Star Wars, Ian McDiarmid svela la serie su Palpatine mai realizzata: ecco cosa aveva immaginato George Lucas
Ian McDiarmid racconta il progetto mai realizzato di George Lucas su Palpatine di Guerra Stellari, e spiega perché oggi una serie potrebbe funzionare ancora meglio.
L'Imperatore Palpatine non è semplicemente uno dei villain più iconici di Star Wars: è il filo conduttore invisibile che attraversa ogni era della Saga degli Skywalker. Ogni conflitto maggiore, dalla Guerra dei Cloni alla caduta dell'Impero Galattico, trova la sua origine nella mente strategica di Darth Sidious, il Signore Oscuro dei Sith che ha orchestrato la distruzione dell'Ordine Jedi e la nascita del regime imperiale. Quello che molti fan non sanno è che George Lucas, prima di vendere il franchise a Disney, aveva discusso la possibilità di realizzare una serie televisiva interamente dedicata al personaggio.
La rivelazione è arrivata direttamente da Ian McDiarmid, l'attore britannico che ha dato volto e voce a Palpatine in tutte le trilogie. Durante una recente apparizione allo SpaceCon di San Antonio, insieme a Hayden Christensen e Jimmy Smits, McDiarmid ha condiviso un aneddoto che ha immediatamente acceso l'immaginazione dei presenti, rivelando che Lucas gli aveva proposto l'idea durante un pranzo, in un periodo in cui Star Wars in formato seriale televisivo sembrava ancora una possibilità remota e sperimentale.Secondo quanto raccontato dall'attore, il creatore della saga aveva immaginato una serie che seguisse i progressi dell'Imperatore nei suoi primi anni di potere assoluto, dopo la proclamazione dell'Impero Galattico vista in La Vendetta dei Sith. Lucas aveva esplicitamente paragonato il concept all'ascesa di Hitler, suggerendo un racconto che mostrasse le difficoltà iniziali nel consolidare il controllo, le resistenze interne, e persino alcuni tentativi di assassinio destinati ovviamente a fallire. L'idea prevedeva che McDiarmid non solo recitasse, ma potesse anche dirigere alcuni episodi, un'opportunità che aveva entusiasmato profondamente l'attore prima che il progetto venisse abbandonato.
È possibile che queste discussioni fossero collegate a Star Wars: Underworld, la leggendaria serie mai realizzata che Lucas aveva sviluppato per esplorare il mondo criminale e il panorama politico durante l'ascesa dell'Impero. Sappiamo che Underworld avrebbe incluso archi narrativi legati a Palpatine, ma le dichiarazioni di McDiarmid lasciano intendere che potesse esistere anche un progetto separato, interamente focalizzato sul personaggio. Comunque l'acquisizione di Lucasfilm da parte di Disney nel 2012 ha cambiato completamente le carte in tavola, e queste idee sono rimaste nel cassetto delle occasioni mancate.
Ma se oggi Lucasfilm decidesse di riesumare il concetto, sarebbe davvero sensato ambientarlo nel periodo immediatamente successivo alla nascita dell'Impero? Probabilmente no. Dal 2012 a oggi, il periodo dei Tempi Oscuri tra i prequel e la trilogia originale è stato ampiamente esplorato attraverso serie come Andor, Obi-Wan Kenobi, The Bad Batch e Rebels. Il pubblico ha già assistito alle dinamiche del regime imperiale in piena operatività, alle cacce agli Jedi sopravvissuti, alla nascita della Ribellione, ragion per cui continuare a battere questa strada rischia di saturare ulteriormente un'era già molto frequentata.Esiste invece un periodo della vita di Palpatine che rimane avvolto nel mistero, un capitolo narrativo che nel canone ufficiale attuale non è mai stato raccontato sullo schermo: gli anni della sua giovinezza come Sheev Palpatine, senatore di Naboo, e soprattutto come apprendista Sith di Darth Plagueis. Questo è il vero buco nero narrativo che potrebbe meritare di essere esplorato, il punto di origine della più grande minaccia che la galassia abbia mai affrontato.
Nel canone Legends, oggi non più ufficiale, il romanzo Darth Plagueis di James Luceno raccontava l'ascesa di un giovane Sheev Palpatine sotto la guida del suo maestro Sith, ossessionato dal controllo della vita e della morte attraverso i midi-chlorian. Una storia fatta di manipolazione, tradimenti e ambizione politica. Invece nel canone Disney, Darth Plagueis è stato soltanto citato nel celebre dialogo tra Palpatine e Anakin ne La vendetta dei Sith, lasciando tutto il resto avvolto nel mistero.
È proprio questo il periodo che meriterebbe di essere esplorato, con una serie che potrebbe mostrare i primi passi di Palpatine nel Lato Oscuro, la sua lenta trasformazione in Darth Sidious, l'ascesa politica su Naboo e il rapporto con Plagueis, fino al tradimento che lo avrebbe portato a diventare il Signore Oscuro dei Sith. Sarebbe uno Star Wars raccontato dal punto di vista del villain, un character study oscuro e adulto, perfettamente in linea con il tono dimostrato da Andor. Resta però da capire se Lucasfilm avrà mai la voglia di realizzare un progetto simile.
Finora il nuovo canone ha preferito concentrarsi su eroi e figure moralmente ambigue, mentre le origini di Palpatine continuano a essere uno dei più grandi vuoti narrativi della saga. Anche Ian McDiarmid ha più volte ribadito di essere disposto a tornare nei panni dell'Imperatore, rendendo il progetto ancora più affascinante. Naturalmente una serie del genere dovrebbe evitare qualsiasi tentazione di umanizzare il personaggio: il fascino di Palpatine risiede proprio nella sua scelta consapevole del potere e della crudeltà. Dopo The Mandalorian & Grogu, resta da capire se Lucasfilm avrà il coraggio di raccontare la storia che i fan aspettano da decenni: le vere origini dell'Imperatore.