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Su Netflix, c'è un film action del 2009 che è diventato un caso studio per gli appassionati del genere

Blood and Bone (2009) con Michael Jai White è il film che ha formato i registi di Extraction e Black Panther. Analisi del cult action a basso budget.

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Ci sono film che nascono nell'ombra, lontani dai riflettori dei multiplex, eppure riescono a lasciare un'impronta profonda nel cinema d'azione. Blood and Bone è uno di questi. Diretto da Ben Ramsey nel 2009, questo thriller marziale con Michael Jai White protagonista non ha avuto una distribuzione cinematografica tradizionale, eppure è diventato un caso di studio per gli appassionati del genere. Non solo per le coreografie mozzafiato o per la performance carismatica del suo protagonista, ma soprattutto perché ha funzionato come incubatore di talenti che avrebbero poi ridefinito l'action contemporaneo.

Michael Jai White interpreta Isaiah Bone, un ex Marine appena uscito di prigione che arriva a Los Angeles con un obiettivo preciso, anche se inizialmente oscuro. Bone si immerge nel mondo violento dei combattimenti clandestini di strada, dove si costruisce rapidamente una reputazione grazie alla sua capacità di abbattere gli avversari con un singolo calcio ben piazzato. La sua fama attira l'attenzione di James, un boss criminale locale interpretato da Eamonn Walker, che controlla il giro degli scontri illegali. Ma Blood and Bone non è il solito film di botte e vendetta lineare.

La sceneggiatura di Michael Andrews svela gradualmente che Bone non combatte per denaro o gloria personale. Durante la sua permanenza in carcere ha conosciuto un giovane di nome Danny, che prima di morire gli ha chiesto di prendersi cura della moglie Angela e del loro figlio. Il colpo di scena è che Angela è ora la compagna di James, lo stesso boss che ha fatto imprigionare Danny con false accuse. Questa rivelazione trasforma la narrazione: Bone non è un semplice picchiatore in cerca di riscatto, ma un uomo che si muove con metodo chirurgico, entrando nell'orbita del nemico per smantellarlo dall'interno.

Questa profondità narrativa distingue Blood and Bone dalla massa degli action che affollano gli scaffali digitali. Isaiah Bone è un personaggio che pensa prima di agire, che usa la violenza come strumento tattico, non come sfogo emotivo. Anche nella scena finale, quando affronta James in un duello che il boss crede di dominare grazie a una katana, Bone dimostra la sua superiorità mentale disarmandolo utilizzando soltanto una fodero di spada. È un momento simbolico: l'intelligenza batte la forza bruta, la strategia supera l'arroganza (come in questo k-drama, in cui la mente viene usata come arma letale). Questa caratterizzazione del protagonista nasce dal rapporto stretto tra Ramsey e White, che si conoscevano da tempo.

Come ha spiegato lo stesso regista in un'intervista, voleva creare un personaggio che rispecchiasse le sensibilità di White come artista marziale e come attore. Non un semplice action hero muscolare, ma un combattente pensante, capace di leggere le situazioni e di anticipare le mosse altrui. È evidente già nella sequenza d'apertura, ambientata nel carcere, dove Bone affronta un gruppo di detenuti e li sconfigge nonostante sia in inferiorità numerica e disarmato. La mente è l'unica arma di cui ha davvero bisogno.

Il film non ha avuto una distribuzione cinematografica negli Stati Uniti ed è uscito direttamente in home video, un destino che sembrava condannarlo all'oblio. Invece, grazie al passaparola tra gli appassionati di arti marziali e alla disponibilità su piattaforme di streaming come Netflix, Blood and Bone ha trovato il suo pubblico. È diventato un punto di riferimento per chi cerca action puro, senza compromessi, dove la fisicità degli attori e la precisione delle coreografie contano più degli effetti digitali.

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