Spider-Man 4 di Raimi non si farà mai: il regista spiega perché non è più interessato al progetto

Sam Raimi chiude definitivamente la porta a Spider-Man 4 con Tobey Maguire. Il regista spiega perché non tornerà mai a dirigere il quarto capitolo della saga.

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Dopo anni di speculazioni, petizioni online e speranze mai sopite dei fan, Sam Raimi ha messo la parola fine alla possibilità di realizzare Spider-Man 4 con Tobey Maguire. Il regista, che ha definito l'immaginario cinematografico dell'Uomo Ragno nei primi anni Duemila con una trilogia diventata iconica, ha dichiarato in un'intervista recente che non tornerà mai a dirigere il quarto capitolo tanto atteso e mai realizzato.

La notizia arriva mentre Raimi promuove il suo ritorno al cinema horror con Send Help, e rappresenta un momento di chiusura definitiva per una delle saghe incompiute più celebri della storia del cinema cinecomic. Il progetto originale di Spider-Man 4 avrebbe dovuto vedere Tobey Maguire tornare nei panni di Peter Parker per affrontare nuovi villain, tra cui l'Avvoltoio e Mysterio, ma problemi creativi e ritardi nella produzione portarono il regista ad abbandonare il progetto nel 2010.

Raimi ha espresso parole di grande affetto per il franchise e per i produttori che lo hanno reso possibile, lodando in particolare Marvel Studios per essere "migliori che mai" dopo la sua esperienza con Doctor Strange nel Multiverso della Follia. Tuttavia, il regista è stato inequivocabile nel spiegare perché non ha senso resuscitare il suo universo narrativo: Peter Parker e Mary Jane Watson, interpretata da Kirsten Dunst, "sono andati altrove".



La logica di Raimi è cristallina e parte da una considerazione di continuità narrativa. Dopo la sua trilogia, il franchise è stato riavviato con The Amazing Spider-Man di Andrew Garfield, per poi trovare una nuova casa definitiva nel Marvel Cinematic Universe con Tom Holland. Il pubblico contemporaneo è completamente immerso nella storia del giovane Spider-Man di Holland, e per Raimi sarebbe un errore tentare di riportare indietro l'attenzione su una versione del personaggio che ha già concluso il suo arco narrativo principale.

Il regista ha utilizzato una metafora particolarmente evocativa per spiegare il suo punto di vista: quella della torcia olimpica. Raimi si vede come un portatore temporaneo di un simbolo più grande di lui, un personaggio nato dalla genialità di Stan Lee e arricchito da decenni di scrittori e artisti dei fumetti Marvel. Dopo quarant'anni di storie a fumetti, a lui è stata affidata temporaneamente la responsabilità di portare avanti quella tradizione sul grande schermo. Ma dopo tre film, quella torcia è stata passata ad altri, e il pubblico sta ora seguendo il nuovo portatore.

Le dichiarazioni più recenti sembrano chiudere definitivamente ogni spiraglio. Raimi ritiene che Tom Holland meriti tutta l'attenzione e la continuità narrativa che il franchise può offrire, senza distrazioni nostalgiche che potrebbero frammentare l'esperienza del pubblico. È una posizione di rispetto verso il lavoro di chi è venuto dopo, ma anche di consapevolezza che ogni cosa ha il suo tempo e il suo momento per finire.

Questo non significa necessariamente che Tobey Maguire non tornerà mai più come Spider-Man. La Multiverse Saga del MCU è ancora in pieno svolgimento, e i film della saga Spider-Verse animata hanno dimostrato quanto sia potente e commercialmente vincente il concetto di universi paralleli. Ci sono ancora molte opportunità per vedere il Peter Parker originale tornare in azione, anche se non sarà sotto la direzione di colui che lo ha reso immortale sullo schermo.

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