Rivoluzione Domenica In 2026/2027: stravolto il cast. Ecco chi resta e chi se ne va
Mara Venier pronta a tornare alla guida di Domenica In: confermata la conduzione, ma il programma è destinato a cambiare volto con un format più snello e nuove scelte editoriali.
La nuova stagione televisiva di Domenica In si avvicina e, come spesso accade, al centro dell’attenzione c’è ancora una volta Mara Venier. La storica conduttrice del contenitore domenicale di Rai 1 sembra pronta a riconfermare la sua presenza, anche se il futuro del programma potrebbe essere segnato da importanti cambiamenti strutturali. Secondo quanto emerso nelle ultime settimane, la Rai avrebbe chiesto alla presentatrice di restare al timone anche per la prossima edizione, un segnale di continuità per uno dei programmi più longevi del daytime italiano.
Tuttavia, la permanenza di Venier sarebbe legata a una serie di condizioni e a un possibile rinnovamento del format, ormai considerato maturo per una revisione. Diverse indiscrezioni accreditate parlano infatti di una Domenica In più agile e concentrata, con una durata ridotta rispetto alle edizioni più recenti e una maggiore attenzione alle interviste, da sempre punto di forza della conduttrice. L’obiettivo sarebbe quello di eliminare tempi morti e rendere il ritmo del programma più dinamico e vicino ai gusti del pubblico contemporaneo.Tra le ipotesi sul tavolo ci sarebbe anche quella di introdurre segmenti registrati, una scelta che permetterebbe una gestione più fluida della diretta e una maggiore cura dei contenuti editoriali. Un cambiamento significativo per uno show che ha fatto della spontaneità e dell’immediatezza uno dei suoi marchi di fabbrica. La presunta ristrutturazione voluta da Mara Venier riguarderebbe anche il gruppo dei co-conduttori e degli opinionisti fissi. L’obiettivo della conduttrice veneziana apparirebbe chiaro: alleggerire il proprio carico di lavoro sul palco, circondandosi al contempo di figure con cui vi sarebbe totale sintonia professionale.
In questo scacchiere, l’unica certezza assoluta risponde al nome di Tommaso Cerno. Il giornalista e saggista è stato blindato nel cast fisso e manterrà la guida degli spazi dedicati all'attualità, alla cronaca e all'approfondimento politico, segmenti che hanno dimostrato un'eccellente tenuta in termini di share e gradimento del pubblico generalista. Il discorso si fa più complesso per gli altri componenti. Sebbene nelle ultime settimane si fosse ipotizzato l'addio per diverse figure, le trattative dell’ultimo minuto sembrano confermare la presenza del wedding planner ed esperto di costume Enzo Miccio, il cui contributo nei segmenti dedicati alla leggerezza e alla moda resta un punto di riferimento per il target commerciale della rete.
Destino opposto, invece, per Teo Mammucari: le indiscrezioni di fine giugno danno infatti per certa la sua uscita dal format, una decisione legata alla necessità di rimodulare il ritmo del programma e virare verso un intrattenimento più istituzionale. Dietro le quinte si lavora anche per colmare le partenze e rinnovare lo storico contenitore del dì di festa: i rumors più autorevoli scommettono sull'arrivo di due volti molto amati dal pubblico, Bianca Guaccero e Pino Strabioli.La Guaccero, reduce da ottimi riscontri critici all'interno dei palinsesti della rete ammiraglia, porterebbe una ventata di freschezza e versatilità grazie alle sue doti di attrice e conduttrice. Strabioli, dal canto suo, rappresenta il perfetto connubio tra cultura pop e sensibilità istituzionale; il giornalista ha già collaborato proficuamente con la Venier nella strutturazione degli speciali celebrativi della trasmissione e il suo inserimento stabile garantirebbe interviste d'archivio e ritratti d'autore di altissimo livello.
Con la presentazione ufficiale dei palinsesti Rai ormai imminente, la nuova Domenica In si preannuncia come uno degli appuntamenti cruciali della prossima stagione. Mara Venier è pronta a dimostrare, ancora una volta, la propria centralità nel servizio pubblico, guidando una macchina televisiva rinnovata nel profondo, ma fedele alla sua storica identità popolare.