Sony rilancia Charlie's Angels: ecco cosa sappiamo sul ritorno delle detective più famose del cinema
Sony annuncia nuovo reboot di Charlie's Angels con sceneggiatore Pete Chiarelli. Dopo il flop 2019 con Kristen Stewart, il franchise riparte da zero.
di Alba Rossi
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A sette anni dal controverso tentativo di revival che aveva visto Kristen Stewart nei panni di Sabrina Wilson, Sony Pictures ha ufficialmente annunciato lo sviluppo di un nuovo reboot cinematografico di Charlie's Angels. La notizia, riportata da The Hollywood Reporter, segna l'ennesimo capitolo della travagliata storia moderna di un franchise che ha attraversato momenti di gloria straordinaria e cadute rovinose.
Al momento della pubblicazione, Sony non ha rilasciato commenti ufficiali sul progetto, mantenendo il massimo riserbo sui dettagli produttivi. Tuttavia, fonti vicine allo studio suggeriscono che Drew Barrymore potrebbe tornare come produttrice attraverso la sua banner Flower Films, anche se questa informazione rimane non confermata. Il potenziale coinvolgimento della Barrymore sarebbe simbolicamente potente: lei fu protagonista del reboot cinematografico del 2000 che riscrisse le regole del franchise e generò un successo commerciale clamoroso.
Il primo salto sul grande schermo avvenne nel 2000, quando Columbia Pictures, sussidiaria di Sony, rilasciò il film con Drew Barrymore, Cameron Diaz e Lucy Liu. Quel reboot fu un trionfo: incassò 264,1 milioni di dollari a livello mondiale, una cifra che oggi equivalerebbe a circa 493 milioni, considerando l'inflazione. Il film riuscì nell'impresa di aggiornare il concept anni Settanta con una sensibilità moderna, mescolando action coreografato, umorismo autoironico e una celebrazione dell'empowerment femminile che risuonò con il pubblico globale. Il successo portò inevitabilmente al sequel Charlie's Angels: Full Throttle nel 2003, che pur non replicando i numeri del primo capitolo, confermò la vitalità commerciale del franchise.
Dopo il trionfo cinematografico, nel 2011 arrivò un tentativo di riportare Charlie's Angels in televisione con un nuovo cast. Il revival, però, si rivelò un disastro: venne cancellato dopo appena sette episodi, incapace di catturare l'attenzione di un pubblico televisivo ormai abituato a produzioni più sofisticate e narrazioni complesse.
Kristen Stewart stessa, in interviste successive, avrebbe parlato delle difficoltà produttive e delle tensioni creative sul set, alimentando la narrativa di un progetto problematico fin dall'inizio. Il film venne accolto tiepidamente dalla critica e ignorato dal pubblico, segnando quella che molti considerarono la pietra tombale sul franchise.
Eppure, sette anni dopo, Sony ci riprova. La domanda sorge spontanea: perché uno studio dovrebbe investire nuovamente in un brand che ha dimostrato di essere commercialmente tossico nell'era contemporanea? Le ragioni sono probabilmente molteplici. In primo luogo, il riconoscimento globale del nome Charlie's Angels rimane straordinariamente alto, soprattutto tra il pubblico over 30 che ricorda con affetto i film dei primi anni Duemila. In secondo luogo, l'industria dell'intrattenimento ha dimostrato più volte che un fallimento non condanna necessariamente un franchise per sempre: Batman renacque dalle ceneri di Batman & Robin, Mission: Impossible sopravvisse a un secondo capitolo mediocre, Top Gun esplose dopo 36 anni.
Al momento, di concreto c'è ben poco: nessuna data di uscita, nessun annuncio sul cast, nessuna indicazione sulla direzione narrativa. Il progetto è nelle primissime fasi di sviluppo, quella fase in cui tutto è possibile e nulla è garantito. Hollywood è piena di progetti annunciati che non vedranno mai la luce, e dopo il trauma del 2019, Sony procederà con estrema cautela.
Il franchise Charlie's Angels rappresenta un caso di studio affascinante su come la cultura pop evolva e su come certi brand fatichino a trovare una collocazione nell'immaginario contemporaneo. Nato come prodotto televisivo degli anni Settanta che cavalcava una certa idea di liberazione femminile filtrata attraverso lo sguardo maschile, reinventato con successo nei primi anni Duemila come celebrazione action dell'amicizia femminile, naufragato nel 2019 nel tentativo di caricarsi di significati politici che il pubblico non chiedeva.
Fonte /
THR.com