Stick: Timothy Oliphant da nemico a protagonista nella seconda stagione della serie Apple TV+
Timothy Olyphant promosso a protagonista fisso in Stick 2 su Apple TV+. Da guest star a serie regular: tutto sul ritorno di Clark Ross nella comedy con Owen Wilson.
La comedy sportiva di Apple TV ha deciso di alzare la posta. Timothy Olyphant, che nella prima stagione di Stick aveva interpretato Clark Ross con un ruolo ricorrente ma significativo, è stato promosso a serie regular per la seconda stagione. Una mossa che conferma quanto il suo personaggio abbia conquistato pubblico e produzione, trasformandosi da presenza occasionale a pilastro narrativo dello show.
La notizia, riportata da Deadline, arriva accompagnata da un'altra promozione importante: anche Judy Greer, che interpretava Amber-Linn, l'ex moglie del protagonista Pryce Cahill, diventa parte del cast principale. Due upgrade che ridisegnano gli equilibri della serie creata da Jason Keller, lasciando presagire un coinvolgimento ancora più profondo dei loro personaggi nelle vicende della seconda stagione.
Per chi non avesse ancora scoperto Stick, la prima stagione segue le vicende di Pryce Cahill, un golfista professionista in disgrazia interpretato da Owen Wilson. Ritiratosi dalle competizioni e con una vita personale a pezzi, Pryce incontra Santi Wheeler, giovane talento del golf che potrebbe rappresentare la sua occasione di redenzione. Insieme intraprendono un viaggio nel circuito golfistico, accompagnati da Mitts, l'ex caddy di Pryce interpretato da Marc Maron, da Elena Wheeler (Mariana Treviño), madre protettiva di Santi, e da Zero (Lilly Kay), barista diventata caddy del giovane atleta.
Clark Ross, il personaggio di Olyphant, entra in scena come ex rivale e compagno di golf di Pryce. Un antagonista classico, almeno in apparenza. Durante la prima stagione non mancano i momenti profondamente antipatici, quelli che ti fanno sperare in una sconfitta clamorosa del personaggio. Eppure nel finale qualcosa scricchiola in questa costruzione binaria di buoni e cattivi. In una scena con Pryce e Santi emerge un barlume di umanità, una crepa nell'armatura del villain che lascia intravedere possibilità narrative diverse.
Ed è proprio qui che la promozione a serie regular diventa intrigante. Olyphant avrà più spazio per esplorare le sfumature di Clark: continuerà a essere l'antagonista che tutti amano odiare o la serie imboccherà la strada della redenzione. Entrambe le direzioni sono percorribili, ma la presenza garantita in tutti gli episodi suggerisce un arco narrativo complesso, lontano dalle comparsate sporadiche.
La prima stagione di Stick ha ricevuto un'accoglienza generalmente positiva, raccogliendo un 82 percento di gradimento dalla critica su Rotten Tomatoes. La serie si inserisce in quel filone di sport comedy che negli ultimi anni ha trovato nuova linfa nelle piattaforme streaming. Non si tratta di show puramente sportivi, ma di dramedy che usano lo sport come metafora per esplorare seconde possibilità, relazioni complicate, ambizioni frustrate. Il golf, con i suoi ritmi contemplativi e il suo sottobosco di ego e rivalità, si presta perfettamente a questo tipo di narrazione.
La promozione di Olyphant e Greer a serie regular dice molto sulle intenzioni creative di Stick per la sua seconda stagione. Non si tratta semplicemente di dare più minutaggio a personaggi che hanno funzionato, ma di riconoscere che le dinamiche più interessanti dello show si trovano proprio nelle relazioni complicate, nelle rivalità irrisolte, negli ex che tornano a complicare le cose. Clark e Amber-Linn rappresentano il passato di Pryce, quello da cui cerca di scappare e che continua a inseguirlo. Renderli presenze costanti significa esplorare più a fondo quel passato, farlo diventare parte integrante del presente narrativo.