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Supergirl delude al box office: il flop mette già in discussione il piano decennale di James Gunn per la DC?

L'esordio di Supergirl è molto al di sotto delle attese e rischia di trasformarsi in una pesante perdita per Warner Bros. Il risultato riaccende il dibattito sul futuro del DC Universe guidato da James Gunn e Peter Safran.

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Il secondo weekend del box office è stato drammatico per Supergirl, facendo tornare in mente una cover melodrammatica di "The Middle" dei Jimmy Eat World che accompagna una sequenza di battaglia molto importante, con i versi della canzone che vogliono offrire incoraggiamento alla giovane eroina: "Hey, non cancellarti ancora". Ma gli incassi suggeriscono che il pubblico stia facendo esattamente questo, cancellando il film e continuando a respingere protagonisti di fumetti meno conosciuti.

L'adattamento Warner Bros. e DC Studios, incentrato su Kara Zor-El, la cugina di Superman, ha mancato clamorosamente il bersaglio raccogliendo 37,1 milioni di dollari in Nord America e 62,6 milioni a livello globale nel weekend di apertura. Il conteggio finale di lunedì è risultato inferiore alle stime domenicali di 38 milioni domestici e 68 milioni nel mondo. Dopo un debutto già sottotono rispetto alle aspettative, il film ad alto budget si profila come una perdita secca per lo studio e una battuta d'arresto importante per il DC Universe appena riavviato.

Warner Bros. e DC hanno speso 170 milioni di dollari per la produzione e circa 120 milioni per il marketing di questa avventura a fumetti ambientata nello spazio, dove Supergirl e una ragazza aliena di nome Ruthye si imbarcano in una missione di vendetta e giustizia. Quelle vendite iniziali di biglietti poco brillanti preoccupano perché Supergirl non è stato abbracciato dal grande pubblico, e c'è una competizione feroce durante il picco della stagione cinematografica estiva che potrebbe minare la tenuta del film al botteghino.

Questo weekend ha visto infatti l'uscita di un altro film per famiglie, l'animato Minions & Monsters di Universal, mentre Moana in live-action di Disney, Odissea di Christopher Nolan e Spider-Man: Brand New Day di Sony completeranno il mese di luglio. Un calendario spietato che non lascia molto respiro a un film già in affanno e che potrebbero rendere la situazione ancora peggiore per il film targato DC.

"Questa sarebbe sempre stata una sfida difficile per DC e Warner Bros. perché Supergirl non è un personaggio che abbia mai creato un blockbuster di livello evento", spiega l'analista Jeff Bock di Exhibitor Relations. "La percezione del pubblico su Supergirl non era buona. Questo è semplicemente un caso in cui il film non era abbastanza valido da diventare un evento". Tradizionalmente, un film delle dimensioni di Supergirl avrebbe bisogno di incassare almeno 375 milioni di dollari per andare in pari, considerato che i cinema trattengono circa metà degli incassi.

Ma una fonte vicina alla produzione colloca il punto di pareggio più vicino ai 300 milioni. Le proiezioni indicano che Supergirl si fermerà a un incasso totale di 100 milioni domestici e tra 200 e 210 milioni a livello globale. Se il film raggiungesse queste cifre, e servirebbe una tenuta decente per farlo, si profila una perdita tra 100 e 120 milioni di dollari nella sola distribuzione cinematografica, secondo fonti con conoscenza dell'economia di film simili.

Supergirl e Krypto, fonte: Warner Bros.

Si tratta inoltre del secondo flop rilevante del 2026 per Warner Bros. dopo The Bride della scorsa primavera, che si è schiantato con 23 milioni a livello mondiale contro un budget di 90 milioni. Lo studio ha ottenuto due vittorie modeste con Wuthering Heights di febbraio e La mummia di Lee Cronin di aprile, ma finora il suo bilancio non è riuscito a eguagliare l'impressionante serie del 2025, quando film come Sinners, Il film di Minecraft e Weapons hanno dominato le classifiche.

Fonti vicine alla produzione sostengono che la protagonista di Supergirl, Milly Alcock, rivelazione di House of the Dragon, al suo debutto cinematografico, è stata pagata circa 400.000 dollari per interpretare il personaggio protagonista e avrebbe ricevuto solo un piccolo bonus se il film avesse avuto successo. Supergirl è il seguito della scorsa estate di Superman, che ha riavviato il DC Universe sotto la direzione di James Gunn e Peter Safran.

Sostenuto da ottime recensioni, Superman, con David Corenswet nei panni dell'Uomo d'Acciaio, ha debuttato con 125 milioni e alla fine ha incassato 618 milioni a livello globale, risultati ce erano stati considerati un successo in un momento in cui il genere dei supereroi mostrava segni di cedimento. Dopo il debutto di Superman, il CEO di Warner Bros. Discovery David Zaslav aveva celebrato l'audace piano decennale del nuovo DC Universe, dichiarando che "la visione è chiara, lo slancio è reale".

Supergirl, fonte: Warner Bros.

Ma secondo alcuni analisti, quel tipo di entusiasmo potrebbe essere stato prematuro, visto che Supergirl ha ribadito le reali sfide che accompagnano la costruzione di un franchise cinematografico interconnesso, specialmente uno che tenta di rivaleggiare con il Marvel Cinematic Universe di Disney.

"Sebbene Supergirl non abbia soddisfatto le nostre aspettative al botteghino, è solo una componente di una strategia più ampia e a lungo termine presso DC Studios in cui continuiamo ad avere fiducia" - Peter Safran

Per quasi vent'anni il cinema di supereroi è sembrato praticamente inattaccabile: bastava un personaggio in costume per attirare il pubblico in sala. Ma oggi lo scenario è profondamente cambiato ed anche il Marvel Cinematic Universe ha dimostrato, con titoli come Thunderbolts e Captain America: Brave New World, che gli spettatori sono diventati molto più selettivi, soprattutto quando si tratta di personaggi meno popolari.

L'esordio deludente di Supergirl sembra confermare questa tendenza: non basta più affidarsi alla forza del marchio DC o Marvel per trasformare un film in un successo. Una sfida non da poco per James Gunn e Peter Safran, che nei prossimi anni dovranno portare al cinema diversi tasselli del nuovo DC Universe già annunciati, da Clayface a Wonder Woman, passando per The Brave and the Bold e Swamp Thing. Più che una crisi del genere supereroistico, sembra l'inizio di un'epoca in cui ogni progetto dovrà dimostrare di meritare davvero l'attenzione del pubblico.

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