibili al Camp Nou, aggiunge il punto di vista dello spogliatoio.

Ronaldinho: l'inimitabile si propone quindi come un appuntamento imperdibile non solo per gli appassionati di calcio, ma per chiunque sia interessato alle storie umane che si celano dietro i personaggi pubblici. Perché dietro quel sorriso contagioso e quei piedi magici c'era - e c'è - un uomo con le sue fragilità, le sue scelte, i suoi errori. Un artista del pallone che ha cambiato per sempre il modo di intendere questo sport, ma che ha anche dovuto fare i conti con le conseguenze della fama, del talento e delle responsabilità che ne derivano.

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