Spider-Man 4 di Raimi non si farà mai: il regista spiega perché non è più interessato al progetto
Sam Raimi chiude definitivamente la porta a Spider-Man 4 con Tobey Maguire. Il regista spiega perché non tornerà mai a dirigere il quarto capitolo della saga.
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Dopo anni di speculazioni, petizioni online e speranze mai sopite dei fan, Sam Raimi ha messo la parola fine alla possibilità di realizzare Spider-Man 4 con Tobey Maguire. Il regista, che ha definito l'immaginario cinematografico dell'Uomo Ragno nei primi anni Duemila con una trilogia diventata iconica, ha dichiarato in un'intervista recente che non tornerà mai a dirigere il quarto capitolo tanto atteso e mai realizzato.
Raimi ha espresso parole di grande affetto per il franchise e per i produttori che lo hanno reso possibile, lodando in particolare Marvel Studios per essere "migliori che mai" dopo la sua esperienza con Doctor Strange nel Multiverso della Follia. Tuttavia, il regista è stato inequivocabile nel spiegare perché non ha senso resuscitare il suo universo narrativo: Peter Parker e Mary Jane Watson, interpretata da Kirsten Dunst, "sono andati altrove".
Il regista ha utilizzato una metafora particolarmente evocativa per spiegare il suo punto di vista: quella della torcia olimpica. Raimi si vede come un portatore temporaneo di un simbolo più grande di lui, un personaggio nato dalla genialità di Stan Lee e arricchito da decenni di scrittori e artisti dei fumetti Marvel. Dopo quarant'anni di storie a fumetti, a lui è stata affidata temporaneamente la responsabilità di portare avanti quella tradizione sul grande schermo. Ma dopo tre film, quella torcia è stata passata ad altri, e il pubblico sta ora seguendo il nuovo portatore.
Le dichiarazioni più recenti sembrano chiudere definitivamente ogni spiraglio. Raimi ritiene che Tom Holland meriti tutta l'attenzione e la continuità narrativa che il franchise può offrire, senza distrazioni nostalgiche che potrebbero frammentare l'esperienza del pubblico. È una posizione di rispetto verso il lavoro di chi è venuto dopo, ma anche di consapevolezza che ogni cosa ha il suo tempo e il suo momento per finire.
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