Supergirl è un flop storico al botteghino: il nuovo DC Universe firma un record che nessuno avrebbe voluto
Supergirl chiude la sua corsa al cinema con un risultato deludente e firma un record negativo per DC: ora tutte le speranze sono su Superman: Man of Tomorrow.
La run cinematografica di Supergirl si è conclusa con numeri che nessuno alla Warner Bros. avrebbe voluto vedere. Il secondo film dei DC Studios ha chiuso la sua corsa nei cinema mondiali con un incasso totale di 125,9 milioni di dollari, stabilendo un record negativo che segna un momento critico per il franchise. Il film diretto da Craig Gillespie ha raccolto 72,1 milioni di dollari nel mercato domestico nordamericano e 53,8 milioni di dollari a livello internazionale.
L'apertura del film era già stata un campanello d'allarme. Il debutto con 37,1 milioni di dollari in Nord America a giugno e poco più di 62 milioni a livello globale aveva immediatamente chiarito che qualcosa non stava funzionando. Il pubblico non ha risposto come sperato, e il passaparola non è riuscito a sostenere il film nelle settimane successive. I numeri diventano ancora più preoccupanti quando si considera la struttura dei costi. Supergirl aveva un budget di produzione di 170 milioni di dollari, a cui si sono aggiunti almeno 100 milioni spesi per il marketing globale.
Con un incasso di soli 125,9 milioni, il film rappresenta una perdita economica significativa per i DC Studios e Warner Bros. La distribuzione internazionale del film ha mostrato performance altalenanti. In Asia Pacifico, l'Australia ha guidato i territori con 4,2 milioni di dollari di incasso totale. Nel Regno Unito, principale mercato europeo, il film ha raccolto 7,8 milioni. Il Messico è stato il mercato latinoamericano di riferimento con 4,7 milioni di dollari. Risultati particolarmente deludenti sono arrivati da Giappone con 2,09 milioni, Corea del Sud con 967 mila dollari e soprattutto dalla Cina, che ha contribuito con appena 800 mila dollari.
Il confronto con altri film recenti del genere supereroistico è illuminante. Supergirl non ha raggiunto nemmeno i risultati di The Marvels, che con 206,1 milioni di dollari rimane il film del Marvel Cinematic Universe con il minor incasso di sempre. Wonder Woman 1984 aveva totalizzato 169,6 milioni nel 2020, anche se in quel caso l'uscita simultanea su HBO Max e le limitazioni pandemiche avevano pesantemente condizionato la performance. Il mercato domestico nordamericano ha rappresentato il 57,3% dell'incasso totale, mentre i mercati internazionali hanno contribuito per il restante 42,7%. Una distribuzione che evidenzia come anche al di fuori degli Stati Uniti il film non sia riuscito a trovare il pubblico sperato, nonostante una campagna marketing globale da 100 milioni di dollari.
L'adattamento cinematografico del fumetto Supergirl, con una durata di un'ora e 48 minuti, aveva tutte le carte in regola sulla carta: un budget importante, una campagna marketing massiccia, l'inserimento nel nuovo universo DC guidato da James Gunn e Peter Safran. Eppure qualcosa non ha funzionato nel rapporto con il pubblico. La performance di Supergirl riporta alla memoria il difficile 2023 del franchise DC, proprio quello che i nuovi responsabili dei DC Studios si erano impegnati a non ripetere. Con due film su due che non raggiungono le aspettative, il nuovo universo cinematografico DC affronta una sfida di credibilità importante.
Adesso buona parte dell'attenzione si sposta inevitabilmente su Superman: Man of Tomorrow, dove tornerà anche Milly Alcock nei panni di Kara Zor-El. In casa Warner Bros., però, la fiducia nel prossimo film dell'Uomo d'Acciaio sembra essere altissima. Proprio di recente David Zaslav ha definito “eccellente” Superman: Man of Tomorrow, lasciando trasparire grande entusiasmo per il nuovo capitolo. Dopo i numeri deludenti di Supergirl, quelle parole acquistano inevitabilmente un peso diverso: sarà anche dal prossimo Superman che passerà una parte importante del futuro del nuovo DC Universe.