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Steven Spielberg produrrà il film di The Mandela Catalogue, il fenomeno horror di YouTube conquista Hollywood

Steven Spielberg produrrà l'adattamento cinematografico di The Mandela Catalogue, la celebre serie horror analogica di YouTube. Ecco chi dirigerà il film dopo una gara tra 11 studios.

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Steven Spielberg sta per portare sul grande schermo uno dei fenomeni horror più inquietanti nati su YouTube. Il leggendario regista è ufficialmente coinvolto nell'adattamento cinematografico di The Mandela Catalogue, la serie web che ha ridefinito il concetto di terrore digitale e conquistato una generazione di spettatori attraverso i suoi video criptici e disturbanti.

L'annuncio arriva dopo una battaglia feroce tra ben 11 studios diversi per accaparrarsi i diritti cinematografici della serie creata da Alex Kister. A spuntarla è stata Amazon MGM Studios, che produrrà il film insieme ad Amblin Entertainment di Spielberg e United Artists di Scott Stuber. Una competizione così agguerrita testimonia il valore commerciale e culturale che l'horror analogico di YouTube ha acquisito negli ultimi anni, trasformandosi da fenomeno di nicchia a proprietà intellettuale appetibile per Hollywood.

Kister, il giovane creatore della serie, dirigerà personalmente l'adattamento cinematografico da una sceneggiatura co-scritta con Tyler Clifton. Entrambi figureranno anche tra i produttori, garantendo che la visione originale non venga stravolta nel passaggio dal formato episodico web al lungometraggio. Completano il team produttivo Holly Bario per Amblin Entertainment, Aaron B. Koontz per Paper Street Pictures e Nick Nesbitt per United Artists, mentre Maria Fortese e Annie McCreery supervisioneranno la produzione rispettivamente per Amblin e United Artists.

The Mandela Catalogue si presenta come una collezione frammentaria di registrazioni provenienti dalla fittizia Mandela County, nel Wisconsin. I video documentano l'invasione di creature soprannaturali chiamate Alternates, entità capaci di assumere le sembianze degli esseri umani della contea. Ogni nuovo volume della serie svela progressivamente strati narrativi aggiuntivi, introducendo personaggi ed eventi collocati in momenti temporali diversi, costringendo gli spettatori a ricomporre il puzzle di una timeline terrificante.

La serie è considerata una pietra miliare dell'analog horror moderno su YouTube, un sottogenere che simula filmati d'archivio, documentari o found footage per creare clip apparentemente autentiche che formano una cronologia del terrore. A differenza dell'horror tradizionale che punta su jump scare e violenza esplicita, l'analog horror lavora sull'ambiguità, sull'inquietudine crescente, sulla sensazione che qualcosa di profondamente sbagliato si nasconda dietro immagini apparentemente innocue di annunci di servizio pubblico, videocassette didattiche o registrazioni amatoriali.

Ricordiamo che Spielberg non è nuovo all'horror psicologico e al cinema che gioca con le paure primordiali dello spettatore. Il suo coinvolgimento arriva appena un mese dopo l'uscita di Disclosure Day, il suo primo film prominente sugli extraterrestri dai tempi de La guerra dei mondi del 2005. Il thriller fantascientifico ha raccolto ottime recensioni e 199 milioni di dollari al box office globale a fronte di un budget di 115 milioni, dimostrando che il regista mantiene intatto il suo tocco magico anche quando esplora territori di genere.

L'adattamento di The Mandela Catalogue si inserisce in una tendenza sempre più consolidata: film horror nati da progetti YouTube stanno conquistando il mainstream cinematografico. I fratelli Philippou hanno fatto il salto con Talk to Me e il suo sequel Bring Her Back, mentre Curry Barker ha portato al cinema Obsession. Ma l'esempio più eclatante rimane Backrooms, diretto da Kane Parsons e ambientato nello stesso universo della sua serie web analog horror, che ha incassato 331 milioni di dollari ottenendo al contempo il plauso della critica.

Backrooms, fonte: A24

Sebbene The Mandela Catalogue condivida con Backrooms alcuni elementi come la presentazione criptica e gli elementi soprannaturali, si tratta di esperienze narrative profondamente diverse. Backrooms esplora spazi liminali infiniti e l'angoscia dell'essere intrappolati in corridoi ufficio senza fine. The Mandela Catalogue invece costruisce una struttura narrativa simile a un enigma, con una presentazione minacciosa che costringe gli spettatori a osservare frammenti della storia più ampia della contea, rivelando lentamente la natura degli Alternates e il loro impatto sulla popolazione.

Non è ancora chiaro se il film adatterà direttamente episodi della serie web per il grande schermo o se seguirà l'approccio di Backrooms, ovvero una storia originale collegata al materiale di partenza ma narrativamente indipendente. Questa seconda opzione potrebbe rivelarsi strategicamente più efficace, permettendo ai neofiti di godersi il film senza conoscere la serie, mentre i fan della prima ora potrebbero scoprire nuovi angoli dell'universo di Mandela County.

Talk to Me, fonte: A24

L'arrivo di The Mandela Catalogue sul grande schermo conferma quanto l'analog horror sia ormai diventato uno dei fenomeni più interessanti degli ultimi anni. Nato su YouTube, questo sottogenere ha conquistato milioni di spettatori grazie a un linguaggio fatto di videocassette rovinate, trasmissioni televisive disturbate e inquietanti falsi filmati d'archivio, dimostrando di poter competere anche con l'horror tradizionale. Al momento non sono stati rivelati dettagli sulla trama, sul cast o sulla data di uscita del film, ma il coinvolgimento di Steven Spielberg, Amazon MGM Studios e dello stesso Alex Kister lascia intendere che il progetto rappresenti una delle scommesse più importanti dell'horror contemporaneo.

Per il creatore della serie, nato su YouTube con produzioni realizzate in autonomia, si tratta di un salto straordinario verso Hollywood. E il successo dell'analog horror al cinema sembra essere solo all'inizio. Proprio nelle scorse settimane, infatti, Warner Bros. si è assicurata i diritti di Siren Head, un altro horror nato sul web che punta a seguire il percorso tracciato dal successo di Backrooms, con il coinvolgimento di Zach Greeger di Weapons.

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