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"Sarà un viaggio tra gli inferi": Mel Gibson aggiorna sul (folle) sequel de La passione di Cristo

In una recente intervista a The Christian Post, Mel Gibson racconta di come il sequel de La passione di Cristo racconterà i diversi mondi tratti dai vangeli, oltre a mostrare Satana in persona.

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Ventitré anni dopo il fenomeno culturale che ha incassato oltre 600 milioni di dollari al botteghino mondiale, Mel Gibson torna a raccontare la storia di Cristo. Ma questa volta la posta in gioco è molto più alta, letteralmente e metaforicamente. The Resurrection of the Christ non sarà un semplice seguito: sarà un viaggio attraverso dimensioni che i Vangeli menzionano appena, un'esplorazione visiva di regni celesti e infernali che nessun film mainstream ha mai osato affrontare con questa scala di produzione.

Il regista lo ha dichiarato senza mezzi termini in un'intervista a The Christian Post:

"Andrete in regni diversi, ovviamente. Sarete nel firmamento prima della creazione. Sarete nell'Inferno dei giusti, e poi nell'Inferno dei dannati. Salta un po' da una parte all'altra. Non resta solo sul pianeta. Si muove parecchio". -Mel Gibson a The Christian Post

Un'ambizione narrativa che si riflette anche nel budget: 200 milioni di dollari complessivi per i due film, una cifra che fa impallidire i 30 milioni del capostipite, eppure realizzata senza il sostegno di un grande studio hollywoodiano.

The resurrection of the christ - Lionsgate Pictures

The Resurrection of the Christ: Part One arriverà nelle sale il 6 maggio 2027, mentre Part Two è atteso per il 25 maggio 2028. A interpretare Gesù questa volta sarà l'attore finlandese Jaakko Ohtonen, che prende il testimone da Jim Caviezel. La scelta di dividere la storia in due capitoli non è casuale: Gibson vuole tempo e spazio per esplorare non solo la resurrezione in sé, ma tutto ciò che la circonda, comprese le esperienze degli apostoli dopo la morte del loro maestro.

"Penso che questi film saranno di natura ancora più ispiratrice, perché si arriva a vedere tutte le parti più felici, e poi quelle non così felici. Voglio dire, non è stato tutto rose e fiori per gli apostoli; hanno dovuto attraversare delle cose, ma trionfano, e quindi dovrebbe essere ispirante, edificante. E spero che il pubblico possa vedere e sentire che ne è valsa la pena". - Mel Gibson a The Christian Post

Tra le novità più intriganti ci sono le rappresentazioni della caduta degli angeli e dell'origine di Satana, elementi centrali della teologia cristiana ma raramente affrontati nel cinema con questa scala produttiva. Il film promette anche di mostrare il Limbo, il cosiddetto "Inferno dei giusti" dove secondo la tradizione risiedevano le anime degli uomini pii vissuti prima di Cristo, in attesa della redenzione.

La passione di Cristo - Icon Production

Il fatto che il sequel non si concentri esclusivamente sulla resurrezione stessa, ma sui suoi effetti e sulle sue conseguenze cosmiche, rappresenta una scommessa narrativa audace. Gibson non vuole semplicemente mostrare Cristo che risorge: vuole raccontare cosa quella resurrezione ha significato per l'universo intero, per le dimensioni del bene e del male, per le anime in attesa. È un'ambizione che può suonare eccessiva, ma che nelle mani di un regista visionario e polarizzante come Gibson potrebbe tradursi in un'esperienza cinematografica senza precedenti.

La distribuzione in due parti, con quasi un anno di distanza tra l'una e l'altra, permetterà anche di costruire un'attesa che oggi, nell'era dello streaming e del consumo immediato, è diventata quasi un lusso raro. Gibson sta puntando su una narrazione epica che richiede respiro, tempo per essere metabolizzata, discussa, analizzata. Proprio come accadde con il primo film, che divenne non solo un successo commerciale ma un evento culturale capace di generare dibattiti in ogni ambiente, dalle parrocchie alle università.

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