Supergirl crolla al box office USA: il secondo weekend è già tra i peggiori di sempre per un cinecomic
Dopo un debutto già deludente, il film DC registra uno dei peggiori crolli di sempre per un cinecomic: il traguardo del pareggio appare ormai lontanissimo.
Il DC Universe affronta la sua prima grande crisi dato che Supergirl, il secondo capitolo cinematografico del rilancio guidato da James Gunn e Peter Safran, sta vivendo un tracollo senza precedenti al box office americano durante il suo secondo weekend di programmazione. I numeri sono impietosi: dopo un debutto da 37,1 milioni di dollari già considerato deludente, il film è precipitato a una proiezione di appena 9 milioni per il weekend del 3-5 luglio 2026, segnando un calo verticale del 76%.
Ma la caduta libera di Supergirl non si limita ai freddi numeri percentuali visto che il film, che vede Milly Alcock nei panni della Ragazza d'Acciaio impegnata in una missione per salvare il suo super-cane Krypto insieme alla giovane Ruthye interpretata da Eve Ridley, è scivolato dalla seconda alla quarta posizione della classifica americana. Sopra di lei si piazzano ora Toy Story 5 della Pixar al secondo posto, il nuovo arrivo Minions & Monsters al primo e Young Washington al terzo. Un declassamento che racconta di un pubblico che ha rapidamente voltato le spalle al titolo dopo un weekend d'apertura già sottotono.
Quel debutto da 37,1 milioni aveva già fatto suonare campanelli d'allarme, poiché parliamo di meno di un terzo rispetto ai 125 milioni incassati da Superman nel suo weekend d'esordio del 2025, il film che aveva inaugurato questo nuovo universo condiviso DC con ben altre aspettative. La differenza tra i due risultati evidenzia un problema strutturale: se Superman aveva convinto il pubblico a dare fiducia al reboot, Supergirl non è riuscita a mantenere vivo quell'entusiasmo, anzi lo ha fatto evaporare nel giro di una settimana.
A rendere il quadro ancora più significativo c'è un retroscena emerso nelle ultime ore visto che secondo un nuovo report, James Gunn ed i vertici dei DC Studios erano perfettamente consapevoli che Supergirl fosse un progetto particolarmente delicato. Proprio per questo motivo il film è stato sottoposto a un processo di test screening molto più approfondito del previsto, arrivando addirittura a far valutare al pubblico due montaggi differenti prima dell'uscita nelle sale.
Una procedura piuttosto insolita, che dimostra come lo studio abbia cercato fino all'ultimo di individuare la versione più efficace del film. Insomma il team creativo aveva già provato a correggere eventuali criticità prima del debutto ufficiale, ma alla luce dei numeri del box office è evidente che quei cambiamenti non sono bastati a invertire la rotta. Il flop di Supergirl, quindi, appare ancora più difficile da spiegare.