Rifiutò un milione di euro per difendere la sua terra: “La vita va così”, il film che commuove e divide – dove vederlo in streaming
Una storia di appartenenza con un paesaggio da sogno, ma anche tanta coscienza e grandi interessi: il film di Riccardo Milani,con Virginia Raffaele, Diego Abatantuono, Aldo Baglio e Geppi Cucciari è in streaming.
Il mare azzurro e un paese che sembra sospeso nel tempo contrastano con i palazzi della città e i suoi ritmi serrati. La vita va così, uscito nel 2025 e co-scritto e diretto da Riccardo Milani, racconta la storia di un pastore sardo che si rifiutò di vendere la propria terra, la sua spiaggia, a un’azienda edilizia intenzionata a costruirvi un resort di lusso.
E’ un film che smuove emozioni profonde, che fa riflettere molto sulla semplicità delle cose, sull’amore della propria terra e su come certi sentimenti abbiano la meglio su strutture fredde e capitalistiche. Allo stesso tempo non cerca l’eroe, e non vuole neanche sembrare una favola ambientalista. La vita va così mette a disagio perché si rivela così com’è, una vicenda che ha lasciato il segno.Una storia vera trasformata in cinema
Milani fin dalle prime immagini mette a confronto due vite completamente diverse: il capodanno del 2000, che dà inizio al nuovo millennio viene festeggiato in due modi diversi. Da una parte la famiglia, la concretezza, dall’altra la grande festa, i luccichii dei ricchi. Il regista intreccia memoria, identità e conflitto sociale. Un film che ha già diviso pubblico e critica, e che da poco approdato su Netflix, sta già conquistando i primi posti nella classifica tra i titoli più visti del momento.
Come già accennato il film è ispirato alla vicenda reale del pastore sardo Ovidio Marras, che per anni si oppose alla costruzione di un resort di lusso sulla costa di Capo Malfatano. Milani prende quella storia e la rielabora attraverso il personaggio di Efisio Mulas, pastore solitario che vive davanti alla spiaggia di Bellesamanna, nel Sulcis.
Siamo tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila. Efisio, l’unico pastore che pascola sulla spiaggia, conduce una vita scandita da gesti antichi, lenti, mentre il resto della sua famiglia è sparso altrove. Quando una grande società immobiliare di Milano annuncia la costruzione di un resort destinato a cambiare il volto della zona, quasi tutti accolgono il progetto come un’occasione irripetibile. Lavoro, turismo, futuro. Tutti tranne Efisio.Le offerte aumentano, le pressioni si fanno più pesanti, la comunità – inizialmente neutrale – comincia a vedere in lui un ostacolo. Milani è abile nel raccontare questo passaggio: il conflitto non è solo tra il singolo e il potere economico, ma tra il singolo e la sua stessa gente. Efisio non è un idealista astratto. È un uomo concreto, legato a una terra che non considera una proprietà, ma una responsabilità. Il suo rifiuto non nasce da un discorso politico, ma da una visione del mondo incompatibile con la logica della speculazione. “Ainci anda sa vida”, ripete: la vita va così. Una frase che diventa manifesto, ma anche condanna.
Il film non nasconde le conseguenze di questa scelta: l’isolamento, la solitudine, il peso che ricade anche sui figli, in particolare su Francesca, divisa tra l’amore per il padre e il desiderio di non restare indietro. La scelta di affidare il ruolo di Efisio a Giuseppe Ignazio Loi, pastore ottantaquattrenne alla sua prima esperienza cinematografica, è uno degli azzardi più riusciti del film. Il suo volto, scavato e silenzioso, comunica più di molti dialoghi.
Virginia Raffaele, nei panni della figlia Francesca, abbandona ogni maschera comica e lavora su una recitazione sostenuta anche da un attento studio dell’accento campidanese. Diego Abatantuono è un imprenditore determinato, mentre Aldo Baglio, sorprende in un ruolo senza Giovanni e Giacomo. Geppi Cucciari, nel ruolo della giudice, porta in scena un’ interpretazione autentica.
Girato tra Teulada, Tuerredda e Cagliari, La vita va così offre un paesaggio che fa sognare. Le ruspe che avanzano, i boschi che scompaiono, le strade chiuse diventano immagini concrete di uno scontro che riguarda tutta l’Italia, non solo la Sardegna. L’argomento è caldo, è attuale e per questo fa discutere. Le battaglie legali sono raccontate con chiarezza, evitando il tecnicismo, mentre l’ironia – dosata con attenzione – alleggerisce senza banalizzare. C’è chi accusa il film di essere troppo indulgente, chi lo considera un messaggio necessario. La verità è che La vita va così non offre risposte comode. Chiede allo spettatore di interrogarsi sul valore del progresso, sul prezzo del lavoro, sul confine tra sviluppo e distruzione.
In copertina: La vita va così - Copyright Wildside - badtaste