Supergirl, il retroscena sul flop: James Gunn arrivò a far testare due montaggi prima dell'uscita
Un nuovo report ricostruisce la travagliata post-produzione di Supergirl: due montaggi in competizione, tensioni creative tra James Gunn e Craig Gillespie e test screening deludenti.
Quando a marzo scorso DC Studios ha organizzato quello che nel gergo hollywoodiano si chiama un "bakeoff" – una competizione tra due montaggi diversi dello stesso film – per Supergirl, nessuno si aspettava che i punteggi dei test tenessero risultati molto negativi. Eppure è esattamente quello che è successo, secondo un nuovo report. Due versioni del film, una curata dal regista Craig Gillespie e l'altra assemblata dallo studio guidato da James Gunn e Peter Safran, sono state proiettate davanti a pubblici di prova, ma il risultato è stato un momento di estrema delusione per tutti i coinvolti.
Stando a The Hollywood Reporter i test screening, che si misurano su una scala fino a 100 punti, non erano mai riusciti a superare quota 60 durante l'intero processo di post-produzione, secondo quanto riferito da diverse fonti interne. Un'altra fonte sostiene che il punteggio massimo raggiunto fosse stato 70, ma comunque lontano dai numeri che solitamente garantiscono un successo commerciale. Quando le due versioni concorrenti sono state testate a marzo, i punteggi sono inspiegabilmente calati, con la versione dello studio che ha prevalso sulla cut di Gillespie per appena due punti.Le riprese si erano concluse nel maggio 2025, ma già dall'autunno di quell'anno lo studio e il regista sapevano che qualcosa non funzionava. Dopo un test screening di dicembre che aveva dato risultati mediocri, DC Studios ha deciso di prendere in mano la situazione, assumendo il controllo della post-produzione per realizzare un proprio montaggio, una mossa che nel mondo del cinema è sempre sintomo di tensioni creative profonde.
La posta in gioco era particolarmente alta per DC, visto che Supergirl doveva essere il primo test importante per la divisione di Warner Bros. dopo il lancio inaugurale dell'anno precedente con Superman, l'unico film finora scritto e diretto da James Gunn. Il progetto doveva dimostrare che lo studio poteva espandersi oltre i lavori diretti personalmente da Gunn, il regista di punta dietro i film dei Guardiani della Galassia, Peacemaker e The Suicide Squad, nonché volto pubblico del brand DC.
Ed ora sappiamo come è andata a finire, visto che il film con protagonista Milly Alcock nei panni dell'eroina kryptoniana, realizzato con un budget stimato intorno ai 180 milioni di dollari, si è schiantato al botteghino nel weekend di apertura, incassando appena 37,1 milioni di dollari in USA. Un risultato persino inferiore al famigerato flop Joker: Folie à Deux del 2024, che aveva debuttato con 37,6 milioni e che non era stato prodotto da Gunn e Safran.A quel punto le domande si sono moltiplicate. Milly Alcock era la scelta giusta per il ruolo? Craig Gillespie, noto per aver diretto Margot Robbie verso una nomination agli Oscar con I, Tonya, era il regista appropriato per questo tipo di film? Il pubblico è semplicemente stanco dei supereroi? L'uscita a fine giugno è stata un errore di strategia? Il budget era troppo alto? Ma forse i semi del fallimento erano stati piantati molto prima, durante il processo creativo stesso.
Secondo numerose fonti interpellate da The Hollywood Reporter, Gunn e Gillespie hanno avuto divergenze creative significative sulla direzione del film, e il progetto non ha mai trovato il suo equilibrio durante la post-produzione. "Dire che non erano allineati creativamente è il modo educato di descrivere la situazione", ha dichiarato una fonte interna. Altre fonti contestano questa caratterizzazione, sostenendo che Gunn, Safran e Gillespie abbiano avuto la normale quantità di frizione costruttiva che ogni regista e studio sperimentano nel processo di miglioramento di un film. E diverse fonti affermano che i due rispettano le capacità registiche di Gillespie.
Uno dei punti di attrito principali riguardava la musica, visto che sin dal primo film dei Guardiani della Galassia, Gunn si è affermato come maestro delle colonne sonore e del cosiddetto "needle drop", l'arte di inserire la canzone giusta al momento giusto. Ma anche Gillespie vanta una solida reputazione nel fondere musica e cinema, come dimostrato in Crudelia del 2021, dove ha trasformato la cattiva Disney in una ribelle punk rock nella scena della moda londinese.
Il film ha avuto almeno quattro test screening, con proiezioni a dicembre 2025 e poi a febbraio e marzo di quest'anno. E mentre utenti dei social media e critici hanno deriso l'uso nel film di una cover della canzone "The Middle" dei Jimmy Eat World, durante lo screening di febbraio il grande momento musicale nella sequenza finale era una cover di "Girls Just Want to Have Fun" di Cyndi Lauper. Quella scelta musicale veniva da Gunn, ma alla fine è stata abbandonata per la cover dei Jimmy Eat World, anch'essa una scelta di Gunn.
La post-produzione di Supergirl ha visto il coinvolgimento di due montatori: da una parte Tatiana S. Riegel, storica collaboratrice di Craig Gillespie, dall'altra Fred Raskin, montatore di fiducia di James Gunn e di Quentin Tarantino, entrato in una fase successiva del progetto. Secondo le fonti, il suo arrivo ha segnato un intervento sempre più diretto dello studio. Ma dopo un leggero miglioramento dei test screening, arrivati poco sopra i 70 punti, DC Studios ha deciso di mettere a confronto due versioni del film: quella di Gillespie e quella dello studio.
La prima, più lunga di 11 minuti, avrebbe dato maggiore spazio al villain Krem, interpretato da Matthias Schoenaerts, ottenendo giudizi migliori per ritmo, colonna sonora e caratterizzazione dell'antagonista. Alla fine, però, ha prevalso il montaggio dello studio, anche se soltanto per due punti. Per alcuni addetti ai lavori si è trattato di un processo insolito. "Succede più spesso di quanto si pensi, ma non è normale", ha spiegato un regista di franchise a The Hollywood Reporter, sottolineando che un bakeoff di questo tipo indica forti divergenze creative. Dopo quella prova il film non è stato più testato.
Nel frattempo Gunn ha coinvolto anche lo sceneggiatore Jeremy Slater per lavorare ai reshoot e rimettere mano ad alcune sequenze, compreso il climax finale, mentre la sceneggiatrice Ana Nogueira è rimasta parte del processo creativo. Comunque una cosa è certa, costante il risultato al botteghino, Peter Safran ha ribadito che il flop di Supergirl non cambia i piani dei DC Studios per il personaggio.