Smiling Friends cancellata dopo la terza stagione, nonostante il grande successo su Adult Swim
Smiling Friends chiude dopo 3 stagioni: i creatori annunciano la fine dello show Adult Swim per burnout. Due episodi finali chiuderanno la serie cult.
di Alba Rossi
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Nel panorama dell'animazione per adulti, poche notizie hanno il potere di sorprendere quanto quella annunciata ieri sera dai creatori di Smiling Friends. Lo show, diventato in pochissimo tempo uno dei pilastri del catalogo Adult Swim e considerato l'erede naturale di Rick and Morty, chiuderà i battenti alla fine della terza stagione. Una decisione che arriva come un fulmine a ciel sereno, soprattutto considerando che nell'agosto del 2024 la serie aveva ottenuto il rinnovo per ben due stagioni aggiuntive, la quarta e la quinta.
La storia di Smiling Friends è quella di un successo costruito quasi dal nulla. Lanciato nel 2020, lo show segue le vicende dei dipendenti di una piccola azienda il cui unico obiettivo è far sorridere i clienti. Dietro questa premessa apparentemente semplice si nasconde una narrazione stratificata, capace di alternare momenti di pura comicità a riflessioni profonde sulla condizione umana, sull'empatia e sulla difficoltà di trovare la felicità nel mondo contemporaneo.
L'ottavo episodio della terza stagione, andato in onda il 30 novembre scorso, rappresenta di fatto l'ultimo capitolo regolare dello show. I fan potranno però contare su due episodi finali aggiuntivi, che arriveranno in una data ancora non specificata e che serviranno a chiudere definitivamente tutte le trame rimaste in sospeso. Un epilogo che i creatori hanno voluto garantire per non lasciare il pubblico con domande irrisolte.
Dal punto di vista produttivo, Smiling Friends ha seguito un percorso particolare. Dopo il debutto nel 2020, ci sono voluti quattro anni prima che la seconda stagione vedesse la luce, un'attesa che aveva fatto preoccupare molti fan. La terza stagione è invece arrivata con un gap molto più ragionevole di circa un anno, facendo pensare che il ritmo produttivo si fosse stabilizzato. Questa accelerazione, però, potrebbe aver contribuito proprio al burnout dichiarato dai creatori.
Adult Swim perde così quello che era diventato il suo show più popolare dopo Rick and Morty, una perdita significativa per un network che ha costruito la propria identità proprio sulla capacità di scoprire e lanciare serie animate capaci di diventare fenomeni culturali. La decisione dei creatori, per quanto comprensibile sul piano umano, lascia un vuoto nel palinsesto e nella community di appassionati che si era formata attorno allo show.
La questione del burnout nell'industria dell'animazione merita una riflessione più ampia. A differenza di quanto si possa pensare, creare una serie animata richiede un investimento di energie fisiche e mentali enorme. Ogni frame deve essere progettato, ogni battuta scritta e riscritta, ogni voce registrata e sincronizzata. Il processo è lungo, meticoloso e spesso frustrante. Non sorprende che creatori giovani come Cusack e Hadel, dopo anni di lavoro intenso, sentano il bisogno di staccare la spina.
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YouTube.com