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Star Wars ha appena svelato un nuovo segreto sulla specie di Yoda e Grogu, ed era nascosto davanti a tutti

The Mandalorian and Grogu ha svelato un nuovo dettaglio sulla misteriosa specie di Yoda: una scena del film nasconde un legame tutt'altro che casuale con Dagobah.

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A quasi cinquant'anni dal debutto di Yoda ne L'Impero colpisce ancora, Star Wars continua a custodire gelosamente uno dei suoi misteri più longevi. Non conosciamo ancora il nome della sua specie, il suo pianeta d'origine o il motivo per cui alcuni dei suoi membri sembrino avere un legame così potente con la Forza. Ma The Mandalorian and Grogu potrebbe aver appena aggiunto un piccolo ma sorprendente tassello al puzzle. E la maggior parte degli spettatori potrebbe non essersene nemmeno accorta.

La rivelazione riguarda una delle sequenze più intime del film di Jon Favreau, quella ambientata su Nal Hutta dopo che Din Djarin viene avvelenato durante lo scontro con il Dragonsnake. Il Mandaloriano si ritrova temporaneamente debilitato e, per una volta, i ruoli tra padre e figlio vengono completamente ribaltati: è Grogu a doversi prendere cura dell'uomo che fino a quel momento lo aveva protetto praticamente da ogni pericolo.

Mentre Din cerca di riprendersi, Grogu costruisce per lui un piccolo rifugio. A prima vista potrebbe sembrare soltanto un'altra delle numerose citazioni disseminate nel film, perché la struttura ricorda immediatamente la capanna nella quale Yoda viveva su Dagobah durante il suo esilio. Il riferimento non è casuale. A chiarirlo è stato John Knoll, supervisore degli effetti visivi di The Mandalorian and Grogu e una delle figure più importanti nella storia di Industrial Light & Magic.

The Mandalorian and Grogu, fonte: Lucasfilm

Parlando della sequenza, Knoll ha spiegato che la capacità di costruire rifugi di quel tipo sarebbe legata a una sorta di “memoria genetica” della specie di Grogu: il piccolo non avrebbe quindi bisogno di aver visto Yoda costruire la propria capanna o di aver ricevuto istruzioni specifiche. Sarebbe qualcosa che sa fare istintivamente. Una spiegazione apparentemente piccola, ma piuttosto importante considerando quanto poco Lucasfilm abbia raccontato in quasi mezzo secolo sulla specie di Yoda.

Fin dal suo debutto nel 1980, infatti, il Maestro Jedi è rimasto avvolto nel mistero. La trilogia prequel introdusse Yaddle, un altro membro della stessa specie presente nel Consiglio Jedi, mentre The Mandalorian aggiunse Grogu. Eppure nemmeno l'arrivo di quello che inizialmente tutti chiamavano semplicemente “Baby Yoda” ha portato Lucasfilm a svelarne nome, provenienza o storia. La stessa Lucasfilm continua ufficialmente a indicare Grogu semplicemente come un membro della stessa specie di Yoda.

Jon Favreau, parlando insieme al cast prima dell'uscita del film, ha persino scherzato sul fatto che George Lucas non abbia mai definito quella specie e che nemmeno loro lo abbiano fatto. Proprio per questo la spiegazione di Knoll acquista un peso particolare. Se la costruzione di quel tipo di rifugio deriva davvero da una memoria genetica, la capanna di Yoda su Dagobah potrebbe non essere stata soltanto una sistemazione improvvisata durante l'esilio. La sua forma potrebbe riflettere qualcosa di molto più antico e appartenere alla cultura, o comunque agli istinti, della misteriosa specie.

The Mandalorian and Grogu, fonte: Lucasfilm

L'idea era stata suggerita già dallo stesso Jon Favreau. Nel commento al film, il regista aveva spiegato che sia la capanna costruita da Grogu sia il bastone utilizzato dal piccolo erano stati pensati per richiamare deliberatamente Yoda. Favreau aveva quindi ipotizzato che elementi di questo tipo potessero essere legati al loro mondo d'origine. La spiegazione successiva di Knoll sulla memoria genetica rende quel collegamento ancora più interessante. La scena, però, non serve soltanto ad aggiungere un nuovo frammento alla mitologia di Star Wars.

Knoll ha spiegato che dietro quel momento c'è anche uno dei temi centrali di The Mandalorian and Grogu: prima sono gli adulti a proteggere i più giovani, poi arriva inevitabilmente il momento in cui i ruoli possono invertirsi. Per anni Din Djarin ha difeso Grogu quando il piccolo non era ancora in grado di badare a se stesso; quando il Mandaloriano diventa vulnerabile a causa del veleno, Grogu cerca invece di proteggerlo dagli elementi e dalle creature di Nal Hutta. È un passaggio particolarmente significativo considerando il percorso compiuto dal personaggio.

The Mandalorian and Grogu, fonte: Lucasfilm

Alla fine della terza stagione di The Mandalorian, Din ha adottato ufficialmente Grogu come proprio apprendista, mentre nel film Favreau ha voluto mostrare un bambino ormai molto più indipendente e capace di affrontare alcune situazioni senza essere continuamente salvato. Il regista ha spiegato che Grogu non sta più seguendo il percorso tradizionale di un giovane Jedi, ma conserva ciò che ha imparato durante il suo addestramento. Ha studiato con Luke Skywalker, si trovava nel Tempio Jedi prima dell'Ordine 66 e il film suggerisce persino che possa aver incontrato Yoda. Grogu continua inoltre a meditare e ad affinare autonomamente il proprio rapporto con la Forza mentre, parallelamente, Din lo addestra secondo la tradizione mandaloriana.

The Mandalorian and Grogu sembra quindi utilizzare quella piccola capanna per raccontare contemporaneamente due cose. Da una parte mostra quanto Grogu sia cresciuto e come il rapporto con Din stia diventando sempre più reciproco; dall'altra offre uno dei rarissimi indizi concreti su una specie che Star Wars continua intenzionalmente a mantenere misteriosa. Non sappiamo ancora da dove arrivino Yoda, Yaddle e Grogu. Non conosciamo il nome del loro popolo e non sappiamo nemmeno se esista ancora un loro pianeta d'origine. Ma dopo quasi cinquant'anni potremmo aver scoperto almeno una cosa: quella piccola capanna su Dagobah in The Mandalorian and Grogu che sembrava semplicemente la casa scelta da Yoda durante il suo esilio potrebbe nascondere molto più della semplice nostalgia per L'Impero colpisce ancora.

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